Ritratti: Giulio Beranek, sogni e progetti di un uomo tra le giostre.

 

giulio beranek

Offline Magazine ha intervistato Giulio Beranek, l’attore che interpreta Lorenzo nella Fiction Tutto Può Succedere in onda su RaiUno la domenica. Giulio nasce “in viaggio” da una famiglia di “giostrai”, anche se il termine non gli piace proprio tanto. Vive in Grecia, vive in Puglia. Visto il grande successo della fiction, la domanda è di rito:

 

“ Come ti senti ad interpretare Lorenzo? ”

 

Così Giulio parla a ruota libera. Racconta di aver trovato facilità a interpretare questo personaggio, parlando di una “leggerezza” che non aveva mai sperimentato prima con i personaggi che ha interpretato, ad esempio come poteva essere per Le Mani Dentro La Città o Malpiccolo.

 

Racconta di aver lavorato molto, con l’aiuto del regista Alessandro Angelini, nello spogliarsi dalle sovrastrutture; e a proposito di leggerezza, Giulio racconta delle sue radici. Racconta che quella leggerezza l’ha appresa, ma a tratti non è stata parte di lui.

 

“Ero un bambino timido e introverso, molto sensibile.”

 

Si trova così a doversi scontrare con il mondo che c’è fuori, che gira troppo veloce e non ha tempo per darti risposte. Le risposte te le devi cercare da solo.

 

Un bambino ha bisogno di punti fermi, di capire da dove viene e dove sta andando. Ma soprattutto perché fa cose diverse rispetto agli altri bambini.

 

“A volte mi inventavo scuse per non invitare gli amichetti, non capivo che ero fortunato.”

 

Da lì comincia a scrivere, scrivere continuamente, una sorta di rifugio. Dagli occhi di un bambino nasce il progetto di voler scrivere un romanzo, un’ idea condivisa con Marco Pellegrino.

 

Poi “i Dritti – Gente del Viaggio.” …

 

Nato da un’idea di Giulio ed Emanuele Tammaro, un docu-film nel quale Giulio racconta di uno degli ultimi popoli nomadi Italiani. Comunemente ed erroneamente chiamati “giostrai”. Gli Esercenti dello Spettacolo Viaggiante mostrano come trascorrono la loro particolare esistenza da eterni migranti, come si sono trasformati nel tempo, le loro tradizioni e come portano avanti il loro lavoro, un’antica tradizione che da quasi un secolo diverte e fa sognare grandi e bambini nelle piazze dei paesi di mezza Europa. Incuriosita, gli manifesto il mio interesse, perché quello che traspare attraverso i contributi del documentario non è il divertimento, ma anche e soprattutto il sentimento di malinconia di chi lo vive.

 

“in realtà, dietro le luci, c’è molto di più.”

carrousel

 

Racconta che Il mondo del giostraio è difficile, così come lo è quello del circo. Paradossalmente è un equilibrio precario tra un permesso negato ed un brutto temporale. Eppure la società considera il giostraio un furbo, uno che il lavoro se lo guadagna facilmente. Giulio racconta di aver avuto timore nel raccontare questo mondo, poiché sente sulle sue spalle una grande responsabilità, quella di rappresentare un’intera categoria e con estrema consapevolezza sa che non è impresa facile, far cambiare idea a chi non conosce la sua realtà; tuttavia sente l’esigenza di farlo, tanto per loro quanto per se stesso. Giulio parla di un voler conferire un “approccio mistico”, e racconta con umiltà e speranza in un flusso di parole i suoi progetti: quello di portare a termine un romanzo dal titolo ”il Figlio delle rane” con Marco Pellegrino, il compimento de I Dritti – Gente del Viaggio e per ultimo, la realizzazione di un lungometraggio. Ma questo, per ora, rimane Top Secret.

 

Cosa ti porti della Puglia dentro di te?

 

Giulio racconta la sua Puglia.

 

“Taranto è casa mia. Ogni volta che torno qui, sento l’odore del gas e mi sento a casa”.

 

Dopo questa affermazione traggo conclusioni grossolane:

 

“Quindi una sorta di amore e odio!”

 

Ma la risposta è ancora più dolce.“ No, solo amore. L’odio non riesco a provarlo, più che altro provo tenerezza.”

 

Ma della Puglia ne parla ugualmente con un velo di tristezza; Parla di bambini che giocano ignari del pericolo, ma che a mezzogiorno non possono giocare per strada perché alzano le polveri; parla di una Taranto maltrattata tra polveri sottili e cattive, cattivissime abitudini. Quelle che ormai conosciamo tutti, ma che purtroppo sono dappertutto, non solo in Puglia.

 

Che libri tieni sul comodino?

 

“ Mi piacciono i libri di Zweig. Ora sto leggendo “le stranezze che ho nella testa ” di uno scrittore turco. ”

 

…e la musica?

 

Sono ONNIVORO.”

 

(musica per le mie orecchie!)

 

Ci lasciamo così, con i nostri reciproci dolori cervicali. Ma io sicuramente arricchita, ogni qual volta mi capita di scoprire qualcosa di nuovo e scorgere anime che hanno molto da insegnare, augurando a Giulio Beranek il successo che si merita. D’altronde lo slogan di Offline Magazine è “Quello che vuoi vedere nel mondo.”E noi nel mondo vorremmo vedere proprio questo.

 

Se questo articolo vi è sembrato poco esauriente, bene così; è una buona occasione per saperne di più su http://www.idritti.com/.

 

… Ovviamente non perdetevi l’ultima, attesissima puntata di “Tutto può succedere”, in onda domenica!

 

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