Mariangela Aruanno, a metà strada tra fantasia e realtà

 

"Amo trasformarmi in altro da me stessa portando me stessa con me."

 

benedetta morbelli 9b

 

Mora, esile, occhi profondi. Entra in scena con una vestaglietta color champagne ed è eterea, quasi impalpabile. Inizia la musica e la sua voce cristallina risuona nel teatro. Si direbbe che lei sia sempre stata Mimì e che la sua vita sia la Bohéme, eppure dietro a questo personaggio misterioso e travolgente si nasconde una giovane attrice che ha molto da raccontare.

benedetta morbelli 5b"Mi chiamo Mariangela Aruanno, 30 anni tondi (anzi 31 a Giugno) e sono una pugliese doc, mediterranea e passionale come la mia terra. Vengo da una città di 60.000 abitanti vicino Bari, Bitonto, ma vivo a Roma da 10 anni ormai.

Quando mi chiedono cosa faccio mi piace rispondere l’ Artista. Studio canto da troppo tempo ormai, ma riflettendoci, adoro definirmi un' Artista piuttosto che una cantante. L’artista esprime se stesso in tutto quello che fa e io cerco di fare lo stesso. Scrivo, preparo dolci, guardo qualunque cosa con la curiosità e meraviglia di un bimbo, non sono mai fissa in un posto, ballo il tip tap, suono il pianoforte, ho dei ragazzi splendidi a cui cerco di donare il mio amore per questa Arte, canto per portare fuori dalla mia pancia ciò che mi fa piangere, ciò che mi fa ridere, ciò che mi fa urlare, ciò che mi elettrizza, ciò che mi angoscia, ciò che mi fa sentire viva. Se riuscissi penso che dipingerei anche".

Se dovessi scegliere tre aggettivi per descriverti quali sarebbero?

" 'Sospesa' cosi mi piace definirmi e nella 'sospensione' includo tre aggettivi per dirti chi sono: sognatrice, folle, malinconica, in una parola: sospesa. C’è una figura dalla quale sono intimamente attratta e che fa parte del mio modo di vivere ed è quella del funambolo. Hai presente? Un uomo costantemente sospeso tra cielo e terra, in equilibrio. A metà strada tra fantasia e realtà, ma ben ancorato con i piedi al suo filo. Così mi vedo io.."

DSC_4105Quale è il tuo sogno?

"Il mio sogno è quello di rendere la mia vita straordinaria come quella dei personaggi dei libri. Sogno di interpretare personaggi che mi rimangano sempre più dentro, sogno di cantare ancora in luoghi sacri come è già stato per me quando ho cantato in Arena di Verona, sogno di incontrare persone che mi lascino forti segni del loro passaggio, sogno di innamorarmi di nuovo, sogno di vivere ogni giorno col sorriso e col cuore che esplode, e sogno di lasciare io stessa il mio segno nelle persone che incontro o incontrerò. Sto scrivendo uno spettacolo nuovo. Ho già messo in scena due miei testi teatrali, e da un po' ne scrivo un terzo. In realtà un quarto, il terzo è chiuso nel cassetto e lì resterà finché non troverò più “soldoni” per produrlo. Sono a buon punto, ed è un’altra creaturina che spero di dare alla luce. Ecco questo è il mio ultimo sogno. Non è vero… ce ne sono tanti altri. Penso a mia nonna.. che si riprenda presto presto."


Ci siamo incontrate la prima volta al Ravenna Festival in occasione di Mimì è una civetta, divertissement à la bohémienne che ha conciliato la Bohéme con il mood di Broadway. Come è iniziata questa avventura e cosa ha significato per te?

"Mimì è una civetta ha portato fuori tutto un mondo che avevo dentro di me, nascosto. E’ stato LO SPETTACOLO, non uno spettacolo. Quello che ha segnato la mia consacrazione nel mondo degli “adulti” perché con lei sono cresciuta io come persona. Eventi personali hanno cambiato enormemente la mia vita da qualche tempo. Con Mimì ho scoperto di essere forte, di farcela da sola. Di riuscire a raggiungere esattamente quello che voglio, di riuscire a entrare cosi tanto in me stessa senza paura e a “staccare” dei pezzi della mia anima, anche i più segreti, per regalarli ai miei colleghi in scena, al regista che si è affidato a me, e al pubblico che quando siede su quelle poltroncine diventa come me e come il funanambolo, sospeso!

benedetta morbelli (8)bMimì è stata la mia ombra per molto tempo, dopo il ritorno a casa. Mi è ci è voluto più di un mese per riprendermi. Davvero! Sentivo di aver donato cosi tanto di me, proprio come energia dico, da non averne più per me stessa. Il periodo di Natale, è stato tragico. I miei amici mi chiedevano che cosa avessi fatto perché ero strana. E’ la prima volta che mi capita. Pensa che solo all’inizio dello spettacolo, quando sui battiti del clock dell’orologio, stendevo le braccia verso il cielo o l’infinito, solo in quel momento tiravo fuori un energia che neanche credevo di avere. Ed erano solo i primi 10 secondi di spettacolo. Quei costumi non erano semplici costumi per me, ma pezzetti della mia vita. E Mimì è stata importante non solo per quello che riusciva a creare sul palco ma anche per quello che ha costruito ed ereditato ”fuori”. Una famiglia allargata.

Dagli attori, al regista, all’ideatrice , ai musicisti, alla Produzione, tutti e dico tutti hanno creduto in me, si sono affidati non solo alla mia voce ma al mio cuore, e questa fiducia, questo amore l’ho sentito forte come non mai nella mia vita di artista. Cosi sul palco, ho portato me stessa ma anche parte di quello che ciascuno di loro mi aveva donato in quel mese, che è stato uno dei mesi più belli della mia vita. E’ complicato lo so, ma è la magia del mio lavoro."

 

Vi vogliamo far vivere un po' di questa magia ed ecco quindi un video backstage girato poco prima della prova generale di Mimì è una civetta:

 

 

Ph credit: Benedetta Morbelli - Samuel Di Berardino

 

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