Adriano Di Bella, il Johnny Depp del teatro Italiano

 

Dicembre 2015, Teatro Alighieri Ravenna Festival. E' in scena Mimì è una civetta, divertissement à la bohémienne diretto da Greg Ganakas, a metà tra l'opera lirica ed il mood di Broadway.

Chioma fluente, ricci pazzi ed occhi intensi. Adriano arriva sul palco ed il suo Marcello conquista il pubblico. Dolci, solari ed anche un po' sornioni, personaggio ed attore sembrano assomigliarsi moltissimo in questo caso.

 adriano di bella © Benedetta Morbelli

 

Decidiamo di fare quattro chiacchiere con lui, per conoscere meglio questo giovane e talentuoso catanese.

Parlaci un po' di te.

Mi chiamo Adriano, perché sono nato l’8 luglio per Sant’Adriano. Al sud Italia si usa mettere il nome del nonno e così per non dover scegliere tra quello del nonno materno e quello del nonno paterno hanno scelto quello del Santo: Adriano. Sul cognome meno chiacchiere: Di Bella che è quello di mio padre. Vivo a Catania principalmente, ma ho vissuto anche altrove. Dove? “Per mari e per monti”. Ma al momento sono tornato a Catania, città ricca di tante cose, talmente ricca di cose belle che non riesco a distaccarmene facilmente. Ed è proprio qui a Catania che sono nato 32 anni fa.

Mia madre dice che cantavo già dentro la sua pancia. E forse già da lì sentivo cantare lei, perché anche lei da giovane cantava, forse per questo ho avuto da sempre questa necessità, di cantare. Sì perché è nata proprio come una necessità.

Quale è il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto? Non credo si possa definire un sogno nel cassetto, semplicemente spesso mi fermo a riflettere sulla mia vita e penso questo: quello che mi piacerebbe molto è poter fare nella vita il lavoro che amo fare, poter vivere la mia vita come desidero viverla. In parte ci sono già riuscito. Continuare diventa sempre più complicato per le possibilità che noi giovani abbiamo (oggi non troppe appunto) e combatto, come tanti colleghi con cui mi confronto, con la perseveranza, affinché quest’ultima ci dia la forza di andare avanti in questo mestiere che poi tanto semplice non è affatto, anzi!

Mimì è una civetta: come è iniziata l'avventura e cosa ha significato per te?

Ho scoperto di “Mimì è una civetta” online. Su un sito. Ho letto dei casting che si sarebbero svolti a Ravenna nel mese di Giugno del 2015 e tra i personaggi ho letto chiaramente quello di Marcello, (trattandosi di una rivisitazione in chiave moderna di Boheme). Quindi ho detto “DEVO ANDARE A RAVENNA, QUEL RUOLO DEVE ESSERE MIO”. E così è stato. Tra aerei treni e bus ho viaggiato 29 ore, per sostenere un provino durato 45 minuti circa. Ma ne è assolutamente valsa la pena.

Il legame con il tuo personaggio Marcello è evidente. Cosa gli hai dato di tuo e cosa lui ha dato a te?

Io nella vita sono molto simile a Marcello, nel modo di fare, di vivere e un po’ anche di pensare: Un Bohemian style; Marcello mentre vive la sua storia d’amore “travagliata profonda e buffa” con Musetta tiene d’occhio Rodolfo, si affeziona a Mimì tanto da diventare il suo confidente e mantiene la sua amicizia vera con Colline e Shaunard. Dinamiche che nella mia vita si presentano in maniera molto simile. Diciamo che Marcello mi ha permesso di rivivermi, di ripensare a me stesso, alla mia vita, di portare un po’ di me sul palco e di portare un po’ della sua ironia a casa. Anche il regista quando ha iniziato a conoscermi mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha detto “TU SEI PROPRIO MARCELLO”.

 

adriano

 

Tre aggettivi per descriverti.

Pacifico, aperto, lunatico. Chissà se chi mi conosce “bene” confermerebbe o meno.

Il libro sul tuo comodino?

Come fa un ex libraio a rispondere facilmente a questa domanda? Un libro che ho letto più volte: “Il Dubbio” di De Crescenzo. Ogni volta che lo leggo mi lascia sempre qualcosa di nuovo. Di interessante. E come non perdersi in “Sei personaggi in cerca d’autore”. Anche quello puoi leggerlo mille volte calandoti in un personaggio, poi in un altro, sempre con la stessa curiosità di scoprire.

La musica nella tua testa?

Mi piace ascoltare la musica dei Cranberries, mi piace la musica Araba e amo anche la musica Italiana. Carmen Consoli, cantante catanese come me mi affascina molto. E’ una cantautrice che racconta delle storie che mi colpiscono. Una delle sue canzoni che amo ascoltare è “Maria Catena” e aggiungerei anche “Mandaci una cartolina” e “A Finestra”. E “Per noi”, tra gli autori Amedeo Minghi, cantata da Bocelli.

Il tuo film preferito?

Mi piacciono molto i film che descrivono quello che siamo, quello che viviamo e come lo viviamo qui sulla nostra terra e che poi ci svelano anche cosa continueremo ad essere dopo “il passaggio”. Sì, io lo chiamo così: il passaggio. Perché so che non finirà tutto in quel momento.

Arrivo al dunque: Una storia scritta da Ronald Bass "AL DI LA’ DEI SOGNI" coi grandissimi Robin Williams e Annabella Sciorra e “THE OTHERS” con l’eccellente Nicole Kidman. Mi piacciono molto sia per i motivi di cui sopra che per gli attori e le scelte registiche e gli effetti speciali visivi (soprattutto del primo che proprio per questa ragione ha vinto il premio Oscar)

Cosa vedi nel tuo futuro? Quali sono i tuoi progetti?

La mia volontà è quella di proseguire così come ho fatto fino ad ora. Lavorare nella mia amata Sicilia, nella nostra bellissima Italia e certamente… faccio prima a dire “altrove”; faccio prima a dire altrove perché tra il 2014 e il 2015 uno dei lavori che ho fatto mi ha portato a viaggiare tanto. In un anno ho toccato l’Europa l’Asia l’Australia e il nord Africa. Viaggiare è bellissimo, farlo per lavoro è ancora più bello. Spero che il futuro mi riservi delle occasioni altrettanto belle, e spero di poterle vivere con dei colleghi preziosi come quelli che spesso mi sono trovato accanto.

 Ecco la nostra chiacchierata con Adriano in occasione della prova generale di Mimì è una civetta.

 

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