#puntoP: Credo

 

Mi chiamo Paola Giglio ho 31 anni e credo nelle persone. Tutti abbiamo bisogno di qualcosa in cui credere.

 

Dal film 'Vita di Pi'.

 

Io nella mia vita ho creduto a tante cose. Quando ero piccola credevo a Babbo Natale, poi per un periodo ho creduto in Dio e prima di addormentarmi pregavo; mio padre diceva che era colpa di mia nonna e prima di accompagnarmi a catechismo cercava di distogliermi dai miei doveri spirituali dicendo: 'Ma se invece ci prendessimo un bel gelato?'. Poi per un bel po' ho creduto solo nell'oroscopo - in seguito ho cominciato a frequentare il mondo degli artisti e ho creduto ai tarocchi, agli oracoli, ai ching. Io ero molto cinica e distaccata, sia chiaro. Però, soprattutto nei momenti di difficiltà, a quelle cose ci credevo. Aspettavo che le mie amiche divinassero e speravo che il pronunciamento fosse positivo. Che il lui del momento tornasse, si redimesse. Nel frattempo intorno a me molti iniziavano a seguire un nuovo credo, tutt'ora molto in voga, mentre io continuavo a credere a tutto e a niente, a giocare con le divinazioni e a chiedere risposte vitali a carte che hanno in copertina delle fate in calzamaglia.

fate

Era questa la mia situazione spirituale quando mio cugino, anni 4, si è ammalato di tumore. Ed è lì che ho lasciato andare tutte le mie resistenze ed ho iniziato a praticare il 'Buddhismo' in cui crede metà della popolazione di Roma nonchè metà dei miei amici. Così, tra lo stupore e il divertimento generale, nonostante io prendessi la cosa molto seriamente, sono diventata buddhista. Praticavo perchè mio cugino si salvasse. Poi mio cugino è morto, ma io ho continuato a praticare per un anno, praticavo perchè il lavoro andasse bene. Poi quello che volevo si è avverato, mi sono guardata allo specchio, mi sono detta: no. Non è perchè reciti una cantilena un'ora al giorno che hai raggiunto questo risultato, ma perchè sono anni e anni che studi e ti impegni per raggiungerlo. E non ho praticato mai più. Andavo in giro dicendo di avere una crisi mistica.

La verità è che non ho mai creduto in nient'altro se non in me e nelle persone di buona volontà, in quelle che lo sono come e più di me. La verità è che quando andavo alle riunioni buddhiste, così come quando andavo a catechismo o a messa con i boy-scout, la fede cieca che vedevo negli occhi dei fedeli, la fede disperata che ho visto negli occhi dei miei parenti mentre mio cugino si spegneva piano piano, quella fede lì, incondizionata, a me non ha mai convinto.

Dal film 'Vita di Pi'

E ci ho provato veramente io, a credere, a tutte le religioni che mi è stato possibile sperimentare, come il piccolo Pi del film tratto dal romanzo di Yann Martel. Eppure, semplicemente, nessuna di quelle è la mia fede. Una volta chiesi a mia sorella: 'Ma tu in cosa credi?'. Lei mi disse: ' Io credo nelle persone'. Io nelle persone includo me stessa. Credo che adesso, quando un amico attore mi chiama felice perchè ha preso un un ottimo lavoro e mi dice: 'Io te l'ho detto Paolè, devi praticà!', io sorrido e rispondo no grazie, poi mi alzo al mattino e scrivo.

Siamo una generazione che ha un disperato bisogno di credere, solo che il Dio delle nostre nonne non è più chic, allora ci si affida ai credo più in voga. Avevo un amico, che in fatto di lifestyle è stato sempre più avanti di tutti: lui era vegano prima che esistessero i vegetariani e sta talmente avanti che adesso non è più vegano, mangia di nuovo i latticini, le uova e pure il pesce... purchè siano cucinati Koshèr. Segue la Kabbalah, quella di Madonna, ha cambiato nome durante un viaggio in Israele e non so come ma pare sia diventato ebreo. Al punto da pubblicare periodicamente su FB link contro i palestinesi. Io ho provato ad argomentare con lui, senza successo, guarda che forse questa fede ti sta un po' offuscando la visuale...Niente. Ancora mi ricordo, quando gli dissi che stavo iniziando a praticare il Buddhismo, cosa mi rispose: 'E' una setta, lascia stare, ti do io qualche mantra meno invasivo.'

Passano gli anni e me lo ritrovo colòno sulla striscia di Gaza.

credo

Ognuno ha il diritto di credere in quello che vuole per carità, ed è superfluo dire che l'affetto per i miei amici sopra citati resta immutato. Io però ho un mio credo del tutto personale, sviluppato in anni di prove ed esperimenti fatti in prima persona.

Io credo nelle persone persone che si sforzano di andare avanti confidando in loro stesse, nelle loro capacità e nelle altre persone, senza affidarsi agli dei, alle vibrazioni cosmiche o alle scie delle comete.

Credo nelle persone che sono atee, comprano un biglietto aereo e vanno nei campi profughi a portare un po' di sollievo.

Credo nella solidarietà, nella bontà, nell'altruismo e nella fratellanza.

Sì, forse credo a Babbo Natale.

Ma ho la certezza che queste cose esistano nel mondo reale, perchè ho avuto la fortuna di vederle coi miei occhi e spero di vederle ogni giorno, sempre più da vicino.

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