Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler – Massimiliano Parente

 

Autobiografia dell'eclettico autore di Anche Madre Teresa di Calcutta faceva la cacca e La prostata di Jack Nicholson. Il personaggio di Max Fontana è irresistibile: irriverente, sarcastico, sintesi perfetta tra Manzoni e Cattelan, parodia di tutti gli artisti contemporanei .

 

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Provocatorio fin dal titolo, Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hilter (Mondadori, 2014) è una finta autobiografia del più grande artista del mondo: Max Fontana. La sua carriera nasce in maniera casuale: dopo aver eiaculato sul quadro di Courbet, L'origine del Mondo; esattamente dopo aver deciso di suicidarsi.

31eedacf7584b9750f8ccc217e3e6cddDa qui i critici lo osannano, un minuto prima era un pittore sfigato, un minuto dopo un grande genio dell'Arte Contemporanea. Ogni opera che verrà in seguito sarà finalizzata a scandalizzare il pubblico e la critica, e non importa come o cosa.

Max è convinto che ogni sua composizione, ogni sua installazione, ogni sua performace sarà considerata un capolavoro; solo perché è lui a firmarla. E così infatti avviene. I critici di sinistra lo osannano, i critici di destra ne rimangono sconvolti, ma tutti lo incoronano il più grande artista del Mondo. Dopo Adolf Hilter, come Max tiene sempre a precisare. Perché Hilter? Perché oltre ad essere stato anche lui un artista fallito, “Se dici che la svastica è bella succede un casino. Se dici che i campi di concentramento sono belli non ne parliamo. E cos’altro deve fare un artista se non far succedere un casino? E allora: Heil Hitler”.

Massimiliano Parente, autore del romanzo, come il suo personaggio vuole provocare il lettore e non rinuncia ad un solo momento per farlo. A volte ci riesce e anche in maniera piacevole, creando improbabili opere d'arte come Svastica di 36 metri realizzata con 36 scatole di barrette Kinder da 1 metro, o come Se Gesù avesse detto che i primi sarebbero stati quelli che facevano l'Olocausto.

8503aa90e6175cab8c27a4ba64aeecf3Il romanzo a volte diventa un'interessante riflessione sul mondo dell'Arte e sulla Comunicazione: prende a prestito il ready-made di Duchamp, importante riferimento di Max Fontana; analizza il concetto di riproducibilità di opera d'arte di Benjamin; tutto per arrivare alla semplice domanda “un'opera è un'opera d'arte solo perché il suo creatore è considerato un artista?”.

Bersaglio è sia la critica che osanna un prodotto pur non capendo il suo significato e sia la società, la stupidità delle persone, la mancanza di un pensiero critico e originale, magnificamente sintetizzati nei like e nei retweet che ottengono i suoi status.

La lettura del romanzo procede in maniera piacevole e veloce, il livello di scrittura è semplice. È un libro da poter leggere tranquillamente in spiaggia, per intenderci.

A tratti il continuo scandalizzare dell'autore porta ad un certo nervosismo. Eppure, dopo aver chiuso il romanzo cominci a riflettere sul senso di quello che hai letto, sul vero significato di quello che ti vuole passare Parente, sul senso del provocare, sull'Arte e sul Contemporaneo. E allora torni ad aprire quelle pagine, perché vuoi vedere cos'altro è possibile inventare, fino a dove si spingerà Max Fontana.

 

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