#puntoP: il terremoto e il Paese di C.

 

C'era una volta il Paese di C., che una notte di Primavera venne scosso da un terremoto molto, molto grosso.

 

terremoto

 

Sono giorni che mi chiedo cosa dire

se sia giusto dire qualcosa

su questo terremoto

di cui tutti hanno parlato

su cui tanti, troppi, hanno sparlato

speculato.

 

Cosa posso aggiungere che non sia pleonastico

retorico

minuscolo di fronte alla morte

alla sofferenza di chi rimane

in piedi

di fronte alla sua vita

crollata.

 

Racconterò una storia

mi sono detta

- inventata ?

 

C'era una volta il Paese di C.

che una notte di Primavera venne scosso

da un terremoto molto, molto grosso.

Qualche casa crollò

nessuno morì

nel Paese di C.

ma tutto intorno che la terra tremò

all'Aquila, a Onna

nei castelli di sabbia

di morti se ne contarono

più che quanto

raccontare si può.

 

Rimase così il Paese di C.

con le case spostate

ad aspettare

a domandare

a chi di dovere

i soldi

per ricostruire

ristrutturare

e tutti insieme nel Paese di C.

i lavoratori

i ristoratori

i paesani

stavano ad aspettare

la classifica magnifica per definire

chi

per primo

potesse ricominciare

a campare.

 

C'era a lavorare agli uffici del Paese di C.

chi della giustizia e della morale non aveva mai sentito parlare

e un timbro qui un timbro lì

una stretta di mano qui un soldino lì

nella classifica magnifica faceva spiccare

palazzi crollati da prima

che la terra si mettesse a tremare.

 

Protestarono i Paesani di C.

venne sospeso l'immorale

si cominciò subito ad indagare

e mentre si indagava

l'immorale casa tra le palme oltreoceano si comprava

e dai e dai che il tempo passava

l'immorale al suo posto

impunito tornava.

 

La terra trema ancora nel Paese di C.

Amatrice esplode a poche curve da qui

e l'immorale

impunito

è ancora lì

col suo timbro in mano

e una casa in più

molto

molto

lontano

da C.

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