Sergio Endrigo, il gentleman del cantautorato italiano

 

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Undici anni fa, il 7 settembre 2005, moriva Sergio Endrigo, cantautore italiano.

Apprezzato dalla critica, amato dal pubblico, Endrigo divenne ben presto uno tra i pionieri della musica italiana. E' conosciuto e ricordato tutt'oggi per la sua velata delicatezza ed eleganza. Quella faccia da bravo ragazzo, schivo e decisamente poco partecipe alle velleità dei suoi tempi, Endrigo non volle mai né seppe coltivarsi le amicizie tra dirigenti della televisione, tanto che, poco alla volta, intorno a lui si creò il vuoto e calò un silenzio spettrale.

sergio EndrigoIl suo nome è di diritto posto a fianco di Gino Paoli, Fabrizio De André, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Enzo Jannacci e Giorgio Gaber, autori che portarono alla musica dei primi anni '60 una ventata di aria nuova.

Nato in Istria a Pola (allora in Italia e oggi in Croazia) il 5 giugno 1933, figlio di un cantante lirico, i suoi primi approcci musicali li fa a dieci anni seguendo gli studi del padre. Crescendo si rende conto tuttavia che la sua strada non è quella del cantante lirico; comincia così ad avvicinarsi alla musica leggera e all'inizio degli anni '60 incide i primi dischi.

Tra la cerchia dei cantautori, Endrigo si fa conoscere per la sua spiccata e delicata  vena poetica. Il vero e grande successo popolare arriva nel 1962 con "Io che amo solo te" , che vede poi la consacrazione definitiva nel 1968 con la vittoria al Festival di Sanremo con "Canzone per te", cantata insieme al brasiliano Roberto Carlos.

Nel 1969, sempre a Sanremo, guadagna la seconda posizione con "Lontano dagli occhi" in coppia con Mary Hopkin, e la terza nel 1970 con "L'arca di Noè" in coppia con Iva Zanicchi. Con questa canzone vince anche il Premio della Critica come miglior testo. Altre sue partecipazioni a Sanremo sono del 1971 con "Una storia", del 1973 con "Elisa Elisa" e l'ultima risale al 1976 con "Quando c'era il mare".

La sua fortuna presso il grande pubblico, dopo gli splendori del 1968-71, viene rinnovata con canzoni per l'infanzia come "Ci vuole un fiore". Mentre nel 1970 partecipa al concept album prodotto dal suo grande amico e sodale Sergio Bardotti intitolato "La vita, amico, è l'arte dell'incontro". Album che riunisce attorno alla figura del grande poeta e compositore brasiliano Vinicius de Moraes, Giuseppe Ungaretti, che traduce e legge alcune poesie di Vinicius, e Endrigo, che canta alcune canzoni di Viniciu, il tutto accompagnato dalla chitarra del brasiliano Toquinho.

Negli ultimi anni Endrigo entra in polemica con il mondo dell'industria musicale italiana. Nella sua carriera artistica ha scritto più di 160 canzoni e ha composto anche opere letterarie e sceneggiature teatrali. Muore nel settembre del 2005, ma tutt'oggi rimane un pilastro della musica italiana. Oggi (tardamente) Endrigo viene riscoperto e vengono moltiplicate le occasioni che consentono di rammentarne e celebrarne la grandezza; Marco Castoldi - Morgan-  dei Bluvertigo,  ha deciso  di celebrarne la scomparsa partecipando ad concerto nella città di Terni che ormai vede la luce per il suo quinto anno consecutivo. Le precedenti edizioni della manifestazione hanno visto esibirsi in una location suggestiva come la Cascata delle Marmore, Simone Cristicchi  nel 2012 e Francesca Michielin lo scorso anno.

 

 

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