Luca Marconi: una vita vera sul palco

 

"Cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo."

 

 

benedetta morbelli 9b

 

 

31 anni; nato e cresciuto a Teramo, ma di adozione Romana; determinato, carismatico, gran lavoratore. Professione? Cantante ed attore.

Oggi vi presentiamo Luca Marconi, artista emergente di grande talento.

Nasce cantante di musica leggera. Fin da subito con la sua band, i Picaroon's Spark, inizia a scrivere brani originali e comincia un percorso musicale che li porterà ad esibirsi in tutta Italia ed a debuttare discograficamente nel 2007 con il loro primo full length "Nightfeast in highfires wood".

Successivamente nel 2010 si è avvicinato al teatro musicale, debuttando con il suo primo spettacolo, fino ad approdare l'anno seguente sul palco di Notre Dame de Paris.

 

Come è nata l'esperienza di Notre Dame de Paris? Cosa ti ha lasciato?

Notre Dame de Paris arriva con la fatica e la preparazione legata al lavoro di un artista, anni di perfezionamento e studio del proprio strumento, per il quale ringrazio sempre il mio Maestro e vocal coach Stefano Zanchetti e tanti anni di palcoscenico, che sono stati per me una scuola fondamentale. Ovviamente sono stato scelto dopo aver partecipato a lunghe selezioni davanti al regista Gilles Maheu e al compositore Riccardo Cocciante, che mi hanno dato la possibilità di esprimermi su questo prestigioso palco. Cosa mi ha lasciato? Ad oggi quattro anni di tournèe in Italia e all'estero (essendo stato selezionato anche per la versione inglese nel 2013/14), tanto palco, oceani di pubblico, tanta soddisfazione, applausi e la fortuna di aver cantato per tre volte nella magica atmosfera dell'Arena di Verona - esperienza indimenticabile.

 

Parliamo di te. Quale è il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto è avere un cassetto pieno di sogni! Vivere di questo mestiere e poterlo fare con continuità, potersi esprimere davanti ad un pubblico che è lì per ascoltare quello che hai da dire loro. Emozionarmi ed emozionarli è già per me un sogno realizzato. Il sogno che spero resti sempre realtà è quello di poterlo fare per tutta la vita, finché avrò la forza e la grinta per poterlo affrontare al meglio.

 

Il tuo film preferito?

Ne ho diversi, spesso la scelta è legata anche alla colonna sonora che lo accompagna. Ad ogni modo, qualche titolo che non manca nella mia videoteca: Braveheart, Vi presento Joe Black, Forrest Gump.

 

La canzone nella tua testa?

La canzone nella mia testa è sempre l'ultima che ho ascoltato. Ahahah, non ho una canzone preferita in generale. Ne ho diverse e di diversi stili e generi, diciamo che mi piace un po' tutta la musica in generale. In questo momento ce n'è una in particolare che fa: "Che gelida manina...se la lasci riscaldar"... per ascoltarla tutta, vi toccherà venire a teatro!

 

benedetta morbelli (8)bA proposito di Mimì è una civetta, mancano pochi giorni al debutto del tour. Come è iniziata l'avventura e cosa ha significato per te?

Mimì è una civetta è arrivato come un qualsiasi lavoro: bando di audizione, viaggio e performance davanti alla commissione. Devo dire però che non appena messo piede sul palco del Teatro Alighieri di Ravenna, ho da subito provato una sensazione particolare ed un'emozione molte forte, per cui anche la mia audizione è stata a suo modo speciale. Se aggiungiamo che in platea durante la mia esibizione era presente anche il maestro Riccardo Muti, che si è pronunciato in maniera più che positiva nei miei confronti con l'arrangiatore e compositore delle musiche originali dello spettacolo Alessandro Cosentino e con il regista e coreografo Greg Ganakas, posso di certo dire che è stata una di quelle audizioni che difficilmente dimenticherò nella mia vita.

 

In Mimì è una civetta interpreti Rodolfo. Che legame hai con il tuo personaggio? Cosa lgli hai dato di tuo e cosa lui ha dato a te?

Il mio legame con il personaggio di Rodolfo è veramente qualcosa di simbiotico e profondo. È stato un mese lungo di prove e di allestimento, durante il quale abbiamo vissuto a stretto contatto tutti i giorni, non me ne sono mai staccato e ad oggi è rimasto saldamente ancorato dentro di me. Cosa ho dato a lui? Tutto me stesso! Cosa lui ha dato a me? La possibilità di esprimere tutto me stesso, grazie al suo amore per la bella e delicata Mimì, un amore romantico, tormentato, tempestoso, rabbioso a volte, mi ha permesso di esprimere il mio lato comico e scanzonato grazie ai miei coinquilini della soffitta, Marcello, Schaunard e Colline, dando vita a scene divertentissime ed autentiche, e soprattutto la possibilità di emozionarmi grazie ad una storia che fa sognare, ridere e soffrire. Insomma è un po' come vivere una vita vera, solo che lo si fa su di un palco.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sono quasi alla fine della produzione del mio primo disco solista che spero veda la luce il prima possibile. Al momento sono nuovamente in tour con Notre Dame de Paris e tra pochi giorni mi aspetta la tournèe di Mimì è una civetta, che sarà nuovamente a Ravenna il 3 e 4 ottobre al Teatro Alighieri e successivamente a Piacenza, Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Lucca e Parma, dove spero troverò teatri col pienone ad aspettarci. Nel 2017 sicuramente altri concerti con lo spettacolo sinfonico Queen at the Opera e spero tanto tanto altro. Il futuro è bello perché nessuno lo conosce, a volte ci stupisce negativamente, ma altrettante volte ci riserva cose meravigliose ed inaspettate. Io spero di essere lì per raccoglierle e viverle, e chi lo sa, magari anche con tutti voi. Vi aspetto a teatro!

 

 

Nell'attesa del debutto del tour di Mimì è una civetta, ecco le impressioni di Luca, raccolte a dicembre prima della prova generale dello spettacolo, ed un breve meraviglioso estratto dell'incontro di Rodolfo e Mimì.

 

 

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