Cinque colonne sonore “influenti” e cinque artisti da scoprire

 

A tutti è capitato almeno una volta di ascoltare, all'interno di un film o di una serie televisiva, un pezzo così ben scelto, così "impattante" da essere considerato un elemento distintivo e fondamentale della scena cui fa da sottofondo (quando non dell'intera opera).

 

colonne sonore pulp fiction

 

Non che questa sia la scoperta del secolo: alcune tra le scene più famose della storia del cinema sono indissolubilmente legate alla loro canzone di sottofondo – vale la pena citare, solo per fare qualche esempio, il twist strafatto di John Travolta e Uma Thurman sulle note di You never can tell in "Pulp Fiction", o la fumata con ghigno di Robert De Niro in "Goodfellas", accompagnata dal riff iniziale di Sunshine of your love dei Cream.

Breve parentesi: il discorso vale anche per l'estremo opposto, quello del silenzio – basti pensare alla scelta cinematografica dei fratelli Coen in "Non è un paese per vecchi", film meraviglioso e quasi totalmente privo di colonna sonora. Ma questa è un'altra storia, quindi chiudiamo la parentesi e magari ne parliamo un'altra volta.

 

Oggi, invece, mi piacerebbe segnalare alcuni musicisti – cinque, per la precisione – che con le loro canzoni, scelte come soundtracks all'interno di film e serie tv, mi hanno particolarmente colpito, e di cui ho approfondito un poco il repertorio per condividerlo con voi.

 

Ripeto, non ho pretese di completezza e alcune di queste scelte potranno sembrare ovvie a chi già spulcia il web in cerca di nuova musica da ascoltare, ma per chi non conosce anche soltanto uno di questi nomi, questo articolo può essere lo spunto per una "playlist di approfondimento", chè l'approfondimento fa tanto bene allo spirito critico.

 

134075f5bcf16f37f8bd8b03b04d7ff4Ad ogni modo, here we go:

 

1) Lera Lynn: è una cantautrice americana nata in Texas nel 1984; ha trovato le "luci della ribalta" dopo esser stata scelta per interpretare la cantante triste e languida che, nella seconda stagione della serie "True Detective", suona nel locale in cui Ray Velcoro (Colin Farrell) va ad ubriacarsi e a farsi corrompere da gangster californiani.

Lera Lynn mi ha scioccato, mi sono innamorato della sua musica; oltre ad aver dimostrato di sapersi muovere tra le varie correnti del folk, l'una più classica (il suo primo disco, Have you met Lera Lynn) l'altra più cupa e graffiante (il suo ultimo lavoro, intitolato Resistor ma anche, ovviamente, la soundtrack di T.D.), la Lynn sfoggia un talento vocale davvero considerevole, che le permette di avere un sound completo anche nelle esibizioni chitarra-voce.

 

2) Rodrigo Amarante: la sua Tuyo è la sigla iniziale di ogni puntata di "Narcos", la serie tv di Netfix su Pablo Escobar; dopo gli inizi come chitarrista nella band brasiliana dei Los Hermanos, nel 2013 ha finalmente pubblicato un suo disco solista, intitolato Cavalo. Innegabili alcune analogie stilistiche con Devendra Banhart: i due hanno anche collaborato in alcune occasioni, fondendo le loro sonorità ovattate e rilassanti, di chiara (e ovvia) matrice sudamericana.

 

3) The Dø: nel film "I origins" di Mike Cahill ho ascoltato casualmente una loro canzone, che si intitola Dust it off, un pezzo allo stesso tempo inquietante e bellissimo, che però non riassume le sonorità del duo franco-finlandese, che sono sì strettamente legate al virtuosismo vocale della cantante Olivia Merilahti ma anche molto poliedriche.

Infatti, mentre il loro primo disco A Mouthful mostra un approccio più indie-rock-classico, già in Both Ways Open Jaws viene fuori quell'inquietudine leggermente morbosa che traspare da pezzi come, appunto, Dust it Off o Slippery Slope.

 

4) Mokadelic: chiunque abbia visto "Gomorra – La serie" avrà ben presente lo stile un po' ansiogeno dei Mokadelic e della loro Doomed to live, tema ricorrente nelle scene clou della serie diretta da Stefano Sollima. Nel 2016 la band ha pubblicato un nuovo album, intitolato Chronicles e diviso in due "capitoli", interessante miscuglio di post-rock e di musica elettronica.

Oltre alle musiche di "Gomorra" i Mokadelic hanno composto le colonne sonore dei film "ACAB" (ancora Sollima) e "Come Dio comanda" (Salvatores).

 

5) AIR: beh, qui parliamo di istituzioni; gli AIR, duo francese di musica elettronica, non hanno bisogno di presentazioni. Per questo, mi limito a consigliarvi due loro lavori, entrambi legati a progetti non-musicali. Il primo è The virgin suicides, colonna sonora dell'omonimo film di Sofia Coppola (1999); il secondo si intitola City reading (tre storie western), accompagnamento musicale del reading di City di Alessandro Baricco (tra l'altro eseguito dallo stesso Baricco).

Con gli AIR il livello qualitativo sale allo step superiore, per quanto mi riguarda. La loro musica, a tratti, sembra qualcosa di vivo. Perchè dico questo? Beh, mollate lo smartphone, chiudete porte e finestre, spegnete la luce; poi fate partire Alone in Kyoto o Playground love, e provate a non darmi ragione.

 

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