[T]ESSERE: il punto d’origine di Giovanni Palmieri

Dopo il grande successo romano ottenuto nella scorsa stagione, Giovanni Palmieri torna con la sua personale pittorica [T]ESSERE.

 

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"Si compongono così nuove tessere e s'intessono di quel tessere altre trame emotive che aspirano a dire ed evocare differenti e ritrovati concetti. La ricerca dell'equilibrio tende a perfezionarsi, i tratti ed i colori a rievocare distanze emotive che s'avvicinano forse sino quasi a ricongiungersi, a colmarsi tra e con gli spazi apparentemente vuoti".

 

Classe 1977, Giovanni Palmieri è un pittore, disegnatore, illustratore, fumettista, insomma un artista versatile e carismatico.

 

Diplomatosi alla Scuola Romana del Fumetto, Giovanni ha esordito nel 2013 con la sua prima personale pittorica Coppie Imperfette e ha proseguito il suo percorso da pittore nel 2016 con la prima tappa di [T]ESSERE a Roma.

 

Ad ospitare i suoi acrilici su tela, a Napoli - la sua città natale - è stato poi EPOCHÉ club art: un luogo dove si celebra la potenza della parola, che ha ospitato i quadri di Giovanni creando con loro nuove trame concettuali, nuove tessiture, nuovi percorsi. Ad accogliere ora il suo ritorno a Roma sarà invece il Centro Culturale Artemia, una realtà in cui coesistono in totale armonia tante forme d'arte e cultura tra le quali i dipinti dell'artista potranno trovare una collocazione unica ed irripetibile.  

 

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In occasione del ritorno di [T]ESSERE, abbiamo incontrato Giovanni per farci raccontare la sua storia e la sua arte.

 

"La parola “artista” oggi ha acquisito un valore tristemente commerciale, infatti si confonde con notorietà, fama e mondanità. Per me ha invece un significato molto profondo, che racchiude spesso lo spirito della comunicazione non verbale. Essere artista è dedizione, fatica e tanto impegno, il tutto condito con rigore e conoscenza. Il resto è finzione contemporanea! Io disegno da sempre, ma è grazie ad alcuni componenti della mia famiglia, ed in particolare a mio zio, l'architetto Gesualdo Cantella, - a cui devo moltissimo - che il fuoco sacro dell’arte non si è mai sopito.

 

Le mie opere nascono dalla rielaborazione personale di luoghi, emozioni e sentimenti che appartengono a tutti, la visione simbolica che ho delle cose trasforma le immagini impresse nella mia memoria in segni grafici che restituiscono, sulla tela, icone contemporanee. Ovviamente ogni passo è sempre concertato con mio marito Andrea Alessio Cavarretta, la figura con cui ho uno scambio continuo di idee ed impressioni.

 

Da dove trai ispirazione?

L’ispirazione deriva dalle esperienze, dal vissuto ed in particolar modo dall’infanzia e dalle emozioni e stimoli artistici immagazzinati da sempre e che, appena maturati, trovano forma ed espressione proprio attraverso l’arte pittorica.

 


Cosa rappresenta "Tessere" e che significato ha per te questo termine in relazione alle tue opere?

[T]essere un lungo filo, una tessitura che rievoca un percorso, iniziato nell’infanzia e proseguito negli anni, componendo una trama sempre più fitta. È stato il gesto con cui ho voluto palesare il mio percorso artistico e che nel futuro sicuramente proseguirà con nuove evoluzioni. Al momento ha determinato lo sviluppo di tre esposizioni fortemente legate tra loro, da NAT a Roma, da Epoché a Napoli e la prossima al Centro Culturale Artemia di Roma. Ringrazio chi ha creduto in me e nella mia arte, come Natalia Rinaldi, Matilde Cesaro, Pierfilippo Agosti e Maria Paola Canepa. 

 

Quale è il tuo sogno nel cassetto?

Per il mio modo di essere, il sogno nel cassetto è quello di poter condividere la mia arte e far provare a tutti la gioia e la soddisfazione che provo io nel realizzare e vivere della mia arte.

 

Tre aggettivi per descriverti.

Ce ne sono tanti che possono rappresentare il mio essere. Se ne devo scegliere tre: sicuramente testardo, ma anche disponibile e metodico.

 

Il libro sul tuo comodino.

Non è propriamente un libro. Da sempre colleziono fumetti ed in particolare quelli degli X-men (ovviamente divoro comunque ogni genere di fumetto). Se invece devo citare un libro, posso dire che la mia Bibbia è Tolkien - in tutti i suoi scritti.

 

La canzone nella tua testa.

Adoro la musica , qualunque essa sia. Sicuramente posso preferire un brano ad un altro o un cantante ad un altro, ma in generale mi piace tutta la musica. Ne sento tanta, anche perché di settimana in settimana costruisco le playlist musicali della trasmissione radiofonica “Do You Dream?” su Radio Godot, e posso dire che la mia poca settorializzazione musicale mi è tornata utile.

 

Il tuo film preferito.

Come, per i libri e per la musica è difficile scegliere … sicuramente al primo posto, tutte le produzioni che derivano dai fumetti ma anche fantasy e fantascienza. Quelli che preferisco meno? Le commedie romantiche.

 

Icona a cui ti ispiri.

Adoro tutto ciò che è liberty, déco e nouveau ma anche, il barocco e roccocò in alcune delle sue espressioni. Immancabile la produzione artistica tradizionale napoletana e meridionale in genere. Non da meno l’arte contemporanea, purché abbia linee pulite e percorsi mentali chiari e definiti.

 

Progetti futuri?

[T]essere è stato il punto di origine di tanti percorsi che ma mano prenderanno forma e si paleseranno. Per non rovinarvi la sorpresa non svelerò nulla di più. Dico solo: molto presto ancora insieme!

 

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