#PuntoP: di paura in paura

 

Mi chiamo Paola Giglio, ho 31 anni e in questi giorni ho avuto paura.

 

Terremoto

 

 Una paura profonda, irrazionale, tachicardica. La paura del terremoto. Non lo avevo mai sentito prima del 30 ottobre, per un caso fortuito ogni volta che una scossa radeva al suolo l'Aquila o Amatrice facendo arrivare la sua eco anche a Roma io ero altrove.

 

Domenica mattina invece ero a casa, dormivo da poche ore e mi hanno svegliato gli armadi che ballavano. Ero con il mio fidanzato, ci siamo guardati: 'E' il terremoto'. Apri la porta e vai sotto il muro portante.

 

Aspetta che passi.

 

Il cuore che sembra voglia uscire dal petto, senza pensare hai indossato le scarpe senza calzini, pronta a scappare - non scendere le scale, non si fa. Perché anche se lo sai che l'epicentro è altrove e fissando le piante che ondeggiano ti rendi conto che da qualche parte non troppo lontana i danni saranno enormi, una parte di te si aspetta che possa crollarti la casa sulla testa. 

 

Tutto questo in pochi secondi.

 

Ci abbiamo fatto l'abitudine ormai, che qui da noi le case vengono giù come castelli di sabbia. La casa trema - sarà antisismica? - gli allarmi suonano, i cani abbaiano, parte un aereo dall'aeroporto pochi metri più in là, esce la vicina, come fa la vecchia del piano di sopra a scendere se succede qualcosa di grave? La casa smette di tremare.

 

Inizia il balletto TV/Social. L'abbiamo sentita tutti, tutti abbiamo paura. Qualcuno su FB se la prende con chi si spaventa a Roma: 'avete le manie di protagonismo, pensate a chi è realmente coinvolto'. Io non scrivo nulla anche se il primo impulso sarebbe stato 'Porca troia' - Condividi.

 

Una mia amica francese che ha vissuto a lungo a Roma è tornata qui in vacanza giusto per godersi la scossa. Mentre il palazzo tremava ha composto il messaggio 'C'è stato il terremoto, sto bene', all'indirizzo del marito. Poi lo ha cancellato. 'Il terremoto non è finito, se lo mando e poi muoio?'. Infine ondeggiando ha messo in borsa la pochette dei trucchi, pronta ad uscire in strada non appena la scossa fosse finita. Roba da donne.

 

Un amico di famiglia era nel suo paese di origine, a pochi km da Amatrice. Lì la scossa è stata fortissima. Quando è finita è andato a farsi la barba. 'Così se muoio sono in ordine'. Roba da uomini.

 

Fino al 30 ottobre io non avevo paura. E' una brutta bestia la paura del terremoto, se la provi una volta non te la scordi. Adesso prima di andare a dormire lascio le scarpe vicino alla porta.

 

Ieri mattina sono andata dalla mia estetista, R. E' arrivata tardi, dicendo di aver sentito un terremoto alle 4 di notte. Fortissimo diceva, anche se la App terremoti non ne dava notizia, il massimo era un 3.6.

 

Dice: 'A Grottaferrata si è sentito fortissimo! Io c'ho paura, ce sta quello scienziato della NASA che ne ha azzeccati 9 su 10 che ha detto che ne arriva uno grosso, 7.5!!'. Ho detto: 'R., forse è meglio se spegni la tv e chiudi FB. L'ho sentito anche io il sismologo dell'INGV e non ha detto questo.'

 

Alla domanda della giornalista: 'Lei si aspetta il Big One?', lui ha risposto con il classico: 'Non si possono prevedere i terremoti, una scossa più forte non si può escludere ma è improbabile'. 'E poi hai visto Paolè, si è risvegliato il vulcano sottomarino'. 'No R., non è vero, c'è stata una scossa vicino a quel vulcano come spesso accade, anche questa è una cavolata'. 'Ah è una cavolata?' 'Sì'. 

 

E mentre rassicuravo R. smentendo una serie di Webufale prodotte da Webeti e diffuse ad arte in questi giorni critici, rassicuravo anche me stessa.

 

Le scarpe sono sempre vicino alla porta.

 

Ma più per scaramanzia.

 

 

Ph credit: Pinterest - Steve Collender

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