“Solo Dio può giudicarmi”, Tupac Shakur diventa fumetto

Nasce dall'incontro tra Antonio Solinas, sceneggiatore, critico, da sempre amante del fumetto e della musica hip hop, e Paolo Gallina, illustratore e fumettista, l'idea di celebrare il ventennale della morte di uno dei personaggi più controversi e importanti della storia del rap attraverso un fumetto.

 

tupac

 

Scomparso a soli 25 anni, ucciso a Las Vegas dai colpi di pistola esplosi da un’auto in corsa, Tupac Amaru Shakur è stato autore di una grande quantità di album, con brani incentrati sull’emarginazione sociale, il razzismo, l’abuso di potere da parte delle forze dell’ordine, la difficile vita nel ghetto e lo scontro con altri rapper. Anche dopo la sua morte, 2Pac è rimasto un punto di riferimento per la comunità afro-americana.

 

L’impresa di Solinas e Gallina è stata quella di riassumere la breve ma intensa vita del musicista in 120 pagine, dedicando un breve spazio anche alla figura della madre dell’artista, Afeni Shakur, e al suo impegno politico con il movimento delle Black Panthers, passaggio fondamentale nella costruzione della personalità e del personaggio di Tupac.

 

tupac4I due autori hanno impostato questa opera come fosse una crasi tra un documentario raccontato in terza persona e una bio a immagini dedicata al rapper; Il risultato è una serie di sequenze di dialogo tra i vari personaggi, strutturate secondo un rigido schema a vignette, e parti dove sono presenti solo didascalie, che narrano la vicenda come una voce fuori campo, accompagnate da illustrazioni a tutta pagina di Gallina.

 

Non mancano passaggi narrativi, schede nelle quali viene dato spazio alle voci di altri personaggi del mondo hip hop, vengono riassunti gli arresti del musicista in una carrellata di “illustrazioni segnaletiche” o vengono descritti i tatuaggi che ricoprivano il suo corpo.

 

Il risultato è far emergere la figura di Tupac a tutto tondo. Inoltre Solinas, come già sperimentato nella traduzione/adattamento di Hip Hop Family Tree, nelle parti dialogate sceglie un linguaggio che, pur senza fare a meno di termini e modi di dire tipici della cultura hip hop, scorre sui binari di un registro linguistico che non appare né falso né forzato e non scade in trasposizioni italiche dello slang da strada che suonerebbero assurde.

Uno stile sintetico, ma allo stesso tempo capace di restituire sulla tavole dettagli particolareggiati di abbigliamento, ambienti, pose, movimenti del corpo e atteggiamenti dei vari protagonisti che fanno chiaramente trasparire la conoscenza e passione del disegnatore.

 

Effettivamente questa sensazione è presente durante la lettura di coloro che, come chi scrive, solo superficialmente conoscono il genere musicale e la cultura hip hop. In alcuni momenti è quasi come trovarsi davanti a un testo specialistico, attraverso il quale chi è del campo non ha problemi a muoversi, mentre chi manca di basi deve faticare un po’ di più.

 

Però Solinas e Gallina hanno allo stesso tempo il merito di trasmettere al lettore la curiosità di saperne di più, su Tupac e su tutta la sfera dell' hip hop, fornendo un buon punto di partenza con l’appendice finale chiamata Mixtape che presenta titoli per una colonna sonora da ascoltare durante la lettura del volume.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestmail