#PuntoP: siamo cittadini d’Europa.

 

Mi chiamo Paola Giglio, ho 32 anni e quando ne avevo 12 sono diventata cittadina d'Europa.

 

europa

 

 

In quegli anni, che coincidevano per me con i tre anni della scuola media, l'Europa Unita ha iniziato a diventare realtà tangibile, concreta.

 

Nuovi stati entravano nell'Unione, la moneta stava per diventare unica e le frontiere eliminate, i passaporti dimenticati nei cassetti, da andare a cercare solo in vista di viaggi esotici.

 

La professoressa di italiano ogni settimana ci dava un compito intitolato: 'Siamo cittadini d'Europa'. Dovevamo cercare notizie interessanti riguardanti l'Unione Europea, rielaborarle e leggerle in classe; le fonti dovevano essere attendibili, quotidiani nazionali, guai a chi proponeva notiziole prese da giornali di gossip o rotocalchi di poco spessore... insomma gli scoop sui reali di Monaco e le crisi d'amore di Lady D. non erano il focus della questione.

 

Ricordo questo dell'Europa Unita, la gioiosa frenesia al pensiero che avremmo potuto viaggiare liberi, senza più pensare al cambio, senza frontiere, l'idea di far parte di qualcosa di più grande, un'idea di collaborazione nuova, di crescita globale. Di pace.

 

A me poi l'Europa è sempre piaciuta, soprattutto unita. Più di tutte mi piaceva la Grecia. Mi piacevano le Dracme e Delfi, e i miti e i templi e gli ulivi, le contaminazioni, ritrovare la Grecia in Sicilia e in Calabria, poi molti anni dopo la Grecia in Turchia ed entrambe a Cipro e finalmente scoprire che c'è tanta Venezia a Creta e che proprio lì lavorano i migliori archeologi italiani.

 

Per me a dodici anni, l'Europa era questo. Per me a 32 anni, l'Europa dovrebbe essere ancora questo.

 

Se lo avessi saputo che 20 anni dopo l'Europa sarebbe diventata quella dei muri; che la Turchia, che in Europa doveva entrare, la stavamo aspettando - ti stavamo aspettando Turchia! Se lo avessi saputo che la Turchia sarebbe tornata indietro di 80 anni. Se lo avessi saputo che la Grecia sarebbe stata strangolata, ridotta in macerie. Se lo avessi saputo che l'Europa non sarebbe stata in grado di attuare politiche umane sui migranti. Se lo avessi saputo che in Italia avrebbero assunto ruoli istituzionali, alte cariche, biechi razzisti, manifesti e impliciti, gentucola che non vale niente e accusa chi ogni giorno rischia la vita per salvare esseri umani che altrimenti morirebbero in mare. Se lo avessi saputo che l'Inghilterra sarebbe scappata, seguendo l'eco di sirene populiste.

 

Se mi guardo indietro, se penso ai miei 12 anni, all'atmosfera europeista che si respirava allora, o che almeno hanno fatto respirare a me, l'immagine che ho è quella di una inversione a U.

 

Correvamo dritti in autostrada, poi a un certo punto abbiamo visto un cavalcavia, una inversione di marcia e l'abbiamo imboccata senza mettere la freccia.

 

Mi chiamo Paola Giglio, ho 32 anni e sono cittadina dell'Europa che immaginavo 20 anni fa.

 

Di questa no, di questa mi vergogno.

 

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