“I muri di Berlino”, Maldestro racconta l’amore

Maldestro, nome d’arte di Antonio Prestieri, ha trent'anni. E' nato fieramente a Napoli; ama la sua terra natale, per quanto difficile e amara. Scrive, canta, suona e interpreta le sue canzoni. Il termine “interpretare” non è scontato, soprattutto per un cantautore; sottintende infatti il forte legame che lo lega ai propri testi, quasi fosse un papà con le proprie creature.

 

“Non trovo le parole” è il suo esordio discografico: Maldestro racconta l'amore, la rabbia, la speranza, il disagio e la disperata voglia di vivere di un paroliere del nostro tempo.

 

Antonio si avvicina al pianoforte a nove anni, lasciato poi per approfondire gli studi di teatro, grazie ai quali riesce a dare un colore differente alle proprie canzoni. Imbraccia la chitarra e libera parole di una profondità e di una poesia rare in una generazione cresciuta a suon di talent show, di cui egli è esatto contrario. Privilegia la concretezza, la visione realista, ma ugualmente piena di vita.

 

“I muri di Berlino” è il titolo del suo nuovo album, a due anni di distanza da “Non trovo le parole”. Maldestro - perché crede che questo nome rispecchi la sua personalità molto più di quello all’anagrafe - si definisce uno che “usa la sua voce per raccontare storie” e, con questo album, dimostra non solo di saperle raccontare bene, ma anche di conoscere gli esseri umani ed i loro sentimenti.

 

Emozioni e sensazioni, angolazioni e prospettive, sono i veri protagonisti di questo progetto. “I muri di Berlino” rappresenta una metafora: ognuno di noi erge un muro con il quale proteggersi dalla sofferenza, ma che talvolta finisce con l’allontanarci dalla nostra reale essenza. Si creano però alcuni spiragli, dai quali si intravede una speranza per un futuro migliore. Il muro di cui narra Maldestro è fatto di pigrizia, di noia, di difesa e di pregiudizio nei confronti degli altri. Come lui molti di noi. Se non quasi tutti, una gran parte.

 


Molti si ricorderanno di Maldestro per la sua partecipazione a Sanremo, dicevamo: era tra le nuove proposte e arrivò secondo. Podio non tanto amaro, perché accompagnato da numerosi premi e riconoscimenti (primo tra tutti il premio della critica “Mia Martini”). “Canzone per Federica” era il brano proposto. Qualcuno si è chiesto chi fosse Federica, se fosse una persona reale, oppure un nome inventato. Ecco svelato l’arcano: Federica è una sua cara amica, a cui ha voluto dedicare questa canzone, è una persona che sa ridere della vita, anche dei guai.

 

“Abbi cura di te”, brano che apre l’album, è un invito ad assaporare la vita nella sua interezza: gli istanti felici, ma anche quelli tristi; è un invito a prendersi cura di se stessi e ad amare, amare forte. E torna l’amore anche in numerosi altri brani: da “Prenditi quello che vuoi”, una canzone su un amore disperato, a “Tu non passi mai”, scorrendo per l'amore di “Tutto quello che ci resta” - che narra la fine di una storia e la conseguente scia di ricordi e rimpianti - e “Che ora è”, che parla della voglia di ricominciare. Merita un accenno a parte “Sporco clandestino”, brano che racconta la commovente storia di un bambino di soli “dieci anni e un mese”, costretto ad emigrare insieme alla madre e rimasto orfano del padre, portato via dal mare durante la traversata.

 

 

Dieci sono i brani che compongono “I muri di Berlino" :

 

01. Abbi cura di te - (03:42)
02. Tutto quello che ci resta - (03:54)
03. Canzone per Federica - (03:31)
04. Che ora è - (03:41)
05. Io non ne posso più - (03:32)
06. Prenditi quello che vuoi - (05:13)
07. Sporco clandestino - (04:42)
08. Arrivederci allora - (03:53)
09. Tu non passi mai - (04:34)
10. Lucì (In un solo minuto) - (05:13)

 

 

Ecco Canzone per Federica, il brano che ha concorso a Sanremo 2017.

 

 

 

 

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