Nelle mani di Gionata Mirai

Che Gionata Mirai fosse un musicista estremamente versatile lo sapevamo già, e infatti "Nelle mani", il suo nuovo lavoro da solista, uscito nell'aprile 2017 per La Tempesta / Casa Lavica, non fa altro che confermare questa sensazione.

 

gionata mirai

 

L'album, come già il precedente "Allusioni" (2011), è un piccolo gioiello di fingerpicking acustico e interamente strumentale, a mio parere più completo e raffinato del disco precedente – che pure era stato un esperimento originale con una chitarra a dodici corde gustosa come non se ne vedevano da parecchio tempo.

 

 

Ecco, se "Allusioni" era la crisalide, "Nelle mani" è la farfalla: un disco che puoi mettere come sottofondo mentre riordini la stanza ma che allo stesso tempo, se ascoltato con concentrazione, svela un lavoro meticoloso, una ricerca sonora coerente, ragionata.

 

 

Niente track by track in questa mia piccola recensione: dischi così si ascoltano rigorosamente per intero, per non spezzare il flow.

 

 

Ovviamente la tracklist si muove tra diverse sfaccettature e oscillazioni stilistiche, quindi se preferite sonorità più leggere e melodiche, apprezzerete maggiormente pezzi come Ieri, Pan di Zucchero, No potho reposare, o The Fisherman; se invece vi dilettate ad abbracciare il lato oscuro della forza, schiacciate play su Aleppo e Metallo.

 

 

Ah, gli ascoltatori più attenti avranno notato che la traccia 4, intitolata Toni di rosso/In treno, era già stata proposta da Mirai (in una versione ancora abbozzata) durante un suo bellissimo live-duetto-blues con Adriano Viterbini, andato in onda su Radio Due e disponibile su Youtube.

 

 

Buon ascolto, folks!

 

 

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