Formentera 14: la somma dell’amore di Gabriele Parpiglia

Acuto, curioso, sensibile. Gabriele Parpiglia, racchiude in sé un vero caleidoscopio di sfumature e qualità. Come ogni bravo giornalista, Gabriele ha fatto tesoro delle tante storie ascoltate e narrate ed ha deciso di convogliare la propria esperienza in un romanzo, in una storia d'amore, ma non un amore qualsiasi: la somma di tutti gli amori.

 

 

gabriele parpiglia 

 

Formentera 14 ci racconta la storia di Jack e Gloria, due ragazzi molto diversi, ma uniti da un forte sentimento. Lui, nato al Sud e trasferitosi a Milano, non sa cosa vuole dalla vita e non ha obiettivi, ma "cade sempre in piedi", se la cava mentendo ed ingannando. Lei, al contrario, è una delizia: una ragazza sensibile ed autentica, forte, decisa, volitiva. Jack e Gloria si incontrano all'università e si innamorano, ma solo durante un viaggio a Formentera trovano il coraggio di scoprire sé stessi e di svelare all'altro la propria natura.

 

 

Opera prima di Gabriele Parpiglia, Formentera 14 sta riscuotendo un enorme successo e noi vogliamo davvero scoprire qualcosa in più su come è nato questo romanzo e su cosa pensa l'autore dell'amore e dell'isola che tanto l'ha ispirato. A svelarlo è stato proprio lui ad Alessia Pellegrino e Giacomo Capellini, durante la trasmissione IO SPAZIO in onda su Radio Godot.

 

 

"Una storia di amicizia, ma anche d'amore tra i due protagonisti, Giacomo - detto Jack - e Gloria".

  

"Quando mi hanno proposto di fare questo libro, io non ce l'avevo, quindi ho rifiutato immediatamente. Poi, quando sono tornato a casa, ho riguardato tutti i capisaldi della mia generazione, quelli che hanno scritto romanzi ed hanno avuto successo, e mi sono reso conto che tutti avevano ambientato storie tra Milano, la Puglia, Capoverde, New York, la capitale Roma, ma nessuno aveva mai raccontato una storia d'amore nel posto dove tutto succede: Formentera. Quindi avevo il perno, ma mi mancava la base, non avevo la storia. Sennonché una sera ritornato dal Maurizio Costanzo Show, mi sono messo davanti al computer verso le 21 ed ho scritto fino alle 6 del mattino ed è venuta fuori questa storia d'amore che, per raccontarla in modo conciso e breve, io definisco somma di tutte le storie d'amore e lo dico senza paura di dirlo, convinto di aver fatto un bel lavoro, perché ogni tanto c'è la paura di dire che hai fatto un bel lavoro, però secondo me è venuto fuori bene. Poi sono sedici anni che ascolto e racconto storie che si possono raccontare, che non si possono raccontare, storie che puoi raccontare in un determinato modo oppure devi cambiarle in un altro modo, ma tu comunque le vivi di pancia, di cuore e di testa, quindi è nata questa storia tra i due protagonisti – che non hanno un'età eh?! Non è che è rivolta ai ragazzi e basta, è una storia senza generazione, per tutte le età".

 

"Finalmente c'è il racconto di un amore umano, dove l'errore è dietro l'angolo, e non l'amore sempre perfettino e da fiaba, da principe azzurro che arriva col cavallo e ti porta via".

 

"Era quello che volevo fare. Se uno vuole fare un romanzo sole-cuore-amore [...], bene..facilissimo! Secondo me "romanzo" è solo un' espressione paracula per dire che tu in realtà racconti con occhio diverso quello che hai vissuto, ciò che hai visto, ciò che ti ha sfiorato, quello che hai visto ma non hai potuto raccontare. Quindi il romanzo è qualcosa che trasforma qualcosa di vero, di base quindi che cosa resta? La verità".

 

 

"Il 14 alla fine del titolo a cosa è dovuto"?

 

"14 è il salto temporale, nel senso, non potevo solamente raccontare un periodo che si riferisse a 14 anni fa, ma dovevo raccontare anche i 14 anni successivi e volare ai tempi d'oggi. [...] Per amalgamare le storie e dare un colpo di scena, non dico capitolo su capitolo, ma pagina dopo pagina, ho dovuto alimentare questo salto temporale".

 

 

 

"Il romanzo sembra ambientato anni addietro, ma utilizzi un linguaggio molto attuale, vicino alla realtà di questi giorni".

 

"Sono convinto che se lo legge un genitore mi dice o 'rivedo mio figlio' o 'rivedo la mia storia tanti anni fa' e se lo legge un ragazzo mi dice 'rivedo me stesso, col mio fidanzato o fidanzata' e quindi c'era la voglia di far sì che si potesse viaggiare, con il libro in mano, dentro una storia che rendesse protagonista chiunque. Il lettore diventa protagonista nel bene e nel male: tifa, si incazza, si emoziona, su ogni personaggio e con ogni personaggio. Il linguaggio doveva servire a questo e spero sia servito a questo".

 

 

"Immagino tu abbia vissuto la Formentera di quattordici anni fa e quella attuale. Come è cambiata l'isola ai tuoi occhi"?

 

"Tutto. E' cambiato tutto. E' cambiato tutto, ma resta una cosa. La Formentera di quattordici anni fa era una Formentera ancora da scoprire. [...] C'era la sabbia, c'era una barca e basta. Oggi guardo davanti a me e invece vedo una struttura con tanto di chiringuito coperto, con il vento che non ti arriva più in faccia; invece prima se volevi mangiare e non volevi beccarti l'acqua del mare, o mangiavi così o niente. Si è molto...si è commercializzata, però resto convinto del fatto che è un luogo magico. Non è magico perché è Formentera, ma di rimando noi, anche se non ci andiamo, sui social la vediamo, guardiamo i tg e la sentiamo, guardiamo i giornali patinati e la leggiamo...e poi comunque non deve essere perché è Formentera, può essere l'isola magica di tutti noi, di chi crede nell'amore, di chi crede nella somma dell'amore, e dunque si può trasformare in qualsiasi isola si voglia. Formentera è importante, ma conta di più la storia".

 

 

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