Old rock won’t stop #9 – speciale Guitar Heroes

Old rock won't stop! Offline Magazine ti porta indietro nel tempo. Tre brani indimenticabili, tre tracce tutte da scoprire.

 

 

satriani rock

 

 

"Buona sera a tutti mi chiamo Giuseppe Satriani" - Cit. Joe Satriani

 

Joe: chitarrista eclettico, sempre composto, dal suono tagliente che ti arriva al momento giusto, vero fenomeno che con la sua nonchalance sembra sbeffeggiare gli arruffoni e confusionari virtuosi che a volte risultano fini a se stessi.

 

 

Joe tesse note della nostra vita, accompagnandoci con quel riff d'atmosfera, ma che dà una scossa nel fatidico momento.

 

 

Inizia a suonare sin da giovanissimo, per mantenersi dà lezioni di chitarra ed ecco lì gli incontri che ti cambiano la vita. Il suo vicino di casa era Steve Vai, altro famosissimo chitarrista, che prendeva lezioni proprio da Joe. Quasi dieci anni dopo, questa amicizia gli tornerà utile perchè Vai è già famoso - suona nella band di Frank Zappa - e gli fa da canale per produrre il suo secondo album da solista, Surfing with the alien del 1987, che catalpulta Satriani nel firmamento chitarristico.

 

 

Nel 1996 ha l'intuizione che gli rivoluzionerà la carriera: inventa il marchio G3, con l'intento di unire i tre guitar heroes più bravi al mondo in esibizioni live. Il G3 è composto da Joe e Steve Vai ed a giro un terzo chitarrista, diverso ad ogni concerto.

 

 

Il singolo che proponiamo è estratto dal album omonimo Surfing with the alien.

 

 

Silver Surfer, demone d'argento, che con la sua tavola da surf sorvola la terra mettendo tutti noi in ansia. Ci ucciderà tutti, o forse no. Difenderà a caro prezzo questo mondo maledetto, ma così bello. Silver, alla fine sei un buono, non barcollare, non minacciare. Tradire il tuo padrone dovrai, Silver Surfer in esilio tu andrai...ahahah

 

 

 

 

 


 

 

 

 

Sembra uscito da un fumetto. Mistico, ma con una raffinatezza musicale che dovrebbe essere insegnata nelle scuole: Mr Eric Johnson, chitarrista americano.

 

 

Eric è influenzato dalla musica di Clapton ed Hendrix, a tredici anni già suona in una band psychedelic rock di Austin.

 

 

 

Lavora per anni affinando il suo dolce suono, quasi digitale - da video games - con un discendente acuto malinconico, che accompagna la sua musica così chiara e diretta, da paesaggio, sollevandoti tra i venti celesti, sfiorando le scogliere che fanno da sfondo alla corsa scatenata e ritmica prodotta da Johnson.

 

 

Al terzo album Eric trova senso al tutto con Ah Via Musicom, vera chicca del genere.

 

 

Da ascoltare mentre si beve in un pub di Dover, aspettando di affrontare le bianche e timide scogliere.

 

 

Il singolo estratto è ovviamente Cliffs of Dover, una delle mie canzoni preferite, che ha fatto da cornice a tanti momenti della mia vita e mi ha spinto a fare uno dei viaggi più pazzi e rincuoranti di sempre, facendomi scoprire la magia di Dover - luogo stupendo.

 

 

 

 

Ti credevi libera scogliera, immacolata ancora chi sa per quanto. Averti visto è considerato un vanto! Voi, sassi leggendari bianchi come le nuvole che vi abbracciano, resistete al concorrente mare. Come Bruto a Cesare vi accoltella, alle base, senza farvi male.

 

 

Ma quale futuro? Siete già il futuro, ragazze eterne, siete e spero lo rimarrete.

 

 

 

 

Consigli: sempre di Ah Via Musicom - un album che un vero amante della musica e delle atmosfere sospese deve possedere - i brani Desert Rose e Trademark.

 

 


 

 

 

 

 

 

Steve Lukather, detto Luke: Mr Cinque Grammy Awards.

 

Chitarrista losangelino, leader dei Toto - dopo la morte del batterista, Jeff Porcaro, che lo aveva voluto nella band per formarla, dopo un'estate in cui avevano suonato per soldi in un villaggio in Jamaica, prima di registrare il loro primo album.

 

 

Fenomeno della chitarra, fonde jazz fusion, rock, progressive e funk pop, e questo lo rende uno dei musicisti turnisti più richiesti al mondo per registrare gli album studio.

 

 

Più di tutte, è storica la collaborazione con Michael Jackson, per il quale scrive insieme a Steve Porcaro (Toto), due brani di Thriller, Beat it e Human Nature - forse la più bella canzone di Michael.

 

 

Tra il '92 ed il '93 è un anno terribile per Luke, muore sia Jeff (come detto in precedenza), suo fratello musicale e di vita che lascerà un vuoto incolmabile - ed infatti gli altri Toto sciolgono la band - ed il suo miglior amico Brandon Lee.

 

 

Luke si blocca e piomba in un vortice di alcool e depressione. Nel '94 cerca di uscire dal buio e pubblica come album solista Candyman, accompagnato dalla band Los Lobotomys.

 

 

 

 

Il disco è dedicato ai due amici scomparsi ed è pieno di brani interessanti: una cover di Hendrix, Freedom, fatta alla perfezione; Never walk alone, che mostra anche la vena metal di Luke.

 

Il singolo estratto, Hero with a 1000 eyes - che proponiamo all'ascolto - inizia con un ritmo tribale architettato alla perfezione da due geni della tastiera: il presidente David Paich (Toto) e David Garfield (Los Lobotomys) e continua con il solo stoppato di Lukather, che dà il via al viaggio, accantonando la vostra preoccupazione ed il dolore.

 

 

Tutti noi abbiamo bisogno di un eroe, che ci spieghi ciò che non riusciamo a capire, vedere e sentire.

 

 

 

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