Duttilità stilistica e improvvisazione ritmica, John Scofield da brividi alla Casa del Jazz

La Casa del Jazz a Roma è tutto.

 

 

Questo luogo ha un valore immenso per molteplici motivi: in primis per senso civico, perché è un tolto alla criminalità organizzata donato alla cittadinanza romana, e poi perché è un luogo completamente dedicato a tutti gli appassionati di musica e soprattutto agli amanti del buon jazz.

 

 

 

 

Questa fantastica realtà rischia però ogni anno di chiudere, non per le immortali cinta romane che l'avvolgono, ma per i capricci di chi comanda.

 

 

Nonostante ciò, stoica continua la sua resistenza ed il programma di questo anno è un vero gioiello: Peter Cincotti, Peter Erskin, Bill Frissel - solo per citarne alcuni - ed il Santa Claus del jazz accessibile, di cui vi parliamo oggi, Mr John Scofield.

 

 

Billy Cobham in persona vide il jazz nel soffocato suono di Scofield, allora solo un ragazzotto del Ohio, tanto da volerlo nella sua band, insieme al tastierista George Duke. Anche il duca del jazz, Mr. Miles Davis, si inchinò davanti al talento di John e lo accolse anche lui nella sua band.

 

Possiamo definire John Scofield "la migliore chitarra jazz di tutti i tempi" perché incarna più generi? Sicuramente sì, ma anche perché cerca di parlare facendo vibrare la sua chitarra di turno, esprimendo la pacatezza che è in lui. Soffre con lei, facendo uscire un suono incanalato che comunica emozioni a volte bloccate dalla nostra affollata mente.

 

 

Scofield porta nel jazz la duttilità stilistica e contamina il puro jazz dal quale proviene. Con il funk ed il rock rende il jazz meno di nicchia, così da rendere questo genere ancora più completo.

 

 

 

Culmine di questo percorso è l'incontro tra Scofield e Dennis Chambers, batterista proveniente dal funk, con lui John porta l'improvvisazione ritmica al massimo. Per presentarvi questo altro personaggio di spicco nel mondo musicale mi rifarò a Rocky, quando l'annunciatore del match elencava i soprannomi di Apollo Creed prima di un suo incontro: ecco a voi Mr.Dennis Chambers, detto The Jazz Drumming Man, Funky Drumer, The Incredible Drumer. Questi appellativi già fanno capire il calibro del personaggio autodidatta, un batterista che si fa da solo ma con qualità e classe inarrivabili. Nel 1978 viene scelto da George Clinton, genio del Funk, un vero gigante del Groove, leader dei Parliament - band che promulga il funk fin dagli anni '60.

 

 

 

 

Dennis Chambers nel 1985 lascia il gruppo e rivoluziona il jazz. Dal 1986 al 1987 collabora con John Scofield facendo uscire tre album, tra cui il famosissimo Blue Matter

 

 

Vi proponiamo oggi l'ascolto del singolo omonimo tratto da questo lavoro, un brano che abbiamo avuto il piacere di ascoltare dal vivo al concerto della The John Scofield Uberjam band ft. Andy Hess, Avi Bortnick & Dennis Chambers alla Casa del jazz, lo scorso 18 Luglio.

 

 

 

Blue Matter è una mitragliata a salve che fa solo rumore, ma non è un rumore normale, sembra un gruppo funky jazz intrappolato nel selvaggio west. Con il pistolero Scofield pronto a dare il suo magico tocco alla scalpitante chitarra, ferma come una pistola in attesa del fatidico momento.

 

 

Immaginatevi uno scenario simile e poi a seguire un fermo immagine di clown pazzi, saltellanti, che una volta toccata terra emettono un suono squillante.  A domarli Mr.Chambers, che con le sue magiche bacchette fumanti riesce a creare una melodia sensata, insieme al dormiente ma fatale pistolero.

 

 

 

Curiosità: John Scofield ha vinto, dopo quasi 50 anni di carriera, due Grammy Awards grazie al geniale album Country for old men. Consiglio l'ascolto di tre tracce tratte da questo lavoro: I'm so lonesome I could cry, Jolene e Red river valley.

 

 

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