Le interviste di Offline Magazine: alla ricerca di mirabilia con gli STAG

È una calda mattinata di settembre in quel di San Giovanni a Roma - in un piccolo laboratorio incantato chiamato Studio Kiwi - quando incontriamo gli STAG, il gruppo composto da Marco GuazzoneStefano Costantini, Giosuè Manuri ed Edoardo Cicchinelli.

 

 

 

 

Un gruppo solare: c'è chi strimpella, chi mangia, chi chiacchiera..gli STAG sono quattro ragazzi semplici, ma con le idee ben chiare.

 

Quattro caratteri differenti, ognuno con una propria virgola in più, per regalare al pubblico tutto ciò che sono e che hanno fame di imparare durante il loro percorso.

 

 

Ci parlano del loro rapporto con il cinema e con le colonne sonore - dalla fiction Rai Tutto Può Succedere al film Fratelli Unici (di cui ricordano con emozione il duetto con Malika Ayane) alle colonne sonore teatrali - un rapporto viscerale, profondo; la via musicale che sentono più loro, quella che davvero gli appartiene.

 

 

"Stiamo lavorando alla terza stagione di Tutto può succederema in passato abbiamo preso parte al soundtrack di diversi film, tra cui Un Bacio ed Il Natale della Mamma Imperfetta di Ivan Cotroneo e poi Fratelli Unici, grazie al quale abbiamo fatto questo duetto incredibile con Malika e quella è stata la prima esperienza gigante per noi. Il cinema ci segna molto, un po' perché è il nostro modo di fare musica, cioè quando scriviamo pensiamo sempre ad una storia, ad un'immagine, siamo molto visivi. C'è però anche tanto teatro, abbiamo ad esempio collaborato all'ultimo spettacolo di Luciano Melchionna - con Lello Arena, una rivisitazione di Parenti Serpenti - e lì abbiamo scritto tutta la colonna sonora. Nonostante non sia dal vivo - anche se a noi piace suonare live quando possibile - nel momento in cui tu senti le musiche di uno spettacolo è come se le stessi vivendo perché non c'è il filtro dello schermo, quindi ti arrivano in maniera molto più diretta. Noi abbiamo assistito alla Prima ed eravamo lì con la pelle d'oca, perché fa davvero un certo effetto. Anche se le canzoni le conosci e ci sei stato appresso mesi, sentirle con gli attori davanti, con la scenografia, è lo scopo per il quale hai lavorato tutto quel tempo, è vedere il tuo lavoro prendere vita tutto insieme. Per fortuna che succede a luci spente".

 

 

Ma come nasce una colonna sonora?

 

 

"Dipende. Ad esempio il titolo del nostro nuovo disco viene da "To the wonders", che è la canzone che apre l'album e che è poi stato il brano che abbiamo donato al film Un Bacio. Ai tempi Ivan Cotroneo aveva scritto questo racconto da cui è stato tratto il film, noi avevamo questa canzone che non aveva ancora un testo, abbiamo letto il racconto e lì ci ha colpito molto la storia ed abbiamo dunque scritto il testo del nostro brano ispirandoci al film. In quel caso abbiamo plasmato una canzone che già esisteva in base al film. Cosa c'è, il brano con Malika, è invece nato proprio per il film Fratelli Unici. I brani di Tutto può succedere erano già stati scritti, ma poi li abbiamo riarrangiati a mo' di ballata, con sonorità calde adatte alla serie. La cosa bella è che non c'è mai un'unica direzione, non c'è una regola, è sempre inaspettato il modo in cui nasce una canzone".

 

 

Con la stessa emozione gli Stag ci raccontano però anche dei palchi, dei backstage e delle luci che prendono vita e ti riportano indietro nel tempo, come quando all'Arena di Verona ad aprire il concerto di Elisa ci sei tu e ripensi a quando eri in platea e invece adesso sei lì in prima linea a fare musica.

 

 

"E' stato pazzesco, tutto - ci racconta Marco - pure prima di entrare, pure il catering (risate generali ndr).. scherzi a parte, questa esperienza dimostra ulteriormente che Elisa è una persona fantastica. Ogni volta che la vediamo è come incontrare un'amica del liceo e scherzarci, parlarci. Qualche anno fa aprendo l'email ho trovato un messaggio: 'Ciao Marco, sono Elisa. Sto facendo il programma delle date di questa estate ed ogni data ospiterò un ospite big ed un ospite emergente, mi piacerebbe avervi sul palco a cantare un mio brano a vostra scelta. Vi ho scoperti su Youtube, siete bravi. Fammi sapere. Ciao, Elisa Toffoli'. Al che abbiamo cantato con lei al Lucca Summer Festival e poi ci ha rinvitato sul suo set a cantare Dancing. Da lì è iniziata questa amicizia assurda, a distanza, fatta di email in cui io le mando il singolo nuovo, il video nuovo, per chiederle consigli e lei risponde nell'arco di dieci minuti. Ora, in occasione del concerto all'Arena di Verona, mi ha detto 'Mi piacerebbe avervi ad aprire'. Abbiamo dunque iniziato a lavorare, con una formazione più acustica perché sul palco era presente un'orchestra di ben 70 elementi - tra l'altro composta da ragazzi giovanissimi. Devo confessarvi che devo ancora realizzare! Abbiamo suonato che ormai l'Arena era piena e la gente ha reagito in maniera ultra-calorosa, è stato impressionante. C'era un'energia su quel palco, incredibile. Io ero stato all'Arena a vedere un concerto dei Muse, dall'altra parte, lontanissimo. Mentre ero sul palco ho guardato proprio quel punto e mi sono detto 'Mamma mia ora sono qui'. E'stato pazzesco..Elisa è davvero un'artista con la A maiuscola, un'artista che rispetta la musica, e ha dato spazio ai giovani, a noi. Dopo lo spettacolo poi siamo andati a ringraziarla e lei ci ha detto: 'Ragazzi sono io che devo ringraziare voi, mi avete regalato qualcosa" e lì ti domandi 'Ok, lo sta dicendo davvero?'. È stato magico, un crescendo infinito".

 

 

L'Arena di Verona tutta per loro, un'immagine da brividi. E parlando di immagini, non possiamo non chiedere il significato del loro simbolo, che per la copertina del loro nuovo album "Verso le Meraviglie" si è colorato e già a colpo d'occhio sembra così pregno di significato.

 

 

 

 

Un cervo, ma non uno qualunque, uno STAG che simboleggia un viaggio, con tanto di coordinate  per orientarsi, una mappa che regala la chiave per perdersi nel modo giusto tra sonorità energiche e ballate melodiche.

 

 

"Il fratello di Marco (Matteo Guazzone ndr) - ci racconta Stefano - è un grafico e tempo fa - quando ancora non esistevano gli Stag - aveva creato questo logo che a Marco era piaciuto talmente tanto da farselo stampare su una maglietta. Suonava ancora da solista e quando si esibiva la indossava. Quando abbiamo messo su la band abbiamo pensato a tanti nomi, alcuni strani, che non avevano senso, poi però ci siamo accorti che avevamo già il logo e da lì il nome: stag, cervo. Anche le rose, che erano parte del logo originario, ci rappresentano; stanno ad indicare il nostro lato romantico, mentre il cervo rappresenta il rock, il nostro lato più potente. Questo logo riproduce fedelmente chi siamo e la nostra evoluzione. Sulla copertina dello scorso album ad esempio, il cervo era nebuloso, rarefatto, emergeva dalle tenebre. Quello sul nuovo cd invece è colorato e pieno di simbolismi. Nel '500 c'erano le wunderkammer, stanze delle meraviglie, in cui collezionisti raccoglievano oggetti rari ed assurdi da tutto il mondo, le mirabilie. Questi oggetti meravigliosi, che generavano stupore, richiamavano gente che arriva da ogni parte per vederli. L'idea mi ha affascinato, pensandola al contrario: noi pensiamo che per andare a cercare delle cose pazzesche nella nostra vita ci sia bisogno di andare chissà dove, viaggiando fuori di noi. Abbiamo capito invece in questi anni che il viaggio in realtà è dentro, noi già abbiamo nascosti dentro di noi delle mirabilia, degli aspetti che possono essere meravigliosi e che vanno poi a comporre il nostro carattere ed a definire chi siamo. La difficoltà sta nello scavare e nel tirarle fuori. Lo stag che è sulla copertina del nostro cd è proprio questo, una mappa che ci aiuta ad esplorare la nostra interiorità alla ricerca del tesoro nascosto dentro di noi. I nostri segni zodiacali, le nostre figure stilizzate, la notte (il primo disco) ed il giorno (il nostro disco attuale), i pianeti, al centro un galeone con una bussola sommersa ed a far da sfondo al tutto la mappa della luna".

 

 

Il viaggio degli Stag verso le meraviglie è un viaggio a tutto tondo, un album ricco di significato, dall'ancestralità alla drammaturgia greca alle emozioni della quotidianità: un salto nel passato, passando per il presente per ritrovarsi dritti nel futuro.

 

 

 

 

PER SAPERNE DI PIU' SUGLI STAG: 

 

 

www.officialstag.it

https://www.facebook.com/STAGpage/

 

 

Ringraziamo per l'ospitalità il fantastico Studio Kiwi, un piccolo paradiso di creatività nel cuore di Roma

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