Ashley Kahn ed il rumore dell’anima

Raccolta d'interviste ed articoli, pezzi di mondi musicali raccontati da Ashley Kahn. Un  critico che non critica:  mentre lo leggi ti prende e ti porta in platea, come se fossi realmente lì.

 

 

ashley kahn
Ph credit: Locus Festival

 

 

Ashley è un personaggio veramente sopra le righe. E' un gigante, ma sempre alla mano, disponibile, professionale. Parla con quella magia che solo un vero guru può avere quando ti racconta una storia davanti ad un fuoco accesso.

 

 

Questo si è evinto dall'incontro alla Casa del Jazz di Roma, tenutosi in occasione della presentazione del suo nuovo libro: Il Rumore dell'anima.

 

 

Ashley durante l'incontro ha parlato della propria passione e completa dedizione nei confronti della musica; un ambiente magico, che per chi - come lui - lo racconta in maniera geniale apre mondi dentro mondi. La musica contiene milioni di cassetti di emozioni e suggestioni e storie che possono e devono essere scritte.

 

 

Ironico nel raccontarsi, Kahn si è lasciato andare a dichiarazioni giocose: "Forse dopo quarant'anni di carriera diventerò promettente" - o anche - "Se il libro che scrivi ha colpito davvero il lettore, lo trovi in bagno o in camera da letto. Se lo trovi riposto nella libreria vuol dire che il libro è morto".

 

 

Siamo certi che il suo Rumore dell'anima diventerà una Bibbia per chi prova a scrivere di musica o lo fa di professione e - non per adulare Kahn - ma vi assicuro che, per chi ama questa arte e ne scrive, è come avere una visione quando lo si ascolta. Stupisce come, dopo tanti anni, si entusiasmi ancora facendo ascoltare i brani che hanno segnato gli inizi della sua carriera.

 

 

Per i grandi artisti vita e musica sono la stessa cosa; quando un artista arriva ad incarnare la propria musica, diventa un faro da seguire. Bisogna seguire l'identità della musica, l'istinto deve essere guidato dall'immagine che crea ed appare.

 

 

Durante l'incontro, Ashley Kahn ha parlato anche della sua esperienza come docente e di come bisogna aggredire e reinventare la professione di redattore musicale, visto che rispetto ai decenni passati girano meno soldi in questo universo e gli spazi per raccontare la musica si sono ridotti.

 

 

"Agli studenti dico tre cose all'inizio dell'anno accademico : 1) benvenuti nel mondo della musica; 2) se volete diventare professionisti della musica incontrerete personaggi e sentirete storie che mai avreste immaginato di incontrare; 3) rispettate voi stessi e la musica, solo seguendo queste due indicazioni potrete davvero preservare l'integrità della musica".

 

 

Interrogato in merito a cosa lo abbia colpito tra le tante novità discografiche, Ashley ha parlato di contaminazione musicale di generi, della scena losangelina  ed in special modo di Kendrick Lamar. Il rapper, nel suo ultimo progetto, ha fuso hip hop e jazz, chiamando nella sala di controllo i musicisti jazz e rendendoli  partecipi dell'opera complessiva e non limitando il loro contributo alla sola performance musicale.

 

 

Negli ultimi tempi, la contaminazione musicale sta prendendo piede in quasi tutto il mondo e sono sempre di più i musicisti che indossano più cappelli nel corso della propria carriera, non solo suonando o cantando, ma diventando produttori. Una consuetudine nata come necessità, che dona però una marcia in più al prodotto finale.

 

 

La classificazione forzata della musica in generi,  è secondo Ashley un deterrente, che banalizza il lavoro, la fatica e la bravura di chi realizza un album o un solo brano, ed è destinata a scomparire. Spotify ad esempio già propone una classificazione basata solo su artista ed album o brano, senza specificarne il genere. Il giornalista di musica deve uscire fuori da questi schemi precostituiti, deve togliere il coperchio al proprio giudizio, basandosi solo sul proprio bagaglio musicale. Il compito di chi scrive è finito - e davvero riuscito - quando chi legge l'articolo subito dopo va a cercare i brani trattati o proposti.

 

 

Ringrazio la Casa del Jazz di Roma per aver organizzato questo evento così magico ed educativo e ringrazio Duccio Pasqua, che ha presentato il libro ed ha mediato la comunicazione con l'artista.

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