Le Gioie di Roma: il paradiso degli artisti

Ancora una volta andiamo alla scoperta dei gioielli di Roma. Dove eravamo rimasti? Siete ancora in zona Testaccio? Meglio così!

 

 

Non dobbiamo andare molto lontano, il luogo dove voglio portarvi è proprio dietro l'angolo, a un passo dalla maestosa Piramide di Caio Cestio - che rappresenta il faro della circolazione tra Piazzale Ostiense, Porta San Paolo e appunto il vicino Testaccio. Oggi andremo a visitare il Cimitero Acattolico di Roma.

 

 

Non fatevi ingannare dal nome: non è assolutamente un luogo cupo e noioso! Le sensazioni che provoca sono pace, serenità ed un romanticismo che pochi altri luoghi sanno suscitare. 

 

 

Entriamo da Via Caio Cestio, una laterale di via Marmorata, e scorgiamo un universo immerso nel verde, pervaso dal silenzio rispettoso - ma allo stesso tempo curioso - dei visitatori, che come noi scoprono per la prima volta questo angolo della Capitale.

 

 

Parliamo un po' della nascita di questo posto. La prima sepoltura di cui si abbia ricordo risale al 1738 ed era di uno studente di Oxford.  Non è difficile intuire perché si chiami acattolico; al tempo la Chiesa cattolica vietava di seppellire in terra consacrata i non cattolici — tra cui i protestanti, gli ebrei, gli ortodossi e..gli attori! Coloro dovevano dunque essere seppelliti fuori dalle mura e perciò esistevano diversi cimiteri: uno, ad esempio, era riservato agli attori e si trovava a Porta Pinciana; un altro destinato agli ebrei, era collocato sull'Aventino (dove è l'attuale Roseto Comunale).

 

 

E gli altri?

 

Avevamo prima nominato la Piramide ed è proprio accanto ad essa che troviamo il nucleo originario del Cimitero, nel quale sono custodite le tombe più antiche e se vogliamo più spoglie e dove è presente anche la tomba del famoso Keats!

 

 

Nel 1821 il Papa proibì la sepoltura di fronte alla Piramide, concedendo un lotto di terra adiacente, intorno al quale fu costruito un muro perimetrale (il "Nuovo Cimitero"). Fu poi scavato un fossato intorno al vecchio, che è accessibile solo attraverso il percorso del cimitero più attuale.

 

 

Questo luogo non è gestito dal Comune, bensì è privato, manutenuto dalle 15 ambasciate di cui fanno parte le tante personalità seppellite al suo interno.

 

 

 

 

Perché ci fu la necessità di creare un luogo di questo tipo, così diverso dagli altri?

 

 

La risposta ci viene data dal grande numero di non cattolici presenti a Roma nell'epoca romantica e neoclassica, che  "costrinse" i romani ad aprire il cimitero agli "infedeli".

 

 

Pensate che le cerimonie per i non cattolici prima avvenivano rigorosamente di notte per evitare fanatismi religiosi!

 

 

Creata finalmente quest'oasi all'interno di Roma, negli anni a venire si creò una sorta di "pellegrinaggio letterario", tant'è che molti scrittori apprezzarono l'aspetto etereo e pacifico del luogo di sepoltura e lo descrissero nei diari di viaggio e nelle loro poesie.

 

 

Lo stesso Goethe decise di far seppellire il figlio proprio lì.

 

 

Vi chiederete come un cimitero possa essere motivo per uscire di casa la domenica e fare una passeggiata all'aria aperta. Ebbene il motivo è che ogni tomba ha un particolare "biglietto da visita" o incisione, che sono uniche nel loro genere: dalle grandi piramidi, ai simboli mistici, alle iscrizioni in cirillico fino ad arrivare a vere e proprie statue ad altezza umana. Uno spettacolo imperdibile!

 

 

Una fra tutte, l'Angelo del Dolore, realizzato dallo sculture William Story sulla tomba della moglie (venne seppellito anche lui stesso lì), in cui questo essere spirituale - umanizzato - si piega sulla tomba stessa, inginocchiato ed in sofferenza totale.

 

 

 

 

Vi consiglio di visitare questo luogo nelle ore più luminose...un'immagine unica, impossibile non fotografarlo!

 

 

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