Patty Pravo: La cambio io la vita che..

Patty Pravo una vera icona italiana. Con estro e voglia di vivere e stupire, fregandosene dei sistemi e degli schemi, sin da quando Nicoletta è diventata Patty.

 

 

Patty dichiara: "Ho fatto un quarantotto!" e si racconta in un libro piacevolissimo: "La cambio io la vita che..".

 

 

L'infanzia a Venezia, le sigarette (che le piacevano molto e che fumava di nascosto), il nonno e la nonna - che le ha donato le chiavi della libertà. Nicoletta annulla il tempo e ci insegna che si può comunicare anche senza parlare, in un modo meraviglioso.

 

Un giorno caro e doloroso che ricorda sempre è quello della morte del nonno, quando le è sembrato di morire un po' insieme a lui. Subito dopo è partita per Londra e da lì la mandarono al Piper a Roma - "e ci capivo ancora poco".

 

 

 

 

 

Nel 1962 al Festival di Castrocaro, con Ragazzo triste, si consacra Patty Pravo. Così nasce una stella, ancora oggi accesa e nei cuori di tutti.

 

Una vita movimentata quella di Patty. Ha cantato in otto lingue diverse, pioniera nel lavorare in Oriente - in Cina ad esempio è famosissima, con record di ascolti tali da farci sembrare la Cina davvero vicina. Ha trascorso tre notti nel carcere di Rebibbia ed in merito dichiara: "Sono stata benissimo. Ho portato anche le lettere dei carcerati alle famiglie, perché l'avevo promesso". Ha fumato una canna con il mito Hendrix: in una notte romana, una 500 bianca piena di fumo, Nicoletta sale a bordo e vede "un uomo con due manone. Era Jimi e ci siamo conosciuti così".

 

 

"Io sono normalissima - continua a raccontare Patty - la libertà l'ho pagata cara", ma in questa vita e nelle altre mille incarnazioni che le auguriamo, la Pravo è e resterà sempre la ragazza del Piper.

 

 

Nonostante ciò la sua vita "boom boom" viene raccontata e celebrata come se Patty fosse ancora Nicoletta, la ragazza della porta accanto.

 

 

Un libro che dovrebbero leggere tutti, sopratutto gli amici bacchettoni.

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