SOS Natale, i libri da mettere sotto l’albero: Le lettere di Babbo Natale – J.R.R. Tolkien

Qualche giorno fa, nel primo di questi miei tre consigli natalizi, parlandovi de l’Atlante leggendario delle strade d’Islanda (che potrete trovare QUI), non ho nominato Tolkien invano.

 

 

E’ proprio di Tolkien il secondo libro che voglio consigliarvi: Le lettere di Babbo Natale.

 

 

Un regalo perfetto per far trovare sotto l'albero ai vostri amici, più o meno cresciuti, un altro viaggio fantastico - dopo quello attraverso le oniriche strade d’Islanda - volando questa volta dritti dritti in Lapponia.

 

 

In fondo, non neghiamolo, non sono solo i più piccoli che vorrebbero essere ospiti della Casa di Roccia di Babbo Natale, fucina di regali e cuore pulsante del Natale stesso, anche solo per il tempo di un libro. E se poi le parole e le immagini che ci descrivono questo magico Polo Nord, brulicante nei frenetici giorni che precedono il Natale, vengono direttamente dal pugno del padre del fantasy, sono certa che non saranno solo i bambini a cedere alle sue lusinghe.

 

 

Dimenticate per un attimo l’epicità del Signore degli Anelli: anche qui, a tendere l’orecchio, gli echi delle epocali battaglie tra orchi e uomini e il brulicante scalpitio degli esseri che popolano miniere profonde e scavano intricate gallerie, sembrano risuonare in sottofondo, nei ripetuti attacchi dei Folletti del sottosuolo. Mentre gli Elfi appaiono non di rado, aleggiando, eterei, fra le dune innevate e anche gli gnomi fanno di tanto in tanto capolino.

 

 

Ma, al di là di queste sporadiche suggestioni, nella raccolta che vi consiglio oggi troverete Tolkien come non l’avreste mai immaginato nel percorrere con Frodo e la sua Compagnia le interminabili pianure, le impervie gole o le nauseabonde paludi della Terra di Mezzo; lo riscoprirete nella sua dimensione più intima, quella di padre.

 

 

Sì, perché Baille Tolkien, moglie del più giovane dei figli dell’autore della ben nota trilogia, ha avuto cura di conservare, raccogliere e pubblicare le lettere che ogni anno, a Natale, per tutti gli anni dell’infanzia del marito e dei suoi due fratelli, papà Tolkien recapitava ai figli, firmandosi Babbo Natale e raccontando, con parole e disegni, delle sue fantastiche avventure, del suo aiutante pasticcione, Orso Polare, e dei favolosi personaggi che popolano la magica casa che sovrasta il Polo nord.

 

 

 

 

Papà Tolkien non smentisce le aspettative né smette di galoppare quella fantasia che lo ha reso celebre.

 

 

Si gingilla a raccontare, con la tremante grafia del vecchio Babbo, che ha visto ormai più di mille Natali, di quell’anno in cui Orso Polare ha rotto il rubinetto dei fuochi d’artificio dell’Aurora Boreale e, per lo scoppio, le stelle si sono spente e la luna si è spezzata, facendo cadere l’Uomo della Luna proprio nel giardino di casa. O di quello in cui nella Casa di Roccia ha organizzato una enorme festa per i Bambini-di-neve, figli degli Uomini-di-neve, e per i Cuccioli Polari, nipoti di Orso Polare. O ancora di quando Orso Polare si è perduto, finendo nella grotta dei dispettosi Folletti, scatenando il loro rancore e i loro ripetuti attacchi. O di quando, piantando un gigantesco albero della Norvegia al centro del lago ghiacciato, Babbo ha invitato più di cento Elfi e Gnomi Rossi per la festa di Santo Stefano. O delle mille occasioni in cui i suoi aiutanti pasticcioni hanno rischiato di mandare all’aria tutti i regali a lungo impacchettati e, con loro, il Natale stesso.

 

 

Leggendo le lettere di anno in anno recapitate per posta o nascoste nelle calze appese al camino, non si saprebbe dire se il loro autore scriva più per piacere dei figli o per piacere suo proprio. Quel che è certo è che solo papà Tolkien, con quella sua fantasia indomabile, sarebbe stato in grado di pensare per i propri figli ad un dono simile: un mondo parallelo e fantastico, descritto fin nei più minuziosi dettagli, disegnando con l‘immaginazione di un bambino e la dedizione di un adulto gli episodi raccontati, attento a caratterizzare tanto questo Paese fantastico, da dedicarsi a ricostruire con attenzione anche la lingua dei Folletti, di cui elabora un vero e proprio alfabeto.

 

 

Quando ho letto questo libro per la prima volta ho pensato che essere i figli di Tolkien e avere l’occasione di entrare mano nella mano con lui in uno dei suoi mondi deve essere stata un’avventura bellissima.

 

 

Noi possiamo accontentarci di regalare un pezzettino di questa avventura ai nostri amici, piccoli fuori o anche solo dentro, e donargli un viaggio lungo un libro nel cuore del Natale immaginato da Tolkien.

 

 

 


 

 

 

TITOLO ORIGINALE: The Father Christmas Letters

 

 

AUTORE: J.R.R. Tolkien

 

 

EDITORE: Bompiani

 

 

ANNO: 1976

 

 

PAGINE: 111

 

 

PREZZO: 15.30

 

 

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