Vittorio Belvisi: Non è amore se non hai paura

Vi abbiamo già parlato di Vittorio Belvisi, il cantautore dei piccoli posti dimenticati, un giovane pieno di talento che con i suoi brani cerca di far nascere in chi l'ascolta un punto di domanda sulle abitudini, i colpi di testa ed i maledetti luoghi comuni della vita.

 

Ora l'abbiamo rincontrato in occasione dell'uscita del suo primo ep "Non è amore se non hai paura", presentato lo scorso 19 Dicembre al Grandma Bistrot a Roma, per farci raccontare questo nuovo progetto e per scoprire come è nato.

 

 

 

 


1) Vittorio come ci si sente dopo il primo ep?

 

 

Ero convinto che mi sarei sentito appagato e, invece, non vedo l’ora di pubblicare altre cose: questa prima uscita mi ha eccitato e mi ha dato ancora più voglia di andare avanti, anche perché ho centinaia di canzoni nel cassetto.

 

 

2) Ieri è uscito il video di “Favola”, parlaci di questo tuo nuovo singolo.

 

 

Favola è una canzone fuori dal tempo: mette il passato in una scatola e ti lancia verso il futuro. Con Yari Gabbai e Gianni Corsi (che hanno ideato e girato il videoclip) abbiamo cercato di raccontare un mondo molto diverso da quello che va di moda in questo momento. L’estetica contemporanea punta sulla velocità: tutto deve essere fruibile e comprensibile in modo immediato e si rischia l'isteria. La favola invece sa prendersi i suoi respiri, sa godersi un ballo improvvisato in un giardino, si fa cullare dal bianco e nero e dal piano sequenza. L’intensità e la dolcezza della canzone sono poi espresse al massimo dalla bravissima attrice Sabrie Khamiss, su cui per fortuna si focalizzano tutti gli spettatori, visto che come attore e ballerino sono più scarso della gallina che compare nel video.

 

 

3) Comunichi sempre messaggi che sanno di pulito. Sei stanco di questo catastrofismo diffuso?

 

C’è molta catastrofe, esistenziale ma anche culturale, nel mondo che vedo e racconto. Io, però, credo che una delle sfide dell’arte sia quella di cercare il bello anche nella catastrofe, in modo da renderla poetica e più comprensibile.
La paura c’è ma l’amore è più forte.

 

 

4) Raccontaci due quartieri di Roma a te cari.

 

Tutte le serate da cui sono partite le storie del disco, sono iniziate a Trastevere, quindi in qualche modo è lì che le canzoni affondano le loro radici. Gli ultimi mesi li ho invece passati al Quadraro, dove ho prodotto tutte le canzoni insieme a tanti collaboratori e musicisti. Proprio per questo ho deciso di presentare “Non è amore se non hai paura” al Grandma Bistrot, uno dei locali più famosi del quartiere, dove hanno suonato praticamente tutti gli artisti più importanti di Roma negli ultimi anni.

 

 

5) Spiegaci il titolo dell’ep.

 

Mi sono detto: voglio scrivere una canzone in cui spiego cos’è l’amore secondo me, in senso universale. Non ci sono riuscito: è qualcosa di troppo grande e complesso, tre minuti di canzone non ce la fanno a definirlo. In questi cinque brani ogni volta racconto una piccola parte di vita amorosa, una pennellata, una diversa sfumatura, sicuramente infinitesimale. Di fronte all'infinito l’uomo è terrorizzato. Se mi capita di uscire con una ragazza senza andare un po’ nel panico, capisco che in fondo si tratta di altro e non di amore.

 

 

6) Cosa esprime la pioggia per te?

 

Se devo essere sincero,questi testi pieni di fenomeni meteorologici mi hanno un po’ annoiato. Tutte le canzoni italiane hanno dentro il mare, il vento, l’estate, il freddo, la pioggia. Se non si trova una chiave originale, automaticamente sbadiglio.
Mi interessa di più la pioggia come evento sonoro: quando ho registrato il provino di Favola, pioveva a dirotto e il suono della pioggia è entrato nella take vocale. Quando poi abbiamo registrato la batteria in studio, con il batterista Giuseppe D’Ortona (Passerotto), dopo aver trovato le parti di cassa e rullante, sentivamo la mancanza di qualcosa che appunto richiamasse un suono più acquatico, un fruscìo, qualcosa di concreto. Passerotto ha avuto l’idea geniale di registrare un foglietto di carta che scivolava sul timpano e poi, con molto riverbero, è rimasto questo suono “piovoso” che rende unico l’arrangiamento.

 

 

7) Il Brano dell'ep che più ti rappresenta?

 

Questo è come chiedere a una madre qual è il suo figlio preferito. Vado molto a momenti. Free è stato un po’ un manifesto per me, perché tutto questo progetto musicale si fonda su una profondissima ricerca di libertà emotiva e artistica, svincolata da qualsiasi logica di interesse, di moda o di risultato. In questo momento ci tengo molto a conservare questa natura “free”.

 

 

8) Uso una frase del brano "Dire No", quale è per te, il miglior modo di perdersi?

 

Me lo chiedo ancora. Lo smarrimento è fondamentale, sia in campo artistico che nella vita quotidiana. Le persone coerenti e ferme nelle loro convinzioni mi ispirano poca fiducia. La canzone paragona amore e droga, che biochimicamente hanno tantissimi punti in comune. I livelli di dopamina della persona sotto effetto di droghe sintetiche è molto simile a quello dell’innamorato; quando si viene respinti, invece, i livelli ormonali sono paragonabili a quelli di una crisi di astinenza. Anche dal punto di vista armonico la canzone gioca su diverse ambiguità tra maggiore e minore e a un certo punto c’è una modulazione per cui si sale di mezzo tono in modo che l’ascoltatore quasi non se ne accorga, per rappresentare lo stato confusionale in cui ci si trova quando ci si innamora o quando ci si lascia.

 

 

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