Adriano Di Bella: tra musica, cinema e teatro

L'abbiamo incontrato tre anni fa, quando in quel di Ravenna prendeva parte ad un piccolo gioiello teatrale: "Mimì è una civetta". Da allora Adriano Di Bella di strada ne ha fatta, ha continuato a coltivare il suo sogno e sono molte le esperienze che si è trovato a vivere. Ora, alla vigilia del suo debutto con un nuovo spettacolo in terra Sicula, facciamo quattro chiacchiere con Adriano, per saperne di più.

 

 

 

 

Ciao Benedetta, è con grande piacere che mi ritrovo qui a chiacchierare nuovamente con voi, dopo 3 anni…e in 3 anni di cose ne sono accadute!

 

 

Ciao Adriano, ben trovato! Aggiornaci un po' su cosa hai fatto in questi 3 anni.

 

 

C’eravamo lasciati durante la tournee di Mimì è una civetta, nel 2015. Lo spettacolo è stato ripreso anche nel 2016 e abbiamo proseguito il tour con grande successo nei teatri dell’opera dell’Emilia Romagna e della Toscana, partendo sempre da Ravenna, dove dopo anni ci si sente sempre un po’ a casa grazie ad Angelo Nicastro, direttore artistico del teatro, alla signora Cristina Mazzavilani Muti che ha curato il libretto dello spettacolo e a tutta la famiglia del Ravenna festival.

 

 

 

Dopo questo spettacolo ho avuto il piacere di ritornare al teatro dell’opera di Catania, la mia amata Catania, con delle piccole partecipazioni ne La Straniera con la regia di Andrea Cigni e poi in Salome con la regia di Pierluigi Pizzi.

 

 

Esattamente un anno fa, improvvisamente ed inaspettatamente sono arrivati uno dopo l’altro dei lavori che mi hanno portato a stare per lo più davanti alla telecamera.

 

 

Prima sono stato scelto per lo spot A braccia aperte per Rai e La7 (regia di Ai Nagasawa), poi ho fatto parte del videoclip Tutto questo mare del cantante Mario Venuti, e poi è arrivata una telefonata inaspettata per partecipare ad un casting.

 

 

 

Da questa telefonata e successivi provini è nata la mia partecipazione al film Prima che la notte (che trae ispirazione dll’omonimo libro di Claudio Fava e Michele Gambino pubblicato nel 2014 da Baldini & Castoldi.), regia di Daniele Vicari, a parer mio uno dei migliori registi del cinema italiano, uno di quelli che sul set è con te, è parte di te e fa il tifo per te.

 

 

Davvero una bella occasione per te: il tuo debutto al cinema! Parlaci di "Prima che la notte".

 

 

Prima che la notte è un film in cui non si parla solo di mafia, ma di vita, un film che sottolinea quanto Pippo Fava raccomandasse ai suoi redattori di divertirsi, di raccontare con divertimento.

 

 

Nel film Fabrizio Gifuni interpreta il giornalista Pippo Fava ucciso dalla mafia nel 1984, Dario Aita interpreta il ruolo del figlio (Claudio Fava) e Lorenza Indovina la moglie. Io interpreto il ruolo di uno dei suoi redattori.

 

 

Prima e dopo aver girato le scene sentivo come una magia, facevo parte di una grande macchina che parla di qualcosa di forte, qualcosa che è accaduto nella mia città, la città in cui sono nato e cresciuto.

 

 

 

Per un siciliano è sicuramente ancor più impegnativo parlare di Mafia. Come hai vissuto questa esperienza?

 

 

Io nel 1984 ero appena nato, avevo un anno, eppure come dicevo qualche sera fa presso il Teatro Stabile di Catania in presenza di Daniele Vicari, Claudio Fava e Michele Gambino (dopo la proiezione del trailer del film) mi sembrava di stare sul set e di rivivere qualcosa, quel qualcosa che tutti i trentenni della mia città conoscono, quell’argomento di cui qualcuno stenta ancora oggi a parlare, che qualcun altro invece vuole raccontare o urlare, per dire, come scriveva la locandina del 5 gennaio presso il teatro: nient’altro che la verità. Aver fatto parte di questo film è stato emozionante. Per me è stato un onore lavorare su quel set, nella mia città con e per Daniele Vicari e per ogni collega che ho avuto il piacere e l’onore di avere al mio fianco. Adesso attendiamo che il film vada in onda a breve su Rai1.

 

 

La Sicilia non ti ha però regalato solo questa esperienza cinematografica. Domani andrà infatti in scena "Tanti auguri Prof", un nuovo spettacolo teatrale. 

 

 

Sì esatto! Sabato 13 alle ore 21,00 presso il Teatro di Ragusa “Marcello Perracchio” andrà in scena Tanti auguri Prof! (liberamente ispirato a Cara Professoressa di Ludmilla Razumovskaja) con la regia di Rosaio Minardi.

 

 

In questo spettacolo interpreto il ruolo di Paul, un personaggio complesso nel carattere, un personaggio che si mostra inizialmente molto forte ma di cui vengono a galla tutte le fragilità a fine dello spettacolo.

 

 

Io e i miei colleghi (Fabio Guastella, Luca Iacono, Anita Indigeno e Giuseppina Vivera) abbiamo scelto, con l’aiuto del nostro regista, questo testo per avvicinarci agli adolescenti, per far toccare loro, con mano, e farli quindi riflettere sulle realtà che risultano molto più scomode di quello che potrebbe sembrare in principio.

 

 

Come si recita nello spettacolo appunto “ NEL TEMPO LIBERO PENSATE PURE AL SENSO DELLA VITA”

 

 

Non abbiamo fatto un allestimento semplice, abbiamo provato cercando di organizzare al meglio il nostro tempo, senza abbandonare nessun’altro lavoro (inutile ripetere quanto nel settore artistico sia fondamentale cercare di ottimizzare i tempi e organizzarsi al meglio per incastrare tutto perfettamente)

 

 

Abbiamo così, in circa 20 giorni (ma distribuiti nei tre mesi estivi), messo su, questo spettacolo, mi ripeto, con la splendida regia di Rosario Minardi, che ha fatto emergere il testo con semplicità e con contemporaneità.

 

 

Cinema, teatro, musica,tv. Cosa ti riserva il futuro?

 

 

Ci sono in cantiere molti progetti, anche dal punto di vista musicale, di cui, magari, per un pizzico di scaramanzia, vi parlerò alla “prossima puntata”! Un grazie a Benedetta e un caloroso abbraccio a tutto lo staff di Offline Magazine.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestmail