Sanremo Giovani, Mirkoeilcane all’Ariston con “Stiamo tutti bene”

Sembra non prendersi sul serio. Paroliere dei nostri giorni racconta le gioie da ragazzi, i sogni, i viaggi.

 

 

 

 

Vogliamo sfogarci anche noi con Mirko, in quel dialetto ripulito! Ci graffia con il tema della morte; dov'è il mare, oggi non ci sorveglia, ci uccide. Non si devono chiudere gli occhi, le barche non devono per forza affondare.

 

 

E' coraggioso portare questi temi a Sanremo, visto che gridiamo sempre all'uomo nero. Negli ultimi anni abbiamo vissuto la tragedia non solo da lontano, ma fino alle nostre spiagge - anche se a volte non ci siamo curati di ciò. Mirkoeilcane ci narra proprio queste storie, le tragedie dei barconi della morte viste dagli occhi di un bambino. Il passaggio dalla spensieratezza anche nella miseria al sogno che finisce in perdite, in drammi e nel finale peggiore.

 

 

Quel pallone conosciuto da poco e sembrava Natale, Mario non sapeva nemmeno cosa fosse il Natale. Da quel fatidico rigore non tirato all'odore della morte il passo è breve purtroppo per troppi bambini.

 

 

La delicatezza di questo brano riesce a farti entrare in questo difficile tema, piano piano, prendendoti per mano, facendoti capire l'intensità del dolore non atteso, senza realizzare dove ti trovi e perché te ne andrai in quelle onde così ammalianti da lasciarti andare, dopo i mille confusi dolori, ma poi tutti dicono "stiamo tutti bene".

 

 

Quando Mirko canterà, sarà un Ariston muto, confuso, in lacrime, ma speriamo che queste lacrime stavolta serviranno a qualcosa. Ci sentiremo degli inetti o dei folli; siamo tutti buoni a parlare, ci dobbiamo però documentare.

 

 

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