I Giocattoli ed il rock surreale di Bill Murray

L'Anima rock non si esprime solo suonando rock. Un pensiero può essere rock, un'ideologia è rock, non solo il look, la lingua colorata o i pantaloni così a brandelli da sembrare disegnati. Sì una volta si usava, ma c'erano anche i contenuti, quindi oggi come oggi in questo facile pop bisogna fare caso ai contenuti e da dove si viene per distinguersi. I Giocattoli, una nuova band di Palermo, possiedono tutto questo ed un'anima rock da malinconici Peter pan costretti a crescere e sorridere lasciando la loro parte infantile.

 

 

 

 

 

Loro vengono dal rock, ma si esprimono con un pop educativo, per spiegarsi, toccando i tasti giusti, cercando quella ricerca della parola e dell'incastro sonoro e canoro. Il primo singolo della band palermitana, uscito lo scorso 26 Dicembre, si chiama "Bill Murray" - in omaggio all'attore americano etichetta della comicità non sense. Questo indica il loro modo di vedere le cose fuori dagli schemi e tra le righe e ce lo hanno confermato, regalandoci un'intervista molto stuzzicante.

 

 

Ecco I Giocattoli composti da:

 

 

Davide Casciolo (Batteria & Digital Percussion Pad), Duilio Scalici (Voce, paroliere, basso), Chiara Di Trapani (Voce, Cori, Synth) ed Ernst Mormile (Chitarra elettrica/acustica).

 

 


 

 

Come vi è venuto in mente il titolo "Bill Murray"?

 

 

Per via del testo. Viene citato e volevamo far “omaggio” ad uno dei più grandi attori di questo secolo.

 

 

Vi sentite dei giocattolai musicali?

 

 

Più che “giocattolai” ci sentiamo dei giocattoli per l’appunto. Possiamo essere amati o odiati. Piacere o fare schifo. Divertire o annoiare. Ci andrebbe comunque bene!

 

 

Cosa volete trasmettere?

 

 

Solitamente lo scopo dei giocattoli è quello di educare divertendo. Ci piace molto questo contrasto, infatti è nostro solito mischiare musiche dinamiche a testi riflessivi e/o malinconici.

 

 

Questo gioco molto surrealista tra fantasia, monotonia e malinconia sociale da dove nasce?

 

 

Siamo innanzitutto amanti della poetica surrealista. Non per niente le nostre tematiche principali sono: amore, sogno e liberazione. Questo influisce molto nella nostra scrittura oltre al solito, alla malinconia, che comunque sia riaffiora spesso nelle nostre vite. Nascondiamo spesso dietro le nostre risate pensieri e paranoie.

 

 

Che ricordi avete dei vostri giocattoli di quando eravate bambini?

 

 

Ottimi ricordi. I giocattoli erano spesso un desiderio e/o un premio. Ricordandoli adesso tornano in mente bei momenti dell’infanzia e fanno pensare a quanto è bello essere bambini e quanto si è stupidi da piccoli. Si sogna sempre di essere grandi e solo quando lo si diventa scopriamo quanto eravamo fortunati da piccoli.

 

 

Che rapporto avete con il pop?

 

 

Un ottimo rapporto. Ascoltiamo tanti generi musicali a dire il vero: dal prog al funk, dal rock al punk, dal pop al rap, ma con il pop ci sentiamo più “a casa”. Spesso può sembrare un genere semplice, ma noi che veniamo tutti dal rock, ci rendiamo conto che è spesso facile cadere nel banale con il pop. Ed è sempre una grossa sfida comporre qualcosa di ascoltabile e soprattutto di gusto.

 

 

Dove fuggireste?

 

 

Se esistesse un posto in cui assicurano la felicità continua andremmo lì.

 

 

Avete un suono agrodolce, grazie a questo sfiorarsi delle due voci, è una cosa voluta?

 

 

Sì, è un effetto voluto. Ci piaceva il contrasto e come si legavano le voci di Chiara e Duilio. Poi con la produzione del debut album che sentirete a marzo, grazie a Carota e Hyppo siamo riusciti a sviluppare al meglio questo legame.

 

 

Usare delle metafore diciamo fiabesche per essere anche un po' cinici è un modo per toccare anche il pubblico più giovane senza stancarlo con troppi paroloni?

 

 

Assolutamente sì. La musica è un mezzo di comunicazione molto importante. Amiamo poter comunicare tanto con poche e semplici parole. Odiamo le seghe intellettuali, se vuoi dire qualcosa la puoi dire senza troppi giri di parole.

 

 

L'uscita del loro prima album è prevista in primavera; spero che per allora canticchieremo già tutti "Bill Murray". La produzione artistica dell'album è stata curata da Carota (de Lo Stato sociale) e Hyppo (dei Keaton).

 

 

 

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