Richard Von Sabeth: l’elettronica si fonde all’orchestra in King of Nothing

Tutti gli incompleti di qualcosa cercano un gesto un simbolo per sbloccarsi; anche dopo dei successi o delle pause, bisogna darsi un segnale o aggrapparsi a qualcosa. Richard Von Sabeth, fondatore della band New Wave Spiral 69, dopo dieci anni di successi, giri infiniti e brani che rimangono e giacciono nel nostro profondo - come l'ultimo singolo, pubblicato nel 2016, Colours and grey ad esempio - ora apre un altro spiraglio (non lasciando però la sua creatura), con il suo primo album solista: The King of Nothing, in uscita il prossimo 19 febbraio per la Rehab Record / Believe Digital.

 

 

 

 

The King of Nothing è come un atto dovuto a se stesso, al proprio io e - perchè no - ego, che non è una parolaccia ma fa solo bene alimentarla, scagliando così a terra quello che non va. I pezzi partiti da questa rottura non di un silenzio, ma togliendosi un peso, hanno dato vita a nove creature che danzano dal basso verso l'alto come delle piccole libellule ferite in cerca dell'agognata liberazione. Un album così in bilico tra il vecchio, il nuovo ed il coraggio di sperimentare: l'elettronica che si fonde all'orchestra, che viene da Praga con "furore". La dignità insieme al sacrificio forma dedizione verso una nuova creatura, che nasce senza sacrificare niente, ma cavalcando con orgoglio la musica tutta, vivendo tra spaccature e fasi così sperimentali della new wave - genere nato come assolutismo puro e che grazie a Richard oggi, rischiando, si arricchisce ancora, ancora, ancora.

 

 

 

 

Von Sabeth si è raccontato a noi, in un' intervista molto sentita e le sue fatiche ed intuizioni si sono accese, prima e seconda e..via.

 

 

1- Come mai la necessità di fare un album da solista e staccarti dalla tua creatura, gli Spiral 69?

 

 

In realtà gli Spiral69 sono ancora in attività, semplicemente dal 2012 fino al 2017 non ci siamo mai fermati tra album e concerti e ho avvertito la necessità di fare qualcosa fuori da quelle fila, la necessità anche di suonare con musicisti diversi anche per testarmi, essere in una band per tanti anni ti dà un senso di sicurezza meraviglioso, ma al tempo stesso riduce il livello di rischio nello sperimentare…lanciarsi in un nuova storia da soli o con musicisti nuovi serve a crescere secondo me e sicuramente porterà nuova linfa vitale anche ai prossimi lavori degli Spiral69.

 

 

2- Ci spieghi l'idea di registrare con un'orchestra? E' una novità per il panorama new wave.

 

 

È un' idea molto vecchia in realtà, credo l’avessi in mente da più di quindici anni…Ricordo che stavo ascoltando il live di Songs Of Faith and Devotion e pensai “Sarebbe fantastico fare un album del genere con un' intera orchestra al posto dei synth”. Mi è sempre ronzata in testa questa cosa finché non decisi due anni fa di trovare un modo per farla… non è semplice produrre un album del genere, soprattutto essendo un artista indipendente.

 

 

3- Che rappresenta la malinconia per te?

 

 

La malinconia è un qualcosa che personalmente spesso mi ha aiutato a scrivere canzoni, ma la cosa fondamentale è che mi ha aiutato a rivedere il mio passato e migliorarmi in situazioni analoghe.

 

 

4- Cosa vuoi comunicare con The King of nothing?

 

 

The King Of Nothing è un bouquet di ballads, un insieme di mie storie interiori vere, ma anche di fantasia. Descrive perfettamente come sono diventato negli ultimi tre anni; sento di essere cambiato molto da Second Chance (l’ultimo album scritto con gli Spiral69), qui c’è molta più consapevolezza di me, della realtà che ho intorno e soprattutto ho voluto imparare ad avere pazienza…dote che non ho mai avuto. Le nove tracce dell’album si sviluppano sul concetto di crescita personale, l’amore e la considerazione di se stessi in primis per poi amare qualcun altro.

 

 

5- Secondo te come mai negli ultimi anni si sta rivalutando il genere new wave?

 

 

La New Wave è tornata molto in voga nell’ultimo decennio grazie a band mainstream come Interpol, Editors o White Lies, ma anche grazie alla fusione che fanno altre band più underground con la musica elettronica - è un binomio che funziona bene ed è sempre esistito, ma ora credo si sia consolidato parecchio e il pubblico ora vuole quello, il trend è visibile in larga scala: tra qualche anno spariranno quasi del tutto gli strumenti acustici.

 

 

6- Perchè definisci l'album Gothic-Folk-Rock?

 

Credo che il tocco dell’orchestra di un'atmosfera molto gotica che riporta ad uno scenario immaginifico da film horror muto di inizio secolo scorso, mentre il folk-rock credo sia evidente negli arrangiamenti generali. È sempre difficile etichettare un proprio lavoro…io ci vedo queste tre componenti alla base.

 

 

7- Kiss your darkness, sembra come due spadaccini che combattono per la loro amata. Ci racconti qualcosa sul brano?

 

 

In realtà è una canzone che parla del fatto di amarsi anche se non si è perfetti, se non si è realizzati al massimo, se non si rispecchiano gli standard che la società vuole oggigiorno per essere identificati come un “vincitore”… Essere dei perdenti non è la fine del mondo.

 

 

8- The King of nothing all'apparenza sembra un album oscuro,ma il brano Fall alla fine ti lascia con un senso di speranza, era questo l'intento?

 

Sì è un album oscuro, perchè credo stiamo vivendo in un periodo oscuro dove non ha più importanza nulla se non il proprio ego a discapito di tutto. Fall è una canzone d’amore, un amore finito ma sempre fortissimo ed è alla fine dell’album forse perchè il suo senso è quello del continuare a fare del bene e amare…anche se intorno a noi è tutto buio…e credo sia il messaggio fondamentale di tutto l’album.

 

 

 

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