Bartali e Coppi: Gino e Fausto, due Italiani

Il consiglio di lettura di oggi merita una premessa: non sono un’appassionata di ciclismo e non credo sia necessario esserlo per apprezzare il libro di cui vorrei parlarvi.

 

 

A pensarci, forse, non mi sono mai neanche fermata davanti alla TV a guardare una corsa di biciclette, ma non credo sia un caso che mi sia trovata a leggere Gino e Fausto (Bartali e Coppi, ovviamente), di Franco Quercioli, e di certo non è per caso che ho deciso di parlarne qui.

 

 

Tour de France, 1949 - Fausto Coppi e Gino Bartali

 

 

 

Certo, devo ammettere che, per quanto mi riguarda, qualche gene del mio DNA deve pure essere incline alla passione per le due ruote: ricordo bene i pranzi della Domenica da mio nonno, con il sottofondo del Tour de France; ricordo quando mio padre mi portava a vedere il Giro d’Italia passare, mi raccontava del tifo suo e di suo fratello per Coppi o di come abbia tuttora il torace largo, secondo lui, per i polmoni che si è fatto pedalando in giro sulla sua bici, da ragazzo; ricordo che mi canticchiava Bartali imitando la voce di Paolo Conte; ricordo ancora la scritta sul muro di casa di mia nonna, censurata da qualche mano in disaccordo e sbiadita dal tempo, che gridava “W COPPI”.

 

Credo che tutto ciò spieghi perché un bel giorno, passeggiando per una libreria di Firenze, mi è balzato all’occhio proprio questo libro e l’ho dovuto comprare; un po’ per mio padre e anche un po’ per me. I ricordi d’infanzia che chiamano, sapete.

 

 

Se così è risolto il mistero di come un libro apparentemente così lontano dai miei interessi sia giunto a me, altrettanto facile sarà spiegare il perché vorrei consigliarlo anche a voi, che seguiate o meno questo sport, che voi stessi siate o meno ciclisti: perché alle biografie di due grandi campioni italiani si intreccia la nostra storia.

 

Il libro narra, infatti, la storia individuale di due italiani, uno fiorentino e l’altro torinese, dai nomi che sono diventati leggenda e dalle vite così normali nella loro eccezionalità.

 

Ma narra anche la storia collettiva di una Nazione, di come i grandi eventi del ‘900, il Fascismo, la Seconda Guerra Mondiale, la Resistenza, il nuovo equilibrio politico della neonata Repubblica, abbiano reso ognuno attore, più o meno consapevole, in un palcoscenico ben più ampio di quello della propria vita privata.

 

L’infanzia dei due uomini, la naturale scoperta della passione che avrebbe cambiato le loro vite, l’incontro sulle strade percorse in sella alle loro bici, l’amicizia impacciata e la rivalità, il rispetto e la paura del confronto, le vittorie e le sconfitte, la vita personale dei due protagonisti, svestiti gli abiti di eroi nazionali, sono narrati in un racconto ritmato, che a tratti sfuma in qualcosa di simile alla poesia.

 

La doppia biografia tratteggia i profili di due leggende e lo fa mettendo in luce i loro aspetti più umani.

 

Emerge tutta l’ambiguità di un rapporto fatto di onestà e rispetto, di una solidarietà che si trasforma spesso nel sacrificio dell’uno per l’altro durante le salite più dure, in una bottiglia d’acqua passata di mano in mano nelle discese più ripide; ma allo stesso tempo intriso di una rivalità e di una diffidenza dettate non solo dall’antagonismo sportivo, ma anche da un rapporto fatto di silenzi e sguardi, spesso fraintesi.

 

Emerge, d’altro canto, tutta l’umanità e l’ambiguità degli stessi Fausto e Gino - chiamati nel titolo per nome, si badi bene, non con i cognomi che li hanno fatti passare alla storia - dipinti nei chiaroscuri delle loro debolezze, umane e sportive, dei sacrifici, dei lutti, delle scelte politiche, dei traguardi e delle delusioni.

 

Quel che resta leggendo questo libro, non sono tanto le vittorie sportive di Bartali e Coppi, quanto l’immagine di Gino che, col suo naso triste come una salita, citando Conte, fa la staffetta con la sua bicicletta per salvare gli ebrei dalla deportazione e pedala con i partigiani; o quella di Fausto che arrossisce agli sguardi delle madri che hanno mandato i loro figli in guerra mentre lui pedala per i colli piemontesi e lascia che gli eventi portino anche lui a fare la guerra in Africa, da cui torna prigioniero e riarso dalla malaria.
Per tutti questi motivi dico che Gino e Fausto non è tanto e solo una ben riuscita biografia di due campioni, ma anche e prima di tutto la storia di due italiani; una storia che merita di essere conosciuta.

 

 

 

 

 

 


 

 

TITOLO ORIGINALE: Gino e Fausto. Una storia italiana.
AUTORE: Franco Quercioli
EDITORE: Ediciclo Editore
ANNO: 2014
PAGINE: 250
PREZZO: 14.90
CONSIGLIATO A: chi corre in bicicletta, a piedi o col pensiero.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestmail