Mamavegas, una band dal suono cinico con lo sguardo sul globo

A volte le strade portano davvero a Roma e si arriva in questa città forse per caso, come in un vecchio porto ottocentesco. I Mamavegas si sono trovati in questa folle ed eterna città a far musica e ad evolvere insieme ad essa.

 

 

I Mamavegas convogliano un'idea di chiasso musicale in un sound pulito, colorito, così variopinto da farti ansimare durante le loro evoluzioni sonore. Questa concentrazione di idee e suoni che si compattano unisce le vie, perché forse non tutte le strade porteranno a Roma, ma al centro sì.

 

 

 

 

I Mamavegas sono un sestetto ormai navigato e stanno diventando quasi una world band indie. MMM è l'ultimo lavoro eccentrico della band, dal suono convogliato, un suono che dà un senso all'ascolto e non riempie solo un momento, ma diventa piuttosto un sequestro musicale dell'ascoltatore.

 

 

Con i Mamavegas parliamo di loro, della loro originale musica in continua evoluzione e del loro ultimo album MMM.

 

 


 

 

1)Vi definiscono di estrazione anglofona, ma la vostra sembra più una psichedelia fusa alla bossa nova e l'acid jazz. Per me siete fuori genere, complimenti.

 

 

Siamo fuori genere forse perché fuori di testa? Dicci la verità, è un modo elegante per consigliarci di non esagerare con sostanze psicotrope!!! Più seriamente: in fondo tutto quello che hai citato ha i piedi bagnati nel mondo anglosassone per un verso o per un altro, sono tutti generi frutto di fusioni e commistioni. Di sicuro siamo curiosi e aperti a quello che accade e capita spesso di attingere ai nostri tanti ed eterogenei ascolti. Quello che amiamo è molto vario e l'unica garanzia di genuinità, quando ci si propone artisticamente, è non negarsi la complessità se c'è ed essere semplicemente come si è.

 

 

2) After the fall per esempio mi ha ricordato il pop strumentale fino anni 80 - alla Nik Kershaw - vi ritrovate in questa descrizione?

 

 

Aaaaah il buon vecchio Nik Kershaw, nella band c'è chi ha ballato i suoi pezzi eh e mentre uscivano in diretta nella vita reale. Invece tutti, sono sicuro, sognano di avere il suo portafoglio dei tempi d'oro, così, tanto per acquistare un jet privato e una Lamborghini nel week end. Anche solo con i proventi di The Riddle e Wouldn't it be good. In verità ci dividono un bel po' di anni e di sicuro non abbiamo lo spirito dei tempi, ma non è un segreto che gli anni '80 siano tornati alla ribalta già da un po': ti confermiamo che si tratta di una decade che ci interessa e piace. Abbiamo molto ascoltato i Talking Heads se può essere un indizio insieme a tanto altro, senza la missione di replicare un suono specifico ma con la solita curiosità che ci caratterizza.

 

 

3) Raccontateci Against your will.

 

 

Volevamo un suono più "piccolo", da club, qualcosa che restituisse la passione per i piccoli combo acustici tra soul e jazz che tutti, a diverso titolo e modo, amiamo. Il testo rimanda alle relazioni, a come ci si trasforma nel tempo, e a quello che possiamo significare l'uno per l'altro, al rischio di sparire anche contro una volontà precisa. Se non si rimane passivi c'è la possibilità di riappropriarsi ogni volta della persona reale, anche se cambia, anche se l'idea che avevamo di lui o lei stava svanendo. Ogni pregiudizio, anche positivo, rischia di essere solo una percezione congelata e destinata a sciogliersi ma spalancando le proprie porte e accogliendo l'altro è possibile restituire vita ai legami e vedersi per quello che si è. Il pezzo nasce da quell'artistaccio maledetto di Matteo e da lì è diventato, da singola traccia, un progetto nel progetto, nel senso che dal brano è arrivata l'idea di coinvolgere per le grafiche Andrea "Spentriu" Rinaldi che si è poi speso nella realizzazione, per noi molto bella, del video. In qualche modo ci ha dato una identità e un immaginario che abbiamo sentito subito nostro e ben rappresentativo. Lo hai visto il video? Ne siamo contentissimi.

 

 

4) Più che una band sembrate un collettivo e questo a mio parere vi dà una marcia in più di creatività, si sente che non vi limitate solo a suonare il vostro spartito.

 

 

Grazie. E' così. Anche perché non sa leggere nessuno. E dalla risposta avrai anche capito che non siamo in grado di cogliere le metafore. Scherzi a parte diciamo che amiamo contagiarci e a forza di dormire nelle stesse stanze in albergo o nelle stesse case la questione è seriamente medica. Non ci limitiamo mai a parlare e confrontarci a livello di idee e non abbiamo paura di sperimentare. Siamo amici e questo significa che chi propone un pezzo o un'idea di partenza, sa già che gli altri parteciperanno a costruirlo nella versione finale. Questo accade in un collettivo: che tutti mettono mano come in un fab lab perché l'opera supera gli autori, è il lato interessante del pianeta creatività.

 

 

5) Questo album secondo me vi consacra come suono, sembrate una "world band".

 

 

Che dire? Grazie. Puntiamo forse ad essere più una band da famiglia. Tipo una band che in qualunque posto del mondo possa essere ascoltata nel Cd o sul portatile mentre cucini, balli o fai l'amore. Questo è un pensiero positivo, più che una World Band diremmo una band che sta al mondo e nel mondo reale. Ma grazie per le tue parole.

 

 

6) Cosa pensate del panorama musicale Italiano e Romano?

 

 

Fa tutto schifo. Dovete ascoltare solo i Mamavegas. Il resto nel mondo, davvero, non vale nulla. Figuriamoci a Roma. I Mamavegas invece ti fanno credere nella pace e nel disarmo nucleare. E nella possibilità di usare i congiuntivi. A parte questo siamo onnivori e non riusciamo a non ammettere che accadono cose musicalmente meravigliose e che, in particolare a Roma, dal basso, forse proprio perché la "scena istituzionale" ha dei rallentamenti, stanno succedendo tante cose. Di fatto sono anni che in radio o nelle interviste consigliamo di uscire dicasa, mollare i social e la virtualità e di fare "like" dal vivo, prendersi dei rischi andando in giro per locali, centri sociali, pub e arene o stadi e auditorium. Ci si può imbattere in cose belle. Ci piace la squadra della nostra etichetta 42 Records: produce cose che hanno senso e che sono propositive. Se poi la domanda è sui gruppi preferiti, beh, sarebbe una lista immensa: sulla scena internazionale Kendrik Lamar, Dirty Projectors, Unkown Mortal Orchestra, Efterklang (ricordi?), John Coltrane. Occhio che facciamo notte.

 

 

7) Spiegateci il titolo del vostro ultimo album MMM.

 

 

Terzo disco quindi 3 M, che è l'iniziale di Mamavegas, ma anche l'idea onomatopeica dell'espressione di piacere, dopo un caffè o proprio quello che hai pensato alla parola "piacere", lo hai pensato dai ammettilo. In verità quando salvi un progetto sul pc si usa scrivere al volo battendo a caso sulla tastiera e il titolo provvisorio di un pezzo fatto di 3 M ci è piaciuto così tanto che lo abbiamo adottato.

 

 

8) Suonate molti brani in questo complesso album in controtempo. Come vi è venuta questa idea in un momento musicale nel quale la semplicità la fa da padrone?

 

 

Perché siamo dei deficienti che non pensano alla pensione e perché non sappiamo tenere il tempo dritto. Ma ti giuriamo che qualunque cosa accada, quando imbracciamo i nostri strumenti, non è mai "calcolato": a noi piace fare quello che facciamo perché lo facciamo nel modo che ci viene più spontaneo e personale. Insomma siamo proprio così: sarà perché siamo caduti tutti dal seggiolone nell'età dello svezzamento. Siamo ragazzi spontanei anche quando un pezzo sembra articolato: è tutto figlio di menti curiose e piene di giocattoli. Ma ad essere onesti ci sono molte cose che percepiamo "semplici" e "spontanee": viene facile ricordare The Tables of Elements che è un ballad breve e diretta in cui conta più il suono e l'intenzione che il resto.

 

 

9) Trovo il brano Kitbomb veramente surreale, cosa volete comunicare con il brano?

 

 

Vogliamo far sentire alle persone cosa vuol dire avere la lucidità di fare una cosa lisergicamente ballereccia senza spendere un euro in chimica. In breve sono i classici brani Mamavegas in salsa electro e visionarietà, che partono tipo un viaggio in treno per festeggiare il carnevale, o la fine d'anno, una cosa stile Una Poltrona per Due. Lo scimmione nella band lo fa il batterista. Quello che accade in queste situazioni è che nasce un arrangiamento ricco di eventi, suoni sotto traccia, sovrapposizioni ritmiche all'insegna del divertimento. Tu cosa ci vedi? Non ti fa venire voglia di partire con noi?

 

 

 

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