Andy Snitzer, quando la magia incontra il sax

Nella vita ci si può innamorare di tante cose. Quando ti entra quel suono inebriante nell'orecchio e ti trasporta come il vento, dove si andrà questa sera? I bar, i locali, i pub, stanno chiudendo; rimango solo, seduto sui margini di una strada di New York, con il mio impermeabile grigio e l'ingombrante astuccio del sax.

 

 

 

 

La bravura e bellezza di artisti come Andy Snitzer è che rimangono musicalmente polivalenti negli anni, anzi con gli anni migliorano come il buon vino, perché il talento è innato, ma col tempo si arricchisce di  saggezza e permette di dosare e scegliere sempre meglio i progetti da realizzare e di capire quando sia il momento di fare un album proprio.

 

 

Andy possiede un timing elevatissimo nel riempimento del suono quando lavora per altri artisti; geniale e sperimentale in alcuni suoi album più ricercati; fa innamorare tutti, belli e brutti, bionde e more.

 

 

Andy può incantare tutti con il suo sax dal suono romantico e raffinato, la sua musica è un elisir d'amore funky-jazz.

 

 

Ho conosciuto musicalmente Andy un po' per caso, come succede con le cose belle. A scatola chiusa comprai "Ties That Bind" (primo album di Andy); non sapevo chi fosse nè quale fosse il suo genere, però mi fidai e rimasi estasiato, In seguito ad alcune ricerche scoprii altri saxofonisti, come David Sanborn, e mi avvicinai al suono del sax - che è diventato uno dei miei strumenti preferiti.

 

 

Andy, nell'incredibile intervista che ci ha concesso, mi ha permesso di rivangare il passato - cosa rara per un musicista - con una domanda su un brano tratto dal suo primo album "Whenever I'm With Her".

 

 

Con molto orgoglio lasciamo spazio a Mr Andy Snitzer, alla sua musica ed alle sue parole.

 

 

1 "Whenever I'm with her" (1994) è una canzone sempre attuale perché ti fa pensare positivo, ti fa pensare alle cose belle. Puoi dirci qualcosa su questa canzone?

 

 

È stato tanto tempo fa... Non credo che ci sia una storia particolare, se non il fatto che volevo scrivere una canzone puramente pop per bilanciare alcuni brani più "forti" in "Ties That Bind". Ero così entusiasta di avere Harvey Mason alla batteria, una leggenda del genere, ed ero così giovane. Ma di nuovo, la musica non è sempre scritta a causa di qualche altro evento o idea che la spinge. Spesso la musica è scritta semplicemente perché amiamo scrivere musica.

 

 

2 I tuoi assoli di sax sono sempre pieni di amore e speranza, ti avvolgono e ti fanno viaggiare. Cosa pensi quando suoni?

 

 

Sono sempre alla ricerca di una chiarezza melodica, di una qualità vocale, di un impatto emotivo e di memorabilità nella composizione di assoli. Soprattutto nella musica pop, nella musica registrata, non si può parlare esattamente di improvvisazioni. Sono composizioni soliste, realizzate e basate su momenti di creatività che arrivano attraverso l'arte dell'improvvisazione. E non sono arrabbiato, distante o distaccato. Sono emotivo, coinvolto, diretto, qualità che saranno sempre presenti in ciò che faccio.

 

 

3 Qual è stato l'album più faticoso da concepire e realizzare?

 

 

Nessuno di loro è stato faticoso, ma è sempre un duro lavoro, una combinazione difficile di creatività pura ed di un  infinito processo di creazione / montaggio / levigatura. Negli anni sono migliorato, come arrangiatore e produttore, ma è comunque un processo di critica infinita per arrivare a qualcosa che risulti interessante e coinvolga l'ascoltatore, non importa quante volte riascolti la tua canzone. Ho un'idea di quali siano i miei album migliori e quale sia il migliore in assoluto, ma non lo svelerò 😉

 

 

4 Come ti sei sentito quando hai vinto il Grammy Award con "Prototype"?

 

 

Sorpreso e felice. E arrabbiato con me stesso per non essere stato presente alla cerimonia di premiazione per accettare il premio insieme a Jeff. In un certo senso si tratta di un concorso di popolarità arbitrario, che coinvolge un numero relativamente piccolo di persone che possono effettivamente votare, ma dall'altra parte è un nome (Grammy) che tutti conoscono, e ad averne uno, ad avere una statuetta reale, ci si sente bene!

 

 

5 Nella tua vita hai suonato con un sacco di artisti incredibili. Qual è stato quello da cui hai imparato di più?

 

 

Ho imparato da tutti, ma probabilmente direi Paul Simon. Perché è così brillante e perché suono con lui da molto tempo ormai.

 

 

6 Che cosa significa il jazz per te?

 

 

È una delle forme d'arte musicale più belle, complesse, stimolanti e potenti mai create. È libero, ma allo stesso tempo è altamente tecnico. È disciplinato, ma anche casuale, e fondamentalmente è un linguaggio musicale che richiede tempo per imparare, sia come ascoltarlo sia come "parlarlo". È naturale che molte persone lo trovino difficile da capire. Ma se sei motivato a passare un po' di tempo con esso, è molto gratificante. E come in tutte le forme musicali, ne abbiamo esempi buoni e meno buoni. È importante essere critici. Non devi riverire qualcosa semplicemente perché un'altra persona usa la parola "jazz" per definirla... Ma è necessario imparare un po' questa "lingua" prima che tu possa veramente apprezzare la sua bellezza particolare e complessa. 

 

 

7 Cosa vuoi comunicare con il suono del tuo sax?

 

 

Non voglio comunicare nulla. Intendo dire che suono perché sono chiamato a suonare. È semplicemente qualcosa che devo fare; la mia mente ed il mio corpo sono chiamati a farlo. E con il sassofono, non con un altro strumento. Suono il piano, il flauto, il clarinetto ed una piccola chitarra, ma quegli strumenti non mi chiamano al servizio. Il sassofono sì. Non capisco davvero il perché, ma so che creando questo suono, sentendo lo strumento risuonare con il mio corpo, trovo la mia voce nella musica. E comprendo il posto della mia voce nell'etere del sassofono. Non sono importante come Mike Brecker o David Sanborn (tra i contemporanei), ma non sono senza importanza...

 

 

8 Stai lavorando ad un nuovo album da solista?

 

 

Sì, ma ci vuole troppo tempo. Troppe deviazioni a causa di altri lavori... ma ci arriverò, spero nel 2019!

 

 


 

 

In life you can fall in love with many things. When that charming sound reaches your ear, it carries you like the wind, where will you go tonight? Bars, clubs, pubs are closing; I'm alone, sitting on the edge of a street in New York, with my gray raincoat and the big case of the saxophone.

 

 

 

 

The skill and beauty of artists like Andy Snitzer is that they remain musically polyvalent over the years and as the years go by they become better and better, like good wine; because talent is innate, but time enriches it with wisdom and allows the artist to choose better projects and to understand when it's time to make a new album.

 

 

Andy has a very high sound timing in filling when he works for other artists; brilliant and experimental in some of his most elaborate albums; he makes everyone fall in love: beautiful and ugly, blondes and brunettes.

 

 

Andy can enchant everyone with his romantic and refined sax, his music is a funky-jazz love elixir.

 

 

I musically met Andy by chance, as it happens with beautiful girls. I randomly bought "Ties That Bind" (Andy's first album); I did not know who he was or what his genre was, but I trusted it would be fine and that was ecstatic. Then I made some research, I discovered other saxophonists, like David Sanborn, and I approached the sound of the sax - which became one of my favorite instruments.

 

 

Andy, in the incredible interview he gave us, allowed me to relive the past - a rare thing for a musician - with a question about a song taken from his first album "Whenever I'm With Her".

 

 

With much pride we leave you with Mr Andy Snitzer, his music and his words.

 

 

1 "Whenever I'm with her" (1994) it's an ever current song because it makes you think positive, it makes you think of beautiful things. Can you tell us something about this song?

 

 

It was such a long time ago…. I don't think there's any particular story, other than I wanted to write a pure pop tune to balance out some of the heavier things on "Ties that Bind." I was so excited to have Harvey Mason on drums, such a legend, and I was so young. But again, music isn't always written because of some other event or idea that propels it. Often music is written simply because we love to write music.

 

 

2 Your sax solos are always full of love and hope that surround you and let you travel. What do you think when you play?

 

 

I'm always searching for melodic clarity, for a vocal quality, for an emotional impact, and for memorability in the solo i construct. Especially in pop music, in recorded music, these aren't exactly improvisations. They are solo compositions, crafted and based on moments of creativity that arrive via the art of improvising. And I'm not angry, or distant, or detached. I'm emotional, involved, direct, those qualities will always be in the playing that I do.

 

 

3 Which was the most tiring album to conceive and realize?

 

 

None of them are tiring, but it is always hard work, a difficult combination of raw creativity and endless crafting/editing/honing. I've gotten better over the years, as an arranger and producer, but it is still a process of endless critique to arrive at something that stays interesting and involves the listener, no matter how many times they hear your song. I have opinions about which are my better albums, and which is my best, but I won't share them here 😉

 

 

4 How did you feel when you won the Grammy Award for "Prototype"?

 

 

Surprised and happy. And mad at myself for not being at the award ceremony to accept on stage with Jeff. In a way it's an arbitrary popularity contest, involving a relatively small number of people that actually can vote, but on the flip side it's a name (Grammy) that everyone in the world knows, and having one, having an actual statue, does feel good!

 

 

5 In your life you've played with a lot of incredible artists. Which was the one you've learned the most from?

 

 

I've learned from all of them, but the most from Paul Simon, probably. Because he's so brilliant, and because I've been around him for a very long time now.

 

 

6 What does jazz mean to you?

 

 

It's one of the most beautiful, complex, challenging, powerful musical art forms created. It's free, and at the same time highly technical. It's disciplined and also random, and fundamentally it's a musical language that takes time to learn, both in how to hear it and how to "speak" it. It's natural from that viewpoint that many people find it difficult to understand. But if you're motivated to spend some time with it, it is very rewarding. And like all musical forms, there are good and not so good examples. It's important to be critical. You don't have to revere something simply because another person stamps the word "jazz" on it… But it is necessary to learn the language, even a little, before you can truly enjoy its particular and complex beauty.

 

 

7 What do you want to comunicate with the sound of your sax?

 

 

I don't want to communicate anything. Meaning, I play because I'm called to play. It is something I'm simply supposed to do; my mind and body are called to do it. And on the saxophone, not on another instrument. I play piano and flute and clarinet and a little guitar, but those instruments don't call me to service. The saxophone does. I don't really understand any of it, but I know that making this sound, feeling the instrument resonate with my body, this is my voice in music. And I understand the place of my voice in the ether of saxophone. Not as important as a Mike Brecker or David Sanborn (in contemporary comparison), but not unimportant...

 

 

8 Are you working on a new solo album?

 

 

Yes, but it's taking too long lol. Too many work diversions… But I'll get there, hopefully in 2019!

 

 

 

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