Kobe Bryant: un tiro libero da Oscar

Kobe Bryant è un vero esempio di sport, di pace in se stessi, un uomo che ha sempre capito come muoversi verso il proprio sogno ed a tirarsene fuori quando era il momento, perché una leggenda deve rimanere intatta, protetta. Le luci e la ribalta non hanno mai incrinato i sogni di quel bambino, che imparò le basi di un basket grezzo ma tecnico in Italia, sognando quella gocciolina che scende dal viso e si infrange sulla scarpa da gioco prima di un tiro libero di una finale Nba.

 

 

 

 

 

 

L'eleganza di un folletto nel corpo di un gigante sia come uomo che come stella Nba. In ogni città in cui è stato, a partire da dove è nato, dove ha cominciato a giocare e dove si è affermato, si parla e si parlerà sempre di lui e ieri notte - in un'altra notte dalla mille luci - Kobe si è affermato con quella sobrietà e signorilità che lo hanno sempre contraddistinto, ritirando l'Oscar per il corto animato ispirato alla sua lettera di addio al basket, che commosse tutti e spronò i giovani talenti ed aspiranti giocatori di basket a sognare ed a continuare a farlo sempre.

 

 

 

 

 

 

Caro basket,
dal momento in cui ho cominciato ad arrotolare i calzini di mio padre
e a lanciare immaginari tiri della vittoria nel Great Western Forum
ho saputo che una cosa era reale:
mi ero innamorato di te.

 

 
Un amore così profondo che ti ho dato tutto
dalla mia mente al mio corpo
dal mio spirito alla mia anima.
Da bambino di 6 anni
profondamente innamorato di te
non ho mai visto la fine del tunnel.
Vedevo solo me stesso
correre fuori da uno.
E quindi ho corso.

 

 

Ho corso su e giù per ogni parquet
dietro ad ogni palla persa per te.
Hai chiesto il mio impegno
ti ho dato il mio cuore
perché c’era tanto altro dietro.

 

 

Ho giocato nonostante il sudore e il dolore
non per vincere una sfida
ma perché TU mi avevi chiamato.
Ho fatto tutto per TE
perché è quello che fai
quando qualcuno ti fa sentire vivo
come tu mi hai fatto sentire.

 

 
Hai fatto vivere a un bambino di 6 anni il suo sogno di essere un Laker
e per questo ti amerò per sempre.
Ma non posso amarti più con la stessa ossessione.
Questa stagione è tutto quello che mi resta.
Il mio cuore può sopportare la battaglia
la mia mente può gestire la fatica
ma il mio corpo sa che è ora di dire addio.

 

 

E va bene.
Sono pronto a lasciarti andare.
E voglio che tu lo sappia
così entrambi possiamo assaporare ogni momento che ci rimane insieme.
I momenti buoni e quelli meno buoni.

 

 

Ci siamo dati entrambi tutto quello che avevamo.
E sappiamo entrambi, indipendentemente da cosa farò,
che rimarrò per sempre quel bambino
con i calzini arrotolati
bidone della spazzatura nell’angolo
5 secondi da giocare.

 

 

Palla tra le mie mani.
5… 4… 3… 2… 1…

 

 

Ti amerò per sempre,
Kobe

 

 

 

 

 

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