Paul Auster: 4,3,2,1…tutte le vite che potremmo aver vissuto

Chiudere l’ultima pagina di 4,3,2,1 di Paul Auster è come riaprire gli occhi in quei secondi di silenzio che seguono il momento in cui un’orchestra sinfonica smette di suonare.

 

Qualche nota sembra ancora volteggiare nell’aria, nelle orecchie c’è ancora l’eco della sinfonia perfetta prodotta dalla combinazione delle armonie di ogni singolo strumento; si resta ammirati, ad ascoltare ancora per un attimo il silenzio e a guardare quasi interdetti il direttore d’orchestra, domandandosi come sia stato in grado di creare qualcosa di così meravigliosamente complesso e perfetto come dal nulla.

 

 

 

 

Perché è questo che ha fatto Paul Auster: ha preso la vita di Archibald Isaac Ferguson, Archie - nato il 3 Marzo 1947 a Newark (New Jersey), figlio unico di Rose e Stanley Ferguson - e ne ha fatto un’opera monumentale.

 

Da un singola nota, ha creato una sinfonia di quattro possibili vite diverse: lo stesso bisnonno partito da Minsk con mille rubli nascosti nella fodera della giacca e un cognome impronunciabile, che si è trasformato in Ferguson per caso, allo sbarco a Ellis Island; gli stessi genitori, ebrei americani di seconda generazione negli Stati Uniti dei primi del ‘900; lo stesso bambino che nasce, cresce e, vivendo, subisce scelte e imbocca bivi che lo portano a percorrere quattro percorsi di vita differenti.

 

Le vite dei quattro Archie si snodano simultaneamente, percorrendo strade tracciate dagli eventi e dal destino.

 

 

Archie è quattro volte bambino, adolescente e giovane adulto e interagisce, spesso, con gli stessi personaggi che svolgono, lungo ognuno dei quattro percorsi di vita, ruoli in parte differenti e, qualche volta, con compagni di viaggio che non avrebbe incontrato, se avesse percorso una strada piuttosto che l’altra.

 

E’ diverso e in qualche modo sempre simile a sé stesso, abbracciando le stesse passioni – lo sport, i libri, la scrittura – con una sensibilità che cambia in base alle esperienze della vita che si trova a vivere.

 

La già complessa sinfonia si completa con un magistrale intreccio, di nodi sempre diversi, tra le quattro vite possibili del giovane Archie e gli eventi che scuotono la società americana della prima metà del ‘900: la guerra in Vietnam, l’impegno politico di intere generazioni nella lotta per i diritti civili, le occupazioni delle Università, il ’68 non restano sullo sfondo, ma diventano parte integrante del racconto e a loro volta creano correnti che deviano la rotta dei quattro giovani Archie.

 

Qui non ci sono le porte scorrevoli di una metropolitana, come per Gwyneth Paltrow in Sliding doors, ma tante piccole o grandi scelte quotidiane e sempre la stessa domanda: “cosa sarebbe successo se…?

 

Se il vento della vita avesse soffiato in un’altra direzione, se Stanley e Rose Ferguson si fossero trasferiti in una diversa città o meno, avessero seguito le loro passioni o avessero cambiato lavoro, fossero rimasti insieme o si fossero separati, se Archie si fosse rotto una gamba arrampicandosi sull’albero del giardino o se fosse diventato redattore del giornale scolastico o promettente giocatore di baseball o se avesse marinato le lezioni andando al cinema a vedere Truffaut, e così avanti, lungo le strade imprevedibili del destino.
Ma da bravo direttore d’orchestra Auster sa tenere insieme le fila degli eventi, sa far suonare ogni strumento con la giusta intonazione e crea una melodia perfetta di canti e controcanti, in un’opera complessissima e ambiziosa, monumentale nella riuscita e coinvolgente.

 

Quattro romanzi in uno solo, non un esercizio di stile ma uno sforzo di creatività che fa di Auster un deus ex machina in grado guidare per mano i quattro Archie, e con loro il lettore, nel labirinto delle loro vite che procedono simultanee, senza perdere la strada.

 

In quell’attimo di silenzio che resta dopo aver chiuso l’ultima pagina di 4,3,2,1, quando tutti i cerchi si sono chiusi e quello che resta è l’eco di una sinfonia perfetta, fa impressione pensare allo sforzo immenso compiuto da Auster per imbrigliare i rivoli del destino e trasformarli in melodia.

 

 

 


TITOLO ORIGINALE: 4,3,2,1

AUTORE: Paul Auster

EDITORE: Einaudi

ANNO: 2017

PAGINE: 944

PREZZO: 25 (per chi mastica l‘inglese, la versione in lingua originale, editore Picador, si trova a soli 9.90!)

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