Il richiamo prepotente della musica: quattro chiacchiere con Federica Infante

"La mia infanzia e la mia adolescenza hanno sempre avuto la musica di sottofondo che mi chiamava, a volte prepotentemente"

 

 

A pochi giorni dall'uscita del suo nuovo singolo, "Non importa", abbiamo fatto quattro chiacchiere con Federica Infante, che ci ha raccontato qualcosa in più sulla sua vita, sui retroscena dei suoi testi e sul suo profondo, viscerale, rapporto con la musica.

 

 

 

 

Sappiamo che la musica ha sempre fatto parte della tua vita sin da piccolissima e che è stato un po’ il tuo primo amore. Quali sono i tuoi veri primi inizi da musicista e cantautrice?

La mia infanzia e la mia adolescenza hanno sempre avuto la musica di sottofondo che mi chiamava, a volte prepotentemente, mentre ero “distratta” dallo sport e gli impegni di scuola, ho sempre suonato, cantato. Ho imparato da autodidatta a suonare chitarra e pianoforte (tornassi indietro studierei e tanto), ma ero troppo irrequieta. A 15 anni ho iniziato a studiare canto e ad approcciarmi alla mia voce in modo più intimo ed ho capito che questa emozione che sentivo era la mia chiave di lettura e l’unico modo in cui riuscivo ad esprimermi liberamente, chiaramente, serenamente!

 

 

Hai fatto parte di una band prima ancora di sfondare da solista nel panorama musicale, come mai questa scelta coraggiosa?

Avere una band era sempre stato il mio sogno. Ho suonato per qualche anno con con la band, ma poi ho sentito che non era il genere che mi calzava a pennello, la mia voce aveva bisogno di strade più calde e morbide, avevo bisogno di esprimermi meglio e più liberamente. Così, dopo qualche anno dallo scioglimento, e dopo un periodo non felice della mia vita, mi sono ritrovata scrivendomi, raccontandomi, ho buttato fuori tutto... e così è nato questo progetto che ha richiesto molto fatica e adesso dopo tanto tempo mi sento di nuovo serena e me stessa!

 

 

Oltre alla musica,  il Musical "Il Re Leone". Come ricordi questa esperienza?

Il musical è stata un’ancora di salvezza. La chiamata nel cast è arrivata quando, sconfortata e smarrita, in un periodo difficile a casa, ero spenta e non cantavo più. Mi sono ritrovata insieme a persone meravigliose, artisti puri e genuini uniti per realizzare uno spettacolo gigantesco: bellissimo. Io ero la cantante solista del pezzo iniziale (Il cerchio della vita) e soprano nel coro e quando senti le voci di 20 persone che si armonizzano perfettamente è un brivido che non si può spiegare...bisogna provarlo! Ricordo di essermi commossa molte volte; anche se sono una cantante solista, nella vita ho sempre amato molto la “squadra” (sicuramente il mio passato sportivo ha lasciato un’impronta importante) e vedere tutte queste persone, dagli artisti ai tecnici, lavorare insieme era per me motivo di orgoglio farne parte. La mia ancora di salvezza perché ero con loro nel periodo in cui è mancata mia mamma e tutti mi hanno consolata silenziosamente in un grande abbraccio che mi ha sorretto finché non ho avuto la forza di camminare di nuovo da sola. Non penso di aver mai detto queste cose al cast...sono felice di farlo ora!

 

 

Il singolo NON IMPORTA ha sancito una grande vittoria al CONCORSO NAZIONALE CANTO MODERNO PIACENZA, vincendo addirittura il 1°premio miglior interprete e 1°premio “miglior brano inedito” nel 2013. Cosa è cambiato da allora?

Penso sia comune a molti autori, ma quando ho iniziato a scrivere ero insicura delle mie composizioni. Cresciuta ascoltando grandi cantautori come Pino Daniele, De Gregori, Dalla...non mi sentivo all’altezza. Ho partecipato con timore ed ho presentato per la prima volta assoluta un mio brano scritto testo e musica da me. Un brano però a cui tenevo molto, scritto per mia madre, e forse è stata lei che mi ha dato lo slancio. La vittoria mi ha spiazzata, non me lo aspettavo, e mi ha dato coraggio. Ho continuato a scrivere e lentamente sono nati i brani contenuti nel mio disco, che si intitola proprio come questo brano: Non importa!

 

 

Il brano non è un semplice brano, ma è una confessione profonda, da te descritto come la ricerca di "un perdono che non arriverà mai, il tormento del rimpianto". Raccontaci qualcosa in più del singolo e di cosa significa per te…

Quando sei piccola la mamma è “solo” mamma...poi nell'adolescenza ci sono scontri per affermare la propria personalità, poi cresci e, dopo una fase di indipendenza, inizi a capire che la mamma è una donna come te, inizi a capire ed a comprenderne le fragilità, i sogni perduti, i sacrifici di una vita, la forza, il coraggio, gli insegnamenti. Mia mamma mi è scivolata dalle mani proprio mente iniziavo a capire, prima che potessi coccolarla, viziarla, dirle grazie! Ora tutto questo per me è un rimpianto eterno, inconsolabile. Un giorno davanti lo specchio mi è sembrato di vederla dietro di me con uno sguardo come a dirmi “non importa”, ma questo perdono non penso me lo concederò mai.

 

 

Il video del singolo, uscito il 23 Marzo con la regia di Niccolò Savinelli e con la fantastica interpretazione di Sara Gannatiempo, sembra essere un ensemble perfetto tra canto e danza, tra movimento e voce. Come è nata questa idea?

Mentre scrivevo il testo ho immaginato subito il video: in teatro e con una ballerina ed ho pensato subito a Sara, mia compagna delle elementari che non vedevo praticamente da allora, ballerina e coreografa internazionale, che da giovanissima si è trasferita all’estero ed ha ballato nelle più prestigiose compagnie. Timidamente le ho scritto su Facebook e lei ha accettato con grande slancio, ha seguito tutto il percorso di questo brano, ed il video è stato realizzato ben 5 anni dopo dalla mia prima mail. Sara è prima di tutto una persona straordinaria, con una rara sensibilità, e quando balla il suo cuore e la sua arte elevano a potenza le sue emozioni. Ha interpretato "Non importa" come se l'avesse scritto lei; vederla ballare il giorno delle riprese è stato all’inizio quasi una pugnalata al cuore: un’emozione indescrivibile! Non le dirò mai abbastanza quanto abbia significato per me la sua interpretazione, un grande regalo. Pensarci sui banchi di scuola piccolissime e ritrovarci lì dopo più di 20 anni con la nostra arte, donne con gli stessi occhi, sempre sognatrici ma con qualche cicatrice in più, è stato semplicemente magico. A pari modo Niccoló, che è anche produttore e arrangiatore del brano, non solo ha espresso magistralmente e con grande talento il brano musicale, ma con passione ed entusiasmo ha girato e montato questo video, cogliendo e risaltando tutte le emozioni. Niccoló è un artista eccezionale, sono stata fortunata ad averlo al mio fianco in tutto questo progetto!

 

 

Sono otto i brani del tuo nuovo album, due dei quali in inglese. Oltre a Non Importa, qual'è il brano a cui tieni maggiormente?

Eh questa è una domanda difficile perchè tutte le canzoni raccontano qualcosa di me, tutte rappresentano un percorso emotivo importante, quindi non saprei scegliere. Sicuramente però “Fede”, ultimo brano nel cd, è un pezzo a cui tengo particolarmente. Scritto in un momento di riflessione, ero arrabbiata per tutti i consigli non richiesti che ho ricevuto nella vita e che hanno un po’ influenzato il mio modo d’essere. Penso sia sbagliato dispensare consigli e che ognuno debba sentirsi libero di essere com’è perché tanto, in un modo o nell’altro, non andremo mai bene a tutti, allora tanto vale essere se stessi. Avevo scritto questo brano immaginando di essere di fronte a me stessa, poi l’ho accantonato e lasciato a metà. Anni dopo, mia sorella mi ha detto che sarei diventata zia e che avrebbe chiamato suo figlio come me: Federico. Riascoltando quel pezzo mi sono commossa molto pensando a lui , trasferendogli un messaggio di forza. Ascoltare questa canzone mi consola, è come se fosse la fine di un pezzo della mia vita.

 

 

 

 

..il libro sul tuo comodino?

Ne ho troppi iniziati e non finiti! Il libro che ho amato di più fino ad oggi è “Niente di vero tranne gli occhi” di Giorgio Faletti.

 

 

Quale è la canzone che canticchi nella tua testa?

in questo momento “Alleria” di Pino Daniele.

 

 

Ed infine.... il tuo film preferito?

Nuovo Cinema Paradiso. La colonna sonora di Morricone, la prima volta che l’ho visto, mi ha rapita !

 

 

Un grande in bocca al lupo a Federica Infante!

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