Quando ci si innamora di un libro: Crepuscolo di Kent Haruf

Qualche volta capita di innamorarsi di un libro. A me è successo di recente, con Crepuscolo di Kent Haruf. Forse è proprio per questo che faccio tanta difficoltà a riordinare le idee, distillare i sentimenti, mettere da parte i sentimentalismi e buttare giù su questo foglio qualcosina di coerente.

 

 

 

 

Perché è proprio come in una storia d’amore. Ogni tanto mi ritrovo con la testa tra le nuvole a pensare a Holt: una piccola contea fuori dal tempo e dallo spazio, persa da qualche parte in un Colorado appena evocato, come dipinto con tratti sfumati di colori ad acqua; una dimenticata provincia Americana dai contorni eterei e indefiniti eppure allo stesso tempo così vividi nella memoria, da far venire quasi il dubbio di esserci già stati diverse volte in sogno o magari in vacanza, da bambini.

 

Mi ritrovo a pensare con un misto di nostalgia e tenerezza ai personaggi che, con una delicatezza e un’attenzione commoventi, Kent Haruf fa muovere per le strade di un luogo che forse neanche esiste nelle cartine geografiche, a quelle vite che ho sentito pulsare nelle fattorie, nelle casette dei sobborghi dietro alla stazione, nelle roulotte della città.

 

E, come in un amore che è finito troppo presto, uno di quelli che non ha avuto tempo di svelarsi fino in fondo, penso che avrei dovuto prestare più attenzione, immergermi più lentamente nella luce soffusa che sembra abbracciare ogni cosa a Holt e assorbire meglio i dettagli di ognuna delle storie tracciate, che con parsimonia lo scrittore ci affida.

 

Avrei voluto guardare con più cura attraverso lo spiraglio aperto sulla vita dei fratelli McPheron, dalle mani callose e dal cuore delicato, trascorrere più tempo nella loro fattoria, tra tori e cavalli, e leggere con più attenzione le loro rughe scavate dal sole e dal vento e i loro animi semplici e nobili. Avrei voluto conoscere meglio il passato di Victoria Roubideaux, che in quella fattoria, accolta quando era sola e incinta, ha portato la luce e ora è alla ricerca della sua strada.

 

 

Avrei voluto passare più tempo con DJ, il giovane orfano silenzioso e operoso, che si prende cura di un nonno che è tutta la sua famiglia, vegliando su di lui con ferma e commovente ostinazione; e giocare con lui insieme a Dena, figlia della vicina di casa, che cresce affrontando con la sua saggezza di bambina difficoltà troppo grandi per lei.
Avrei voluto abbracciare forte Joy Rae e Richie, che vivono in una roulotte malmessa insieme ai genitori che non sanno proteggerli e piangere di impotenza e rabbia insieme a Rose Tyler, l’attenta assistente sociale a cui sono affidati.

 

Tutti personaggi a loro modo abbandonati, che sarebbero legittimati a lasciarsi andare e piangere nella loro solitudine, eppure costantemente impegnati, con solidarietà e speranza, a crescere e superare le ombre del crepuscolo in cui vivono, verso una nuova alba.

 

Mi ritrovo a pensare a tutti loro, come amici da cui tornare, per vedere come stanno, come crescono, in che direzione viaggiano, e ad Holt come un porto sicuro in cui riposare, anche se non sembra esserci niente di sicuro in questa piccola contea del Colorado che, come tutti i porti, è luogo di attracco ma anche di partenze.

 

Eppure Kent Haruf non concede niente più che pochi tocchi, precisi e delicati, che fanno di Crepuscolo un libro evocativo e incantevole.

 

La parsimonia nelle parole, misurate e asciutte, che pure aprono prospettive inaspettate. Le descrizioni di persone e luoghi appena accennate, eppure così evocative da dare l’impressione di aver calcato le vie di Holt almeno una volta nella vita e di aver stretto la mano alla maggior parte dei suoi cittadini.

 

Pressoché nessuna digressione introspettiva: sono le azioni dei personaggi, i loro gesti, le loro parole ad aprire scorci improvvisi e profondi su sentimenti taciuti, sconosciuti, spesso nuovi e maneggiati con la delicatezza maldestra di chi li conosce per la prima volta, dando corpo ad uno dei romanzi più commoventi che mi è capitato di leggere negli ultimi anni.

 

Insomma, se mai vi capitasse di intercettare la contea di Holt, in Colorado, sulla cartina degli Stati Uniti fate un fischio; nel frattempo, se potete, leggete Crepuscolo.

 

 


 

 

TITOLO ORIGINALE: Eventide

 

AUTORE: Kent Haruf

 

EDITORE: NN Editore

 

ANNO: 2004

 

PAGINE: 315

 

PREZZO: 18

 

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