Al Castellana: la pura voce del soul – Intervista

Una voce che viene dalla strada, con l'America nel cuore, in Italia ha dato tanto con il suo sconfinato talento. Al Castellana è il Soul, il Funky, è il ghetto, che si confonde con il resto per continuare a creare, cantare senza imposizioni o derive che lo potrebbero deviare e far perdere. La sua anima tormentata gli dà quella voce che si infrange dando colore. Al è un esecutore perfetto della musica nera, è un cultore delle radici soul e funky di oltre oceano, e continua a dargli vita grazie ai suoi lavori; in lui si possono risentire i grandi del passato. Una voce così ritmata e piena di groove, che a sentirla ti libera come quando ti togli le scarpe e corri a piedi nudi su un prato.

 

 

 

 

 

L'ultimo singolo di Al è Play On, la senti e pensi di stare a Los Angeles: è tarda sera, la strada è pronta, si comincia a riempire, le luci sono mezze sfocate, come quelle sere maledette fatte per giocare. L'interruttore è acceso, l'atmosfera si scalda subito grazie a questo canto proveniente dai bassi fondi, ma tranquilli il gioco continuerà nei vicoli patinati.

 

 

 

 

 

 

E' bello poter parlare con un grande artista di nicchia - e non è una parolaccia, ma un'etichetta di qualità. In questi tempi di sovraesposizioni, la nicchia significa infatti che hai un identità ben precisa, un' idea costante, quel fuoco che ti arde dentro, come nel fantomatico ghetto. La musica di Al ti libera ti assolve e rilassa nello stesso tempo, se questo è essere di nicchia lasciateci stare e tranquilli che noi continuiamo a cantare.

 

 

Ecco a voi un'accattivante intervista con  "L'apostolo del soul", Mister Al Castellana:

 

 

1) Al cosa pensi della scena Hip Hop italiana di oggi? (Visto che tu hai contribuito alla crescita del genere nel nostro paese)

 

A dire la verità sono all'oscuro degli sviluppi della cosiddetta "Scena" ormai da una decina d'anni, ogni tanto scopro con piacere che qualche artista dei miei tempi propone un nuovo lavoro, ma non saprei dirti altro ..non è snobismo o fastidio, sono concentrato sui miei progetti, sulla mia musica e sull'ascolto di generi musicali che ho sempre amato e che mi danno da vivere da sempre.

 

 

2) Da produttore, che cosa c'è ancora da dire nel rap, soul e r&b di non detto?

 

Se intendi in Italia allora ti dico che non lo so; io mi rivolgo da anni ad un uditorio attento e preparato, una grande nicchia di estimatori che va dall' Uk al Giappone passando dall'America Latina. Scrivo e canto in inglese ed ho smesso di crucciarmi e prodigarmi nel mio piccolo affinchè la buona musica rimanga viva anche da noi. In generale ti dico che la musica Soul nel mondo si rivolge ormai ad un pubblico adulto e musicalmente "Educato" e che il cosiddetto Neo Soul ha in qualche modo risollevato le sorti di un genere che stava scomparendo al grande pubblico e riducendosi a materia per estimatori nostalgici, più o meno quello che è successo al Funk.

 

 

3)  Ci sono tuoi nuovi progetti alle porte?

 

 

Sto lavorando al nuovo album che uscirà a settembre/ottobre, con il precedente mi sono preso delle soddisfazioni talmente grandi all'estero "che potrebbe bastare così", ma io non so fare altro che questo e di mettermi a lavorare alla mia età, non se ne parla.

 

 

4)  Quali sono gli artisti a cui ti sei ispirato e con i quali sei cresciuto?

 

 

Tantissimi… ma direi su tutti Marvin Gaye e Donny Hathaway

 

 

5) Cosa pensi della Trap?

 

 

La sento tutti i giorni.. Sotto la mia finestra un gruppo di 13enni la suona a tutto volume, ma io sono tollerante e ho il cuore giovane, lascio fare, solo che non riesco a capire se sono artisti diversi o uno solo. Maledetto autotune!

 

 

6) Ci parli del brano Play On?

 

 

Un brano che riassume la mia filosofia musicale e il mio grande amore per i generi musicali che mi hanno ispirato. Il titolo è significativo, il giorno che qualcuno mi dirà "Suoniamo" ed io non ne avrò voglia, allorà intraprenderò la mia nuova carriera di giocatore professionista di briscola e tresette; credo non succederà mai.. quindi "Play on"!

 

 

7) In Play On c'è tutta la cultura americana e le sue sfumature, mi ha ricordato molto alcuni brani di Isaac Hayes.

 

 

È proprio così, ho sempre adorato le grandi orchestrazioni e i grandi arrangiamenti del Maestro e nel mio piccolo ho cercato di proporre un brano con quel sapore, aggiungendo un po' di "Savor Latino" e tanta simpatia..

 

 

8) Hai collaborato con molti artisti di spicco, chi ti ha colpito di più e chi ti ha lasciato qualcosa?

 

Tutti in egual modo, da tutti ho imparato e per tutti ho dato il meglio che potevo, anima e cuore, l'unico modo che conosco…Blessings!

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