Nella notte buia dell’anima una luce: “Le tre del mattino” di Carofiglio

"Le tre del mattino" di Gianrico Carofiglio è uno di quei libri che ti siedi un attimo a leggere in un pomeriggio ozioso e quando ti alzi ti rendi conto che il sole è già tramontato, le ore sono passate e gli occhi, insaziabili, hanno divorato pagine e pagine senza troppo accusare il colpo della scorpacciata.

 

 

 

Parole limpide da bere come acqua fresca; personaggi intensi, ma mai stucchevoli; una trama invitante e corposa, ambientata in una Marsiglia di cui resta nel naso il profumo di vino e mare; non un semplice sfondo, ma anch’essa protagonista, con i suoi ristoratori accoglienti e i visi loschi che popolano i suoi vicoli bui, le spiagge nascoste e i quartieri malfamati del porto.

 

Carofiglio indaga con occhio e acume le ombre e le lacune del rapporto di un padre ed un figlio ormai adulti ma pressoché sconosciuti l’uno all’altro, che una serie inaspettata di eventi porta a (ri)conoscersi e (ri)scoprirsi durante un estenuante viaggio senza pause né sonno, azzardando un passo oltre i confini psicologici e fisici della resistenza umana e avventurandosi al di là dei confini geografici della propria terra.

 

Un viaggio che si trasforma in un pretesto per confrontarsi senza maschere né armature in territorio neutrale.

 

 

Padre e figlio si trovano ad esplorare quasi per caso le strade di una città straniera, allo stesso tempo decadente ed affascinante, ambigua ed attraente, lungo vie che, come arterie, sembrano condurre al suo cuore e alla sua anima, ma inaspettatamente li portano a sbirciare, reciprocamente, la propria di anima e li avvicinano vertiginosamente a toccare l’uno il cuore dell’altro.

 

Le maschere cadono, le resistenze cedono, le inibizioni si affievoliscono e le lingue si sciolgono nel corso di due giorni e due notti febbricitanti e senza sonno.

 

Le anime di padre e figlio sembrano spogliarsi, prima timide e diffidenti poi sempre più spudorate, per mostrarsi l’una all’altra, nude, nelle loro debolezze, nei loro risentimenti, nei loro vizi e nelle loro inaspettate convergenze.

 

Fuori dalla sua safe zone, lasciato a riposo Guido Guerrieri e accantonati per un attimo i suoi saggi, Carofiglio non fa rimpiangere il ritmo dei suoi gialli, cadenzato e suadente, né quella lingua bella e chiara con cui scrive di politica e giustizia.

 

 

La trama accelera, vorticosa, prendendo velocità nei viottoli malfamati di Marsiglia durante le due notti infinite e trascina con sé il lettore, seguendo le piste di un giallo senza assassini né morti ammazzati.

 

La prosa è limpida, piacevole ma mai superficiale, col merito di rendere, con la chiarezza di un saggio, le complesse dinamiche e l’intricato groviglio di sentimenti che avvincono un padre e un figlio cresciuti insieme eppure lontani.

 

Aspira ad essere un libro erudito Le tre del mattino e Carofiglio non ne fa mistero, con i suoi costanti rimandi ad altre dimensioni artistiche e culturali: un titolo rubato ad un verso di un romanzo di Francis Scott Fitzgerald (“Nella vera notte buia dell’anima sono sempre le tre del mattino”); una scrupolosa attenzione per le parole e la loro etimologia; la mente matematica e geniale dei protagonisti; la musica jazz come colonna sonora delle loro vite.

 

Come da abitudine, Carofiglio indugia su dettagli ricercati dando profondità alla prosa e respiro ai personaggi, riuscendo a non appesantire la trama e a non sconfinare nel gusto del puro sfoggio d’erudizione.

 

Un libro intenso da leggere tutto d’un fiato, senza tregua e senza riposo, lasciandosi trasportare insieme ai suoi protagonisti, compiendo insieme a loro un passo oltre i propri limiti, dove le anime non arrossiscono a mostrarsi nude.

 

 

 


 

 

TITOLO ORIGINALE: Le tre del mattino

 

AUTORE: Gianrico Carofiglio

 

EDITORE: Einaudi

 

ANNO: 2017

 

PAGINE: 176

 

PREZZO: 16,50

 

CONSIGLIATO A: instancabili viaggiatori notturni

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestmail