Nel nome di Sharon

La femme fatale per eccellenza, forse proprio per lei è stato creato il termine. Sharon Stone è sempre stata schiacciata dalla sua bellezza e come perseguitata, angosciata, punita dalla vita. Il suo non arrendersi ad essere considerata solo "bella" ed  il suo non scendere a compromessi per essere una vera donna, l'ha portata a non avere grandi ruoli. Lei non è solo una bionda vuota, è di più: una donna bella, che sembra a volte come la Madonna, irraggiungibile.

 

 

 

 

Sharon ha sofferto come le altre donne, sì nel benessere, ma forse con ancora maggior dolore vista la sua posizione. Un incidente, sulla famosa Sunset Boulevard, l'ha paralizzata per mesi allontanandola dalle scene proprio nel pieno della sua carriera. Appena si è ripresa non si è però lasciata scoraggiare, ma si è rimboccata le maniche e si è buttata nel lavoro, in un film che non era un successo atteso ma una scommessa: Basic Instinct. Sharon ha trasformato un film normale, nel re dei film della provocazione. Sexy, ma elegante, eccelsa in un vedo non vedo mozzafiato - apprezzato anche dalle donne - un gesto provocatorio da far svenire ogni uomo; Sharon diventa simbolo del potere delle donne, insegna loro che bellezza deve essere un di più, non un di meno o una scorciatoia. La Stone provoca usando a suo favore ciò che aveva sempre contestato, con "l'apparire solo perchè son bella", e lo fa con tale classe da entrare nell'immaginario collettivo di ogni genere di appartenenza sociale.

 

 

 

 

Gli anni 90 erano lei, sono stati lei, e tutti avrebbero voluto lei per una notte, una squallida e bollente notte.

Ecco ancora il dramma di quel fardello non voluto, di quella disperazione e tristezza intrinseca nel successo. Nel 2001 il dramma vero: un aneurisma fulminante le voleva togliere la vita a soli 43 anni, tutti pensarono è finita. No, Sharon è rinata anche quella volta, apparentemente più giovane, di certo più colpita, ma come scolpita dal dramma, che a volte rende chi è baciato dalla luna ancor più splendente di prima. Nel 2004 la Stone è travolta da un infarto, ma adesso la strada della sofferenza la conosce, non la scalfisce più di tanto.

 

L'attrice è diventata una delle consulenti e sostenitrici di Hillary Clinton, è diventata icona della lotta per i diretti gay e per quelli delle donne: lotta per tutti. Ora la provocante Sharon è solo un ricordo, l'attrice è oggi considerata una filantropa nel suo paese e ad Hollywood. Forse a volte levarsi le mutande non vuol dire vendersi, ma se il gesto è fatto con classe e fierezza di essere donna può portare a diventare icona delle donne e non solo un'altra bionda da portare a letto.

 

 

Sharon ha da poco compiuto sessant'anni, anche se sembra quasi una bestemmia accostarli a lei. Adesso la Stone sa chi è, ha raggiunto i propri intenti, ha costruito la propria consapevolezza, ha trovato il suo posto, meritatissimo - anche solo per quello che ha vissuto. Non si sente più sporca ed è ancora la più bella. Ricordati Sharon che sei e resterai sempre stupenda!

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