Eduardo De Felice “è così”: intervista ad un cantautore nostalgico

Classe 1981, il sole del sud Italia sul volto ed un pizzico di nostalgia nel cuore: Eduardo De Felice "è così". 

 

 

Cresciuto con i dischi di Battisti e dei grandi cantautori degli anni '70-'80, Eduardo si avvicina alla musica da piccolissimo: a soli 12 anni il pianoforte è già il suo migliore amico. Il suo cammino nel mondo musicale è appena iniziato e lui non ne è ancora consapevole.

 

 

Lo scorso 18 maggio è uscito "È così", il suo nuovo progetto, un album che coniuga il suo amore per il passato, per l'introspezione, per l'indagine dell'animo umano, e melodie moderne ed orecchiabili.

 

 

 

 

Abbiamo incontrato Eduardo e abbiamo fatto quattro chiacchiere per conoscerlo meglio e per scoprire qualcosa in più sul suo nuovo album, sulla sua musica.

 

 

Ciao Eduardo, presentati!

 

Ciao a tutti, mi chiamo Eduardo De Felice, sono nato a Napoli e ho una grande passione per la musica, che mi porta non solo ad ascoltarla, ma anche a provare ad esprimermi attraverso di essa.

 

 

Cosa ti lega agli anni ‘70 -‘80?

 

Essendo nato nel 1981, non è un'epoca che ho potuto vivere pienamente ma, oltre che dai tanti ricordi di infanzia e dell’adolescenza, credo di esserci legato da un filo invisibile di magia che mi ha sempre affascinato dal punto di vista culturale, sociale ed artistico. E credo di non essere l’unico a riconoscere che sia stata un’epoca d’oro, visto che ancora oggi se ne parla, si ascolta la musica di quel tempo e molto spesso se ne trae anche ispirazione.

 

 

La tua terra, la Campania, è presente nei tuoi brani? Li influenza?

 

Io sono legatissimo alla mia terra e sicuramente influenza la mia scrittura. Nella città in cui vivo, Napoli, in modo particolare si respira arte e musica ovunque.

 

 

Troviamo contaminazioni di elettronica nei tuoi brani. Come mai questa scelta?

 

E' un genere che mi ha sempre affascinato. Non sempre deve essere il testo o la melodia di una canzone a creare emozioni, ma anche la scelta di certi suoni che, con la giusta combinazione, fanno letteralmente viaggiare. E l’idea di utilizzare questi suoni su un brano che altrimenti sarebbe “acustico”, è una cosa che mi è sempre piaciuta. Poi non dimentichiamo che sono cresciuto con i dischi di Battisti e già da bambino venivo rapito dai suoni e dalle atmosfere di album come "Anima latina". Spostandoci più verso il presente invece ammiro molto Riccardo Sinigallia.

 

 

 

 

 

“È così” parla, tra l’altro, di rimpianti. Tu che ne pensi, meglio un rimorso o un rimpianto?

 

Direi che è sempre meglio un rimorso, almeno c'è stato comunque un qualcosa di vissuto.

 

 

Cosa definisce maggiormente il tuo presente: il tuo passato o il tuo futuro?

 

Sono tendenzialmente una persona nostalgica, in fondo il mio presente altro non è che la conseguenza del mio passato...poi al futuro guardo sicuramente, ma qualche volta girandomi  indietro.

 

 

Nei tuoi brani ricorre l’amore a prima vista. L’hai mai sperimentato in prima persona?

 

L'amore è un concetto così complicato, su cui si possono fare infinite riflessioni, ma al tempo stesso è la cosa più semplice e naturale che ci sia. Esiste in tante sfaccettature, ma più che di amore a prima vista parlerei di interesse a prima vista. Interesse che qualche volta può sfociare in un sentimento vero ed importante ed altre volte può essere invece un semplice fuoco di paglia. Di sicuro è insito nell’essere umano questo facile entusiasmo per la novità, la voglia di scoperta, il fascino dell’ignoto ed in questo senso “Acqua torbida” è la canzone all’interno del disco che più esprime questo concetto.

 

 

Chi è il cantautore a cui ti ispiri maggiormente?

 

Se mi parli di cantautori ti dico Lucio Dalla e Niccolò Fabi, ma solo perché Battisti non si può definire un cantautore. (ride)

 

 

Il libro sul tuo comodino?

 

Era lì, vorrei sapere dov’è finito...

 

 

La canzone nella tua testa?

 

Le canzoni preferite sono tante e cambiano a seconda degli stati d'animo. In questo preciso istante ti dico “The Cinema Show” dei Genesis, ma già tra un paio d’ore potrei cambiare idea!

 

 

Il tuo film preferito?

 

Vale lo stesso discorso fatto per la canzone, in questo momento ti dico “The Butterfly Effect”.

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