Amanda Fagiani: vita ed arte per essere Eroi

Eroi – Atelier Residenziale di Teatro è un workshop di teatro, ma non solo.

 

 

Dal 22 al 29 luglio i partecipanti a questa iniziativa avranno infatti la possibilità di indossare una nuova pelle - una "veste sperimentale" - di indagare la vita, di esplorare se stessi ed il mondo.

 

 

Eroi è accoglienza, scoperta; eroi è aprire le barriere ed i confini - "Open the borders" - sperando di arrivare, attraverso l'arte, giù nel profondo della nostra anima ed al contempo fuori, per cogliere e raccogliere frammenti d'anima degli altri che ci circondano.

 

 

 

 

"Il Workshop residenziale di teatro con spettacolo finale è rivolto ad attori, allievi attori e a chiunque sia curioso, attratto e pronto ad incontrare il teatro - raccontano gli organizzatori - Si lavorerà per condividere una metodologia di ricerca, proponendo un percorso approfondito e accurato sull’arte del dialogo fisico, trans-fisico, verbale, cercando la “vita” nascosta tra le battute dei personaggi in scena e un modo universale di esprimerle. Si cercherà di allenare ed affinare gli strumenti indispensabili allo Stare quanto all’Essere in scena, per affrontare concetti fondanti della preparazione dell’attore e dell’attrice".

 

 

"Eroi" si svolgerà a Mendatica (un villaggio immerso nella natura, nel cuore del Parco delle Alpi Liguri) e sarà condotto da Carlo Terzo (La Compagnia Dei Fuocolieri) e Amanda Fagiani (ACT – ArtiColazioniTeatro).

 

 


 

 

 

Abbiamo incontrato Amanda e abbiamo chiacchierato con lei per scoprire qualcosa in più sulla sua arte, sulla sua vita e su "Eroi".

 

 

1 Obiettivo del workshop è “Costruire un gruppo di attori poliedrici, capaci di indossare la 'veste sperimentale', sia sul breve che sul lungo tempo” – cosa intendete per “veste sperimentale” e quanto ritenete che essa sia importante per un attore?

La "veste sperimentale" è la base della ricerca per un attore, per un artista. E' possedere l'attitudine del saper osservare se stessi e gli altri. Nutrirsi di piccole e grandi esperienze ed assorbirle nella pelle, comprenderle organicamente e farle proprie per costruire, crescere, per creare. La nostra veste sperimentale di Eroi è fatta di espressione corporea aldilà del linguaggio conosciuto. Ricercheremo e indagheremo per trovare il verbo primitivo: gesti, versi, suoni, che si trasformeranno in un linguaggio universale, di tutti, per tutti. Il messaggio che vogliamo portare è di apertura, accoglienza, "andare verso", andare verso la diversità per apprendere, per confrontarsi, evolversi, per crescere. Utilizzeremo le tecniche del teatro verità di Stanislavskij e Grotowski, teatro fisico, improvvisazione, voce, accompagnando la ricerca all'utilizzo dell'elemento del fuoco. I più audaci potranno imparare a conoscerlo, a domarlo, a giocarci. Il fuoco come elemento di luce, di forza, di vita.

 

 

2 Mai quanto in questi giorni il messaggio che lanciate, “Open the borders”, è in controtendenza. Possiamo davvero sperare di aprire i confini e vivere “con dignità e spirito di pacificazione”?

L'arte ha il potere di arrivare alle persone con messaggi che partono dall'anima dell'artista, non con linguaggi convenzionali, politicizzati, ma attraverso una direzione umana. "Open the borders" è il dardo che rilanciamo con "Eroi" facendo luce sulle possibilità da cui diversamente questa società di oggi vuole estraniarsi. Chi siamo, chi vogliamo essere, chi possiamo essere, ricordando gli antipodi della storia umana, l'uomo primitivo che per la prima volta traccia la sua impronta sulla terra, l'impronta della sua mano. Questa è definita da Joseph Boyd, la prima opera d'arte dell'uomo, perchè segna l'inizio dell'esistenza. E' esattamente da lì che dobbiamo partire, è esattamente da lì che parte il linguaggio universale, è esattamente da lì che parte questo messaggio di pacificazione.

 

 

3 Che differenza c’è tra Stare ed Essere in scena e come un attore può imparare a farlo?

Stare ed Essere in scena significa essere nel "qui ed ora", presenti, pronti a ricevere e a dare. Avere la consapevolezza di "me" in scena, pronto a reagire, ad agire, significa presenza; significa scegliere di portare la vita, non un'imitazione; significa farmi contenitore pronto a ricevere per riempirmi delle esperienze che il mio personaggio mi porterà a conoscere; significa essere generoso e voler portare questa esperienza anche a chi mi ascolta, attraverso me.

 

 

4 Cosa è il teatro e quanto è importante al giorno d’oggi?

Il teatro unisce le arti, crea qualcosa di fisico (attraverso il corpo) e transfisico (attraverso l'anima), chiude il cerchio di una comunicazione spesso denigrata. Penso sia un luogo ed un modo per potersi esprimere, andare in profondità e ritrovarsi. Il teatro è per me un'occasione importantissima per comunicare attraverso l'arte, un'opportunità per conoscere meglio me stessa e gli altri. L'attore ha la possibilità di vivere molte vite ed attraverso esse scopre se stesso. Sul palcoscenico avviene una fusione tra l'Io ed il personaggio, che reciprocamente si scambiano e cambiano. Anche i personaggi più conosciuti non sono mai gli stessi, cambiano forma ogni volta, è l'attore ad animarli ed a renderli unicamente suoi. 

 

 

5 Ci racconti qualcosa di te?

Il mio percorso inizia all'Accademia di Brera, dove mi sono laureata con lode in Belle Arti. Sentivo però di aver bisogno d'altro. Durante il mio ultimo anno in Accademia, avevo frequentato per sei mesi il D.AMU di Praga (Accademy of Performing Arts), con il progetto Erasmus, ed una volta laureata ho deciso di concretizzare il mio percorso. Qualche mese dopo ho fatto il provino per la scuola triennale “Il Laboratorio dell'Attore” del Maestro argentino Raul Manso. Partita da Stanislavskij e Grotowski, il mio approccio è mutato, mi sono avvicinata al cinema ed a Strasberg: ogni giorno ero (e sono) in crescita. Qualche tempo dopo ho iniziato a mettermi alla prova in scena e sono stata scritturata per 3 anni nella compagnia teatrale itinerante “Il Carro di Tespi” – Milano, con la quale ho avuto modo di interpretare ruoli vari da protagonista e co-protagonista tratti dai grandi classici.  Nel 2014 ho fondato ACT ArtiColazioniTeatro ed ho prodotto e messo in scena gli spettacoli: “Il Signor Nessuno”  e “La Pelle della Guerra – Frammenti di Amore e Libertà”. Successivamente ho preso parte a "Twisted Path" - una produzione americana con un direttore della fotografia d'eccezione: Oden Roberts. Quando mi sono trasferita ad Imperia, mi sono avvicinata all'insegnamento ed ho ideato la rassegna "L’arte nutriente" al Teatro Salvini di Pieve di Teco. Dal 2018 ho iniziato una collaborazione con il celebre e pluripremiato autore Giuseppe della Misericordia. Questa estate sono in programma brevi monologhi e dialoghi al femminile. Per il 2019 è previsto il debutto di un monologo, scritto da Della Misericordia. 

 

 


 

 

Amanda ed il suo collega, Carlo Terzo, vi aspettano dunque dal 22 al 29 Luglio a Mendatica per il loro "laboratorio residenziale, una vacanza-studio, di ricerca e sperimentazione teatrale, in cui lavoreremo sul sincretismo sensoriale, il contatto, la ricerca dell’empatia e la capacità di specchiarsi e riconoscersi nell’altro da sé, come possibilità rinnovata di conoscenza e creazione autocosciente di sé. Queste le basi su cui poggeranno esercizi d’improvvisazione singoli e collettivi, che hanno come obiettivo centrale lo studio della relazione tra individuo e se stesso, tra individuo e individuo; tra individuo e gruppo. Su questo aspetto si insisterà molto perché è parte imprescindibile del pensare e considerare il Teatro, come qualcosa che si opera insieme, dove “gli altri con/per me/noi”, sono il motivo fondante dell’Essere in scena, anche con gli spettatori".

 

 

Il numero massimo dei partecipanti è 20 (dai 18 anni in su) e sono in programma tre messe in scena (tra il 28 ed il 29 luglio).

 

 

 

Programma: 

 

 

TRAINING:

 

Allenamento specifico: respirazione, corpo/corpi nello spazio, senso corale, impulsi, intenzione, equilibrio, esecuzione, training psicomotorio, ricerca di una grammatica corporea basata su principi universali del movimento

Voce: respirazione, risonanza, articolazione interna ed esterna
5 sensi: attenzione e percezione sensoriale, immaginazione, memoria sensoriale, senti/mentale ed emotiva
Rilassamento: consapevolezza nello Stare; nella Presenza di Essere. Rilassamento, concentrazione, ingenuità: principi base su cui l’attore radica il lavoro su se stesso.

 

 

IMPROVVISAZIONE: ascolto, ritmo, pausa, personaggio, struttura, energia e relazione.

 

 

ANALISI DEL TESTO: studio del “dialogo”, sia dal punto di vista fisico e trans-fisico, che verbale, analizzando e poi attuando nello spazio le scene assegnate. Lo sviluppo di ricerca che s’intende utilizzare, avrà come filo conduttore la comunicazione non verbale; lo stile di riconoscimento al quale ci avvicineremo concettualmente, sarà il grammelot. Puramente inteso come linguaggio verbale riconosciuto esclusivamente nelle intenzioni umane, che riempiono un testo di Vita. Il Grammelot quindi, non dovrà essere vincolante ma, invece, punto di partenza verso un nuovo arrivo.

 

 

IL FUOCO E LE FIAMME e lo studio sull’espressione empirica: intendere le fiamme come uno strumento espressivo che sia evocativo del transfisico; un approccio che parte da un contatto diretto con il corpo, attraverso la manipolazione e il loro uso in sicurezza. (Facoltativa)

 

 

Per iscriversi - entro il 10 luglio 2018 - e per ulteriori informazioni:

– Pagina fb – Atelier Residenziale di Teatro
– Carlo III: Pagina fb “La Compagnia Dei Fuocolieri”; Carlo III – info@la-cdf.com – 328/8781940
– Amanda Fagiani: Pagina fb Act Articolazioni Teatro – act.articolazioniteatro@gmail.com – 346 3748586

 

 

 

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