Pop the night: il viaggio di una vita, la musica di una notte – #4

Una musica alternativa per riabilitare il pop ed il rock pop snobbato da una vita e viaggiare in parallelo, con una storia che ci guida. Tre brani, tre storie parallele.

 

 

 

 

Quarta puntata

 

 

1. Torture, The Jacksons

 

 

 

 

Trovò la luna dentro quell'ombra che lo seguiva da una vita, una tortura infinita. L'anima ti tradiva Gips; tu vagavi nei vicoli bui senza una sporca meta, ti sorvolava la testa una maledetta speranza, credevi d'essere diverso, ma quel giorno quando finalmente la luna ti illuminò, capisti subito che una vita nuova era alle porte. Tutto cambiò in un attimo.

 

 

Alla fine ogni cosa diventò rarefatta di colpo, l'amarezza e la secchezza della fauci portarono dei dubbi nella mente di Gips: "Dove ero ieri notte? Cosa ho fatto di così folle per non ricordare? Continuo a vomitare". La tortura è perenne, di giorno, di sera, nel sonno, come un Nightmare qualunque. La finzione si fonde con la vita, i mostri del passato si uniscono a quelli presenti. Ti prego amico, dammi quella tanto agognata pasticca.

 

 

 

 

 

2. The Other Side, Toto

 

 

 

 

C'era un accampamento nella vecchia America, c'erano i pellerossa, i cowboy e gli sceriffi pazzi, che dettavano legge. Poi il cemento, l'evoluzione ed il sangue cambiarono ogni fottuto dettaglio e strapparono i ricordi di una rivalità accesa. Le praterie trasformate in città luccicanti, le riserve indiane in casinò di successo. Tutto muta, è l'altra parte della medaglia, quando quel ritmo tribale africano ti cambia e poi cessa, il famoso richiamo della foresta perde di significato per favorire il progresso, regresso, progresso.

 

 

Ti risvegli di colpo, grande capo, e l'amore bussa alla tua porta, come una nuova felice scoperta. Non pensi più alla politica, la natura ti fa schifo di colpo, conta solo quel bagliore - cioè l'amore - che come quel ritmo africano ti cambia nuovamente, facendoti spuntare gli occhi dal cuore.

 

 

 

 

 

3. Abacab, Genesis

 

 

 

 

Il sole sorge davvero non è solo una mia visione ossessione - Abacab.

Strilla, strilla stronzetto del terzo millennio. Vediamo quando la corrente andrà via - Abacab.

Le illusioni cercano di portarti sulla cattiva strada, tu ascoltale ugualmente, al massimo poi spara - Abacab.

Il violino un giorno mi farà impazzire. Troviamo un suono ancor più fastidioso per ucciderci definitivamente: il synth anni 80 - Abacab.

La vita, i soldi, ci si droga - Abacab.

Balla balla ballerino, mangio mangio un mandarino e divento un damerino - Abacab.

 

 

 

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