Pop the night: il viaggio di una vita, la musica di una notte – #6

Una musica alternativa per riabilitare il pop ed il rock pop snobbato da una vita e viaggiare in parallelo, con una storia che ci guida. Tre brani, tre storie parallele.

 

 

 

 

 

 

Quinta puntata.

 

 

1 - Christofer Cross - All Right

 

 

 

 

Tutto ok, ma ti chiamavano John Wayne

Tutto ok, di solito me lo chiedo da solo

Tutto ok, gente di mare e lo spritz delle due

Tutto ok, Gennaro è vivo, Vincenzo no

Tutto ok, guarda sinceramente io te lo direi

Tutto ok, i giorni caldi son finiti, rimane un baratro di ferite

Tutto ok, una volta ti chiamavi Simone e giocavi alla play ora sei Paolo e mangi solo Milky Way

Tutto ok, ti compri una mini, ti piace Soldini, ma voti Salvini

 

 

 

 

2 - Alannah Myles - Black Velvet

 

 

 

 

Senti questa puzza così forte? E' il finto blues, il finto folk. Tutta la follia del vecchio west viene fuori da quella chitarra lamentosa, che sbuffa ad ogni nota; gracchia la vecchia Suono Caldo, intratteneva i vari villaggi e paesi, quando sparare significava il proprio onore, la propria vita. Poi quella calda notte, una santa scese dal cielo, con la voce da angelo ed il seno pieno d'abbondanze. Forse noi maledetti della tana del Porco ci saremmo meritati una vecchia squinzia, non la bellezza scintillante dei tramonti e delle sempre vive notti, anche dietro un cespuglio impolverato. Il passo suadente ci avvicina, strappa le nostre condanne, ci toglie i vizi, senza temere per noi dimenticati da Dio. Anche se poi dovesse scendere davvero per salvarci, peccheremo sempre per la lurida, ma benedetta, lussuria.

 

 

 

 

3 - Journey - Positive Touch

 

 

 

 

Storie pazze, come una favola inventata su Polly Pocket. Pupazzi, sono tutti fottuti pupazzi. Io cerco di gridare ed accelerare la mia vita per stare al loro passo. Colazione, pranzo e cena, denti, notte e capelli ordinati, tutto uguale e nessuno si fa del male. Quella casetta così ordinata da pensare che prima o poi esca anche una fata. Tutto si ripete, ma basta con questa presunta quiete. Forse è solo un mondo inventato da me per non crescere, non sbagliare e continuare a cercare quel qualcosa di non definito, che alla fine sa anche un po' di cupo. Voglio una birra liquida, non fatta di gettoni di plastica; voglio una che tifi il Benfica; una finta barca per aspirare alla movida. Castello di carta prima o poi cadrai, me ne andrò da questa finta vita, come una storia di riscatto da un quartiere malfamato.

 

 

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