Edoardo Nesi e il ricordo di un’estate (che doveva essere) infinita

I libri che non ho ancora letto mi osservano, appollaiati sulla libreria.

 

 

A volte restano lì per mesi, poi un giorno un viaggio, di quelli lunghi abbastanza da richiedere un bel malloppone di libro, per non rischiare che finisca troppo presto, lasciandomi tragicamente annoiata a guardare le nuvole dall’alto, attraverso il finestrino dell’aereo; ed ecco qui, scivola nella valigia "L’estate infinita" di Edoardo Nesi.

 

 

 

Un viaggio nel viaggio, nello spazio e nel tempo, quando all’inizio degli anni ’70 l’Italia sembrava vivere in un futuro che non doveva finire mai. L’estate infinita mi ha trasportata proprio lì, come un’efficientissima macchina del tempo, disegnandomi davanti agli occhi gli anni frenetici e audaci di un’Italia oggi svanita, che noi giovani non abbiamo fatto in tempo a conoscere.

 

 

Quando le vespe sfrecciavano, la radio gracchiava “la gloria imperitura di essere a-a-abbronzatissima” e paracadutini colorati, che portavano con sé un diluvio di prodotti nuovi di zecca, venivano lanciati sulla folla eccitata e sudaticcia che invadeva le spiagge toscane. Una folla che doveva solo correre e stendere la mano per vincere il bambolotto gonfiabile della Mucca Carolina, un bottiglione di Coca-Cola o un barattolo colmo di Nutella.

 

 

 

Una folla che “sa bene che ad esser regalata dal cielo non è la Mucca Carolina, ma l‘idea screanzata e umanissima che la vita possa essere la benzina dei sogni, e che i sogni non riguardano gli ideali – ah, gli ideali! – ma le cose, quel diluvio di prodotti nuovi e luccicanti che la radio e i giornali reclamizzano senza posa e la televisione apparecchia davanti agli occhi, e sono loro stessi a immaginare, progettare, fabbricare, costruire, rifinire, trasportare, vendere e, naturalmente, consumare.”

 

 

L’estate infinita descrive quell’Italia, che sembra così lontana, in cui bastava essere giusto un tantino audaci per allungarsi a cogliere il frutto del progresso; dove era possibile, per chiunque ne avesse il coraggio, coltivare il sogno di una vita di successo e raggiungerlo, quel sogno, magari spaccandosi le mani col lavoro, magari sporcandosele anche un po’, che tanto le tasse sono fatte per essere evase e le regole per essere aggirate!

 

 

Gli anni del progresso e dell’ascesa economica che hanno fatto grande il nostro Paese e la nostra industria, diranno alcuni. Gli anni degli eccessi e sprechi, gli anni del consumismo e della filosofia del “chiudere un occhio”, che hanno gettato le fondamenta instabili e vuote della nostra società, crollate poi sotto il peso di un progresso che, da sogno tutto italiano, si è trasformato nell’incubo della globalizzazione e poi della crisi, ribatteranno altri.

 

 

 

Che se ne pensi, sono anni evocati magistralmente da Nesi in un libro che è tante cose.

 

 

E’ il ritratto di una nazione nelle cui vene ribolle un sangue giovane ed ambizioso, della sua ascesa, che sembrava scontata e inarrestabile. E’ una saga familiare che traccia la storia di tre famiglie, che vivono all’ombra della catena montuosa più piccola del mondo, in una Toscana che vuol fare invidia ai milanesi: quella del Barrocciai, con il giovane Ivo che convince il padre ad investire nella costruzione di una fabbrica di tessuti, eccessiva e coraggiosissima; quella del Vezzosi, piccolo impresario edile che non esita, contagiato dall’entusiasmo del Barrocciai, a lanciarsi in imprese ardite e, spesso, ben al di là dei confini le proprie capacità; di Citarella che, emigrato dall’Irpinia a cercare fortuna, si spacca le mani per garantire un futuro brillante alla propria famiglia. E’ la storia personale, di formazione e crescita, di tanti personaggi, tutti protagonisti di questa Estate infinita: il Barrocciai con i suoi sogni di gloria; il Vezzosi, con i suoi vizi, la moglie Arianna, bella e sola, e il figlio Vittorio, che scopre i jeans strappati e l’amore, a cavallo della sua vespa; Citarella, così devoto alla moglie Maria, sulla cui spalle davvero si fonda la stabilità della famiglia intera.

 

 

Non so dire se sia la storia dell’Italia migliore o no, ma di certo è la storia di un’Italia coraggiosa, audace, innamorata, passionale, viziosa, affamata, fortunata e spregiudicata, colma di ambizioni e di una cieca, ancestrale, fiducia nel futuro.

 

 

Decisamente il libro che potrei consigliare per accompagnare un viaggio e far viaggiare.

 

 


 

 

TITOLO ORIGINALE: L’estate infinita
AUTORE: Edoardo Nesi
EDITORE: Bompiani
ANNO: 2015
PAGINE: 459
PREZZO: 19
CONSIGLIATO A: chi è curioso di conoscere i pregi e i difetti dell’Italia che è stata

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