Amanda Fagiani: vita ed arte per essere Eroi

Eroi – Atelier Residenziale di Teatro è un workshop di teatro, ma non solo.

 

 

Dal 22 al 29 luglio i partecipanti a questa iniziativa avranno infatti la possibilità di indossare una nuova pelle - una "veste sperimentale" - di indagare la vita, di esplorare se stessi ed il mondo.

 

 

Eroi è accoglienza, scoperta; eroi è aprire le barriere ed i confini - "Open the borders" - sperando di arrivare, attraverso l'arte, giù nel profondo della nostra anima ed al contempo fuori, per cogliere e raccogliere frammenti d'anima degli altri che ci circondano.

 

 

 

 

"Il Workshop residenziale di teatro con spettacolo finale è rivolto ad attori, allievi attori e a chiunque sia curioso, attratto e pronto ad incontrare il teatro - raccontano gli organizzatori - Si lavorerà per condividere una metodologia di ricerca, proponendo un percorso approfondito e accurato sull’arte del dialogo fisico, trans-fisico, verbale, cercando la “vita” nascosta tra le battute dei personaggi in scena e un modo universale di esprimerle. Si cercherà di allenare ed affinare gli strumenti indispensabili allo Stare quanto all’Essere in scena, per affrontare concetti fondanti della preparazione dell’attore e dell’attrice".

 

 

"Eroi" si svolgerà a Mendatica (un villaggio immerso nella natura, nel cuore del Parco delle Alpi Liguri) e sarà condotto da Carlo Terzo (La Compagnia Dei Fuocolieri) e Amanda Fagiani (ACT – ArtiColazioniTeatro).

 

 


 

 

 

Abbiamo incontrato Amanda e abbiamo chiacchierato con lei per scoprire qualcosa in più sulla sua arte, sulla sua vita e su "Eroi".

 

 

1 Obiettivo del workshop è “Costruire un gruppo di attori poliedrici, capaci di indossare la 'veste sperimentale', sia sul breve che sul lungo tempo” – cosa intendete per “veste sperimentale” e quanto ritenete che essa sia importante per un attore?

La "veste sperimentale" è la base della ricerca per un attore, per un artista. E' possedere l'attitudine del saper osservare se stessi e gli altri. Nutrirsi di piccole e grandi esperienze ed assorbirle nella pelle, comprenderle organicamente e farle proprie per costruire, crescere, per creare. La nostra veste sperimentale di Eroi è fatta di espressione corporea aldilà del linguaggio conosciuto. Ricercheremo e indagheremo per trovare il verbo primitivo: gesti, versi, suoni, che si trasformeranno in un linguaggio universale, di tutti, per tutti. Il messaggio che vogliamo portare è di apertura, accoglienza, "andare verso", andare verso la diversità per apprendere, per confrontarsi, evolversi, per crescere. Utilizzeremo le tecniche del teatro verità di Stanislavskij e Grotowski, teatro fisico, improvvisazione, voce, accompagnando la ricerca all'utilizzo dell'elemento del fuoco. I più audaci potranno imparare a conoscerlo, a domarlo, a giocarci. Il fuoco come elemento di luce, di forza, di vita.

 

 

2 Mai quanto in questi giorni il messaggio che lanciate, “Open the borders”, è in controtendenza. Possiamo davvero sperare di aprire i confini e vivere “con dignità e spirito di pacificazione”?

L'arte ha il potere di arrivare alle persone con messaggi che partono dall'anima dell'artista, non con linguaggi convenzionali, politicizzati, ma attraverso una direzione umana. "Open the borders" è il dardo che rilanciamo con "Eroi" facendo luce sulle possibilità da cui diversamente questa società di oggi vuole estraniarsi. Chi siamo, chi vogliamo essere, chi possiamo essere, ricordando gli antipodi della storia umana, l'uomo primitivo che per la prima volta traccia la sua impronta sulla terra, l'impronta della sua mano. Questa è definita da Joseph Boyd, la prima opera d'arte dell'uomo, perchè segna l'inizio dell'esistenza. E' esattamente da lì che dobbiamo partire, è esattamente da lì che parte il linguaggio universale, è esattamente da lì che parte questo messaggio di pacificazione.

 

 

3 Che differenza c’è tra Stare ed Essere in scena e come un attore può imparare a farlo?

Stare ed Essere in scena significa essere nel "qui ed ora", presenti, pronti a ricevere e a dare. Avere la consapevolezza di "me" in scena, pronto a reagire, ad agire, significa presenza; significa scegliere di portare la vita, non un'imitazione; significa farmi contenitore pronto a ricevere per riempirmi delle esperienze che il mio personaggio mi porterà a conoscere; significa essere generoso e voler portare questa esperienza anche a chi mi ascolta, attraverso me.

 

 

4 Cosa è il teatro e quanto è importante al giorno d’oggi?

Il teatro unisce le arti, crea qualcosa di fisico (attraverso il corpo) e transfisico (attraverso l'anima), chiude il cerchio di una comunicazione spesso denigrata. Penso sia un luogo ed un modo per potersi esprimere, andare in profondità e ritrovarsi. Il teatro è per me un'occasione importantissima per comunicare attraverso l'arte, un'opportunità per conoscere meglio me stessa e gli altri. L'attore ha la possibilità di vivere molte vite ed attraverso esse scopre se stesso. Sul palcoscenico avviene una fusione tra l'Io ed il personaggio, che reciprocamente si scambiano e cambiano. Anche i personaggi più conosciuti non sono mai gli stessi, cambiano forma ogni volta, è l'attore ad animarli ed a renderli unicamente suoi. 

 

 

5 Ci racconti qualcosa di te?

Il mio percorso inizia all'Accademia di Brera, dove mi sono laureata con lode in Belle Arti. Sentivo però di aver bisogno d'altro. Durante il mio ultimo anno in Accademia, avevo frequentato per sei mesi il D.AMU di Praga (Accademy of Performing Arts), con il progetto Erasmus, ed una volta laureata ho deciso di concretizzare il mio percorso. Qualche mese dopo ho fatto il provino per la scuola triennale “Il Laboratorio dell'Attore” del Maestro argentino Raul Manso. Partita da Stanislavskij e Grotowski, il mio approccio è mutato, mi sono avvicinata al cinema ed a Strasberg: ogni giorno ero (e sono) in crescita. Qualche tempo dopo ho iniziato a mettermi alla prova in scena e sono stata scritturata per 3 anni nella compagnia teatrale itinerante “Il Carro di Tespi” – Milano, con la quale ho avuto modo di interpretare ruoli vari da protagonista e co-protagonista tratti dai grandi classici.  Nel 2014 ho fondato ACT ArtiColazioniTeatro ed ho prodotto e messo in scena gli spettacoli: “Il Signor Nessuno”  e “La Pelle della Guerra – Frammenti di Amore e Libertà”. Successivamente ho preso parte a "Twisted Path" - una produzione americana con un direttore della fotografia d'eccezione: Oden Roberts. Quando mi sono trasferita ad Imperia, mi sono avvicinata all'insegnamento ed ho ideato la rassegna "L’arte nutriente" al Teatro Salvini di Pieve di Teco. Dal 2018 ho iniziato una collaborazione con il celebre e pluripremiato autore Giuseppe della Misericordia. Questa estate sono in programma brevi monologhi e dialoghi al femminile. Per il 2019 è previsto il debutto di un monologo, scritto da Della Misericordia. 

 

 


 

 

Amanda ed il suo collega, Carlo Terzo, vi aspettano dunque dal 22 al 29 Luglio a Mendatica per il loro "laboratorio residenziale, una vacanza-studio, di ricerca e sperimentazione teatrale, in cui lavoreremo sul sincretismo sensoriale, il contatto, la ricerca dell’empatia e la capacità di specchiarsi e riconoscersi nell’altro da sé, come possibilità rinnovata di conoscenza e creazione autocosciente di sé. Queste le basi su cui poggeranno esercizi d’improvvisazione singoli e collettivi, che hanno come obiettivo centrale lo studio della relazione tra individuo e se stesso, tra individuo e individuo; tra individuo e gruppo. Su questo aspetto si insisterà molto perché è parte imprescindibile del pensare e considerare il Teatro, come qualcosa che si opera insieme, dove “gli altri con/per me/noi”, sono il motivo fondante dell’Essere in scena, anche con gli spettatori".

 

 

Il numero massimo dei partecipanti è 20 (dai 18 anni in su) e sono in programma tre messe in scena (tra il 28 ed il 29 luglio).

 

 

 

Programma: 

 

 

TRAINING:

 

Allenamento specifico: respirazione, corpo/corpi nello spazio, senso corale, impulsi, intenzione, equilibrio, esecuzione, training psicomotorio, ricerca di una grammatica corporea basata su principi universali del movimento

Voce: respirazione, risonanza, articolazione interna ed esterna
5 sensi: attenzione e percezione sensoriale, immaginazione, memoria sensoriale, senti/mentale ed emotiva
Rilassamento: consapevolezza nello Stare; nella Presenza di Essere. Rilassamento, concentrazione, ingenuità: principi base su cui l’attore radica il lavoro su se stesso.

 

 

IMPROVVISAZIONE: ascolto, ritmo, pausa, personaggio, struttura, energia e relazione.

 

 

ANALISI DEL TESTO: studio del “dialogo”, sia dal punto di vista fisico e trans-fisico, che verbale, analizzando e poi attuando nello spazio le scene assegnate. Lo sviluppo di ricerca che s’intende utilizzare, avrà come filo conduttore la comunicazione non verbale; lo stile di riconoscimento al quale ci avvicineremo concettualmente, sarà il grammelot. Puramente inteso come linguaggio verbale riconosciuto esclusivamente nelle intenzioni umane, che riempiono un testo di Vita. Il Grammelot quindi, non dovrà essere vincolante ma, invece, punto di partenza verso un nuovo arrivo.

 

 

IL FUOCO E LE FIAMME e lo studio sull’espressione empirica: intendere le fiamme come uno strumento espressivo che sia evocativo del transfisico; un approccio che parte da un contatto diretto con il corpo, attraverso la manipolazione e il loro uso in sicurezza. (Facoltativa)

 

 

Per iscriversi - entro il 10 luglio 2018 - e per ulteriori informazioni:

– Pagina fb – Atelier Residenziale di Teatro
– Carlo III: Pagina fb “La Compagnia Dei Fuocolieri”; Carlo III – info@la-cdf.com – 328/8781940
– Amanda Fagiani: Pagina fb Act Articolazioni Teatro – act.articolazioniteatro@gmail.com – 346 3748586

 

 

 

Eduardo De Felice “è così”: intervista ad un cantautore nostalgico

Classe 1981, il sole del sud Italia sul volto ed un pizzico di nostalgia nel cuore: Eduardo De Felice "è così". 

 

 

Cresciuto con i dischi di Battisti e dei grandi cantautori degli anni '70-'80, Eduardo si avvicina alla musica da piccolissimo: a soli 12 anni il pianoforte è già il suo migliore amico. Il suo cammino nel mondo musicale è appena iniziato e lui non ne è ancora consapevole.

 

 

Lo scorso 18 maggio è uscito "È così", il suo nuovo progetto, un album che coniuga il suo amore per il passato, per l'introspezione, per l'indagine dell'animo umano, e melodie moderne ed orecchiabili.

 

 

 

 

Abbiamo incontrato Eduardo e abbiamo fatto quattro chiacchiere per conoscerlo meglio e per scoprire qualcosa in più sul suo nuovo album, sulla sua musica.

 

 

Ciao Eduardo, presentati!

 

Ciao a tutti, mi chiamo Eduardo De Felice, sono nato a Napoli e ho una grande passione per la musica, che mi porta non solo ad ascoltarla, ma anche a provare ad esprimermi attraverso di essa.

 

 

Cosa ti lega agli anni ‘70 -‘80?

 

Essendo nato nel 1981, non è un'epoca che ho potuto vivere pienamente ma, oltre che dai tanti ricordi di infanzia e dell’adolescenza, credo di esserci legato da un filo invisibile di magia che mi ha sempre affascinato dal punto di vista culturale, sociale ed artistico. E credo di non essere l’unico a riconoscere che sia stata un’epoca d’oro, visto che ancora oggi se ne parla, si ascolta la musica di quel tempo e molto spesso se ne trae anche ispirazione.

 

 

La tua terra, la Campania, è presente nei tuoi brani? Li influenza?

 

Io sono legatissimo alla mia terra e sicuramente influenza la mia scrittura. Nella città in cui vivo, Napoli, in modo particolare si respira arte e musica ovunque.

 

 

Troviamo contaminazioni di elettronica nei tuoi brani. Come mai questa scelta?

 

E' un genere che mi ha sempre affascinato. Non sempre deve essere il testo o la melodia di una canzone a creare emozioni, ma anche la scelta di certi suoni che, con la giusta combinazione, fanno letteralmente viaggiare. E l’idea di utilizzare questi suoni su un brano che altrimenti sarebbe “acustico”, è una cosa che mi è sempre piaciuta. Poi non dimentichiamo che sono cresciuto con i dischi di Battisti e già da bambino venivo rapito dai suoni e dalle atmosfere di album come "Anima latina". Spostandoci più verso il presente invece ammiro molto Riccardo Sinigallia.

 

 

 

 

 

“È così” parla, tra l’altro, di rimpianti. Tu che ne pensi, meglio un rimorso o un rimpianto?

 

Direi che è sempre meglio un rimorso, almeno c'è stato comunque un qualcosa di vissuto.

 

 

Cosa definisce maggiormente il tuo presente: il tuo passato o il tuo futuro?

 

Sono tendenzialmente una persona nostalgica, in fondo il mio presente altro non è che la conseguenza del mio passato...poi al futuro guardo sicuramente, ma qualche volta girandomi  indietro.

 

 

Nei tuoi brani ricorre l’amore a prima vista. L’hai mai sperimentato in prima persona?

 

L'amore è un concetto così complicato, su cui si possono fare infinite riflessioni, ma al tempo stesso è la cosa più semplice e naturale che ci sia. Esiste in tante sfaccettature, ma più che di amore a prima vista parlerei di interesse a prima vista. Interesse che qualche volta può sfociare in un sentimento vero ed importante ed altre volte può essere invece un semplice fuoco di paglia. Di sicuro è insito nell’essere umano questo facile entusiasmo per la novità, la voglia di scoperta, il fascino dell’ignoto ed in questo senso “Acqua torbida” è la canzone all’interno del disco che più esprime questo concetto.

 

 

Chi è il cantautore a cui ti ispiri maggiormente?

 

Se mi parli di cantautori ti dico Lucio Dalla e Niccolò Fabi, ma solo perché Battisti non si può definire un cantautore. (ride)

 

 

Il libro sul tuo comodino?

 

Era lì, vorrei sapere dov’è finito...

 

 

La canzone nella tua testa?

 

Le canzoni preferite sono tante e cambiano a seconda degli stati d'animo. In questo preciso istante ti dico “The Cinema Show” dei Genesis, ma già tra un paio d’ore potrei cambiare idea!

 

 

Il tuo film preferito?

 

Vale lo stesso discorso fatto per la canzone, in questo momento ti dico “The Butterfly Effect”.

Amici 17: Irama, Einar, Carmen e Lauren verso la Finale

 

Irama

 

 

Bello e maledetto - come un moderno James Dean - Irama colpisce al primo sguardo per i suoi occhi azzurri, il viso scultoreo, gli orecchini etnici. Sembra sicuro di sè, forte della sua bellezza e del suo talento; nel corso del programma abbiamo però scoperto che dietro il sorriso sghembo e le piume si nasconde un ragazzo sensibile, che è caduto diverse volte nella vita, è ferito, ha paura, ma non si arrende.

 

Le sue canzoni parlano di emozioni: di malinconia, di dolore, della voglia di farcela, ma anche di amore e spensieratezza.

 

"Un giorno in più" è il suo inedito più amato, un brano che arriva come un pugno in pancia. Rabbia e dolcezza, Irama supplica - come in una preghiera - chiedendo di resistere un giorno in più, solo un giorno in più.

 

"Nera" è il nuovo inedito di Irama, un brano pronto per l'estate, pieno di ritmo, con già quasi tre milioni di streaming. Quel ritmo caraibico che non guasta mai, tra un cocktail ed una storia d'amore.

 

Questo giovane cantante è già un prodotto finito, con un seguito elevatissimo; la finale per lui potrebbe essere una formalità, visto che il pubblico lo ha sempre premiato.

 

 


 

 

 

Einar

 

 

Un puro con il sangue caliente dei cubani e la timidezza e la gentilezza di un ragazzo del nord Italia. Einar non possiede una voce graffiante o un timbro particolare, è un cantante emozionale: quando lo ascolti non ricordi cosa abbia cantato, come abbia cantato, ti ricordi solo che ti ha riempito di emozioni e poi se lo guardi ti ricordi solo dei suoi occhi pieni di sogni.

 

 

Einar è tutto istinto, i suoi serali si sono contraddistinti per i suoi alti e bassi, le sue incertezze ed i momenti di sconforto, ma poi ha sempre tirato fuori quel qualcosa in più per gettare il cuore al di là dell'ostacolo.

 

 

E' un interprete perfetto per la musica Italiana, ricorda molto i cantanti anni '50 - '60, può cantare quasi tutto e poi sulle note basse e le parti sussurrate di un brano fa la differenza grazie al dono di entrare nelle case con la sua voce e presenza. Può cantare da Gino Paoli a Tiziano Ferro, ora bisognerà solo vedere se riuscirà a lasciare una sua traccia e non essere solo un interprete. Il ragazzo in un anno ha fatto quello che un cantante senza il suo carattere fa in dieci anni, o forse mai, ma se questo è solo l'inizio, Einar brillerà sempre di più è può diventare un cantante trasversale e che può piacere a varie fasce di età.

 

 

Il suo Ep, omonimo, è delicato come lui, sembra una storia d'amore continua, piena di dolore che, canzone dopo canzone, si trasforma in amore.

 

 


 

 

Lauren

 

 

Lauren Celentano è una ballerina due punto zero: non si limita a ballare, ma interpreta, recita, inchioda il telespettatore al teleschermo con il suo sguardo sensuale e le sue mosse naturali ed energiche.

 

 

Bill Goodson e Garrison sono stati i suoi più grandi sostenitori e Luca Tommasini nella fase del Serale l'ha seguita con affetto ed entusiasmo, arrivando a definirla "fenomenale".

 

 

Stesso non si può dire per Alessandra Celentano, che l'ha aspramente criticata, soprattutto per la sua fisicità. Nelle prime fasi del serale l'insegnante si è infatti pronunciata molto duramente nei confronti della ballerina, definendola troppo massiccia. A difenderla è scesa in campo la stessa Maria De Filippi, che nel corso delle puntate seguenti ha dato prova del fatto che non c'è una fisicità giusta per ballare, ma che chiunque abbia una grande passione e ci metta tanto impegno può farcela. La De Filippi ha invitato ballerini di tutte le forme, razze ed età, ad esibirsi, dando una grande lezione a chiunque faccia del "body shaming".

 

 

Lauren è completa, è pronta per i musical, sogna di esibirsi a Broadway fin da piccolissima. Nel corso della Finale la vedremo cantare e ballare sulle note di un brano tratto dal musical "All that Jazz".

 

 


 

 

 

Carmen

 

 

L'unico neo può essere la poca riconoscibilità della sua voce, non ha un particolare che la contraddistingue, è una voce molto lineare e diffusa, ma è il suo carattere è la carta vincente, ciò che la può fare emergere.

 

Carmen è la ragazza della porta accanto, che ha ben chiaro da dove viene, conosce profondamente le sue radici, la sua terra, e di questo fa una forza per arrivare dove vuole. Per lei è possibile intravedere una carriera simile a quella di Alessandra Amoroso vista l'eleganza e l'esplosività vocale che contraddistingue entrambe.

 

 

Tanto apprezzata durante tutto il programma da professori e giurie, per la sua tecnica e carisma sul palco, Carmen è vera e passionale, non si è mai tirata indietro e non ha mai smesso di crederci, brano dopo brano ha conquistato la finale a forza di strappi vocali.

 

 

“La complicità” è il suo inedito più amato, che ha dato anche il titolo al suo primo Ep. Una sequenza di brani emozionanti e ricchi di malinconia, che racchiude perfettamente l'essenza di questa giovane cantante.

Spring City: Vintage Market e Mercatino Giapponese all’Ex Dogana

Domenica 20 Maggio, dalle ore 11.00 alle 21.00, l'Ex Dogana di Roma si trasformerà in Spring City.

 

 

Vintage Market ed il Mercatino Giapponese si uniscono ancora una volta, per celebrare l'arrivo (forse) della Primavera.

 

 

 

Artwork: Paola Rollo Illustrazione

 

 

Immagina una piccola cittadina con i colori ed i profumi della primavera; gli hangar dell'Ex dogana ospiteranno 150 espositori: artigianato locale, artisti e illustratori, vintage, design e stilisti, ed una una sezione del market sarà completamente dedicata al Giappone ed alle sue tradizioni.

 

 

Ci saranno, inoltre, laboratori manuali per grandi e piccini , spettacoli, dj set, live set expo e area food.

 

 

 

 

 

L’ex Dogana di San Lorenzo, nata nel 1925 e adibita al controllo dell’entrata e dell’uscita delle merci nel territorio nazionale e internazionale, si trasformerà per un giorno in una grande città mercato.

 

 

V-LAB Kids: laboratori creativi a tema per i più piccoli, trucca bimbi e animazione

 

 

AREA LOUNGE: un angolo di relax dallo shopping, djset con il Collettivo AMBRA

 

 

AREA FOOD: dalla colazione alla cena con una selezione di cibo bio, vegetariano e giapponese

 

 

 

 

 

The Spring City V-Market + Mercatino Giapponese

 

 

Ingresso € 2 – Gratis per i bambini

 

 

EX DOGANA

Via dello Scalo San Lorenzo 10 - Roma

Vintage Market: la primavera diventa rétro al Largo Venue

L'abbiamo aspettata, disperata, agognata, ma finalmente eccola: Primavera si concede a noi.

 

 

Sole che accarezza il viso e fiori che fanno tornare il sorriso dopo il lungo inverno, siamo pronti a goderci questa stagione e ad esserne protagonisti.

 

 

Iniziamo già da questa domenica, l’8 Aprile, con un Vintage Market tutto da scoprire! 

 

 

 

La location ormai la conoscete: il LARGO Venue, ex spazio industriale riqualificato artisticamente e culturalmente.

 

 

60 gli espositori selezionati che ci mostreranno i loro lavori Vintage ed Handmade. Vinili, libri, illustrazioni, gioielli artigianali, abbigliamento per bambini...ci sarà solo l'imbarazzo della scelta!

 

Per gli appassionati in cerca di tocchi rètro da aggiungere al proprio stile, ci sarà la Kilo Room: un intero piano di vendita al kilo di vintage; si potrà infatti acquistare capi di abbigliamento ed accessori di annata, pesando il tutto su una bilancia.

 

 

 

 

 

 

Per chi non fosse interessato allo shopping, ma volesse solo godersi una bella giornata di sole e buon cibo, nel giardino sarà allestita un'area Pic-nic e nell'area relax saranno presenti Ape Sfamamy e Bufala Punto eat.

 

Se invece vi sentite energici ed avete voglia di ballare, Swing and Soda vi trascinerà in una Social Dance travolgente, espressiva, passionale.

 

Per i più piccoli invece si darà spazio alla creatività ed al gioco, con tanti laboratori:

 

 

Perfareungioco: colora le sculture giganti di cartapesta dalle 11:00. Divertiti con i più piccoli a colorare gli animali in cartapesta, non aver paura di sporcarti le mani.(senza prenotazione)

 

 

 

LIB(e)RO – Laboratorio di libri partecipati: "Il fatto è il seguente: Con l’arrivo della primavera ho dimenticato tutto! Non riesco più a scrivere storie né ad illustrarle. Ho bisogno di aiuto. Qualche giorno fa ho disegnato dei paesaggi, mi era venuta in mente un’idea ma l’ho dimenticata. Porterò con me dei grandi libri però sono vuoti, ci sono solo dei fondi sfocati. Metterò a disposizione colori, pezzi di carta, forbici, colla, matite, ma sarete voi a creare i personaggi, una storia che prenderà vita piano piano. E’ graditissima la collaborazione di tutti, grandi ma soprattutto piccini! Forza gente, magari mi torna la memoria".

 

 

Costo: 5 euro

Orario: dalle 11:00 alle 15:00

Info e prenotazioni: Giulia Ceccarani -> illustrastorie@gmail.con

 

 

Esplorando i 5 sensi con i Piccoli Chef : dalle 11.00 - I bambini avranno modo di cimentarsi nella realizzazione di un dolce e diventare piccoli chef. Attraverso delle attività guidate, i bambini potranno scoprire gli ingredienti con un percorso sensoriale per stimolare i 5 sensi.

 

TEMPO : 90 minuti 

ETA’ : 3-10 anni

Costo: 5€

 

 

Wa Wa La presenta: creiamo Ghirlande e coroncine fiorite

 

Durata: da 11 alle 16

Costo: 5 €

 

 

Face painting & Tatuaggi a cura di Tremilia

 

 

Non solo Vintage però, ma una domenica all'insegna dell'arte con un'Expo dedicata ad alcuni giovani realtà del mondo dell’illustrazione: Nicole Becker, Jasmine Del Prete, Giulia Ceccarani, Alessandra Gosti.

 

 

 

Sarà inoltre allestita un'area Live Painting da Le Collectif, un gruppo di artisti in continuo cambiamento, in movimento, senza radici nè pretese, ma consapevoli di cosa sia la libertà, una libertà dettata da passione, da miti e sogni.

 

 

LiveSet a cura di PLF - Pierrot Le Fou, un piccolo locale nel cuore di uno dei quartieri più caratteristici di Roma: il Pigneto. Un salottino che una volta al mese si trasferisce sulla terrazza del Vintage Market. Quello di domenica 8 Aprile sarà un live set tutto al femminile con: IO-LA LUZ & Maria Faiola. Dalle 16:30 al tramonto.

 

 

Djset tutta la giornata a cura del Collettivo AMBRA.

 

 

 


 

 

Per ulteriori informazioni: vintagemarketroma@gmail.com

 

Ingresso: up to you

 

 

Where? Largo venue – Via Biordo Michelotti 2 (Prenestina – Adiacente parco Ex Snia)

 

 

Roswell torna con una nuova serie nel 2018

La CW ha deciso: Roswell tornerà!!

 

 

 

 

L'amatissima serie tv - andata in onda dal 1999 al 2002 per un totale di tre stagioni -  si prepara a ritornare. Roswell narrava le vicende di Max Evans (Jason Behr), Isabel Evans (Katherine Heigl) e Michael Guerin (Brendan Fehr), tre alieni arrivati sulla Terra da piccoli per salvare la loro razza e costretti a vivere come normali adolescenti per non farsi scoprire. Mimetizzarsi non sarà poi così facile però, soprattutto quando Max si innamorerà di Liz Parker, un'umana, e le salverà la vita.

 

 

 

Purtroppo pare che la nuova serie non seguirà la storia di Max e Liz e dei loro amici, ma che si tratterà piuttosto di un reboot con una trama analoga.

 

 

Niente paura però, il cast originario ci tiene a farne parte e pare che Shiri Appleby, l'attrice che interpretava Liz, sia la prima ad aver aderito al nuovo progetto e che si sia detta disponibile a tornare anche solo nelle vesti di regista!

 

 

 

A US Weekly ha infatti dichiarato: 

 

 

"Ho sentito! Non vedo l’ora che mi chiamino per dirigere un episodio della nuova serie! Non vedo davvero l’ora di farlo. Jason Behr [Max, ndr] e io ci siamo rimessi in contatto molto rapidamente e stiamo cercando un modo per tornare a lavorare insieme. Non so se sarà per Roswell o per qualche altro progetto, ma sono davvero entusiasta all’idea di poter dirigere il reboot".

 

 

 

Ma chi saranno dunque i protagonisti della nuova serie? Pare che il Roswell 2.0 parlerà di un'altra Liz, Liz Ortecho, una giovane ingegnere biomedico che ritornerà a Roswell - sua città natale - e scoprirà che il suo primo grande amore adolescenziale in realtà era (ed è) un alieno. 

 

 

Ad interpretarla, secondo i primi rumors, sarà Jeanine Mason, volto noto ai telefilm addict. Jeanine ha infatti vestito i panni di una specializzanda, Sam Bello, nella quattordicesima stagione di Grey's Anatomy.

 

 

Che dire? Noi non vediamo l'ora di vedere questo reboot e scoprire se sarà all'altezza del suo predecessore. E voi?

 

Sanremo 2018: Noemi, “Non smettere mai di cercarmi” testo

 

 

 

Penso sempre a quello che è stato
Tutto perfetto niente di sbagliato
I nostri sogni, i viaggi in treno
Con la paura che non sia vero
Tu che dici «ciao» ed io che quasi tremo

 

 

I tuoi difetti ti fanno sincero
La tua allegria a peso d’oro
Le lunghe attese negli aeroporti
Pochi giorni ma solo nostri
Atterraggi di fortuna
Con il peso di una piuma
Come una goccia scavi piano e piano piano
Tu vai già via… via

 

Non smettere mai di cercarmi
Dentro ogni cosa che vivi e
Per quando verrò a trovarti
In tutto quello che scrivi

 

Ci pensi mai a quello che è stato
Quando dici che era tutto sbagliato
La luce taglia il primo bacio
E la promessa che mi hai regalato
Tu che parli piano
Ed io qui senza fiato

 

Le nostre strade così diverse
L’una nell’altra si sono perse
La schiena nuda contro una chiesa
A profanare una lunga attesa
La distanza è una scusa
Ma lentamente ci consuma

 

Mentre fuori il sole sorge piano… e piano piano
Tu vai già via… via

 

Non smettere mai di cercarmi
Dentro ogni cosa che vivi e
Per quando verrò a trovarti
In tutto quello che scrivi
E più sarai lontana e più sarai con me

 

Tu intanto fai bei sogni… che sono nostri i sogni…

 

Non smettere mai di cercarmi
Dentro ogni cosa che vivi e
Per quando verrò a trovarti
In tutto quello che scrivi

 

Non smettere mai di cercarmi
Dentro ogni cosa che vivi e
Ti basta soltanto un pensiero
Per cancellare i confini

 

Sanremo 2018: Ron, “Almeno pensami” testo

 

 

 

Ah fossi un piccione 
Che dai tetti vola giù fino al suo cuore 
Almeno fossi in quel bicchiere 
Che quando beve le andrei giù fino a un suo piede 

 

Fossi morto tornerei 
Per rivederla ogni mattina quando esce 
Avessi il mare in una mano 
Ce ne andremo via fino al punto più lontano 

 

Almeno pensami 
Senza pensarci pensami 
Se vai lontano scrivimi 
Anche senza mani scrivimi 
Se è troppo buio chiamami 
Prendi il telefono parlami 
Io e la notte siamo qua 

 

Ma come si fa 
A tenere un cuore 
Se ho le mani sempre sporche di carbone 
Son già passati mille anni 
Tanto è il tempo che ti guardo e non mi parli 
Senza lei io morirei 
Ma chiudo gli occhi e so sempre dove sei 
Sempre più lontano 
O dentro questa goccia che mi è caduta sulla mano 

 

Almeno pensami 
Senza pensarci pensami 
Se vai lontano scrivimi 
Anche senza mani scrivimi... 
Se è troppo buio chiamami 
Prendi il telefono, parlami 
Io e la notte siamo qua 
Ma come si fa 

 

Almeno pensami 
Senza pensarci pensami 
Se vai lontano scrivimi 
Anche senza mani scrivimi... 

 

Se è troppo buio chiamami 
Prendi il telefono, parlami 
Io e la notte siamo qua... 

 

Se è troppo buio svegliati 
Se stai dormendo sognami 
Se mi sogni io sono lì 
Dentro di te 
Sempre più lontano 
O dentro questa goccia che mi è caduta sulla mano

Sanremo 2018: Max Gazzè, “La Leggenda di Cristalda e Pizzomunno” testo

 

 

 

Tu che ora
Non temi,
Ignorane
Il canto…

 

 

Quel coro ammaliante
Che irrompe alla mente
E per quanto

 

 

Mulini
Le braccia oramai
Non potrai
Far più niente.
Ma se ti rilassi
E abbandoni

 

 

Il tuo viso
A un lunghissimo
Sonno,

 

 

O mio Pizzomunno,
Tu guarda
Quell’onda
Beffarda
Che affonda
Il tuo amore indifeso.
Io ti resterò
Per la vita fedele
E se fossero
Pochi, anche altri cent’anni!

 

 

Così addolcirai gli inganni
Delle tue sirene…

 

 

Cristalda era bella
E lui da lontano
Poteva vederla
Ancora così
Con la mano
Protesa
E forse una lacrima scesa
Nel vento.

 

 

Fu solo un momento,
Poi lui sparì
Al largo
E lei in casa cantando…
Neppure il sospetto
Che intanto
Da sotto
La loro vendetta
Ed il loro lamento!

 

 

Perché poveretta
Già avevano in cuore
I muscoli tesi
Del bel pescatore,
E all’ennesimo
Suo rifiuto
Un giorno fu punito!

 

 

Ma io ti aspetterò…

 

 

Io ti aspetterò,
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni!

 

 

E allora dal mare
Salirono insieme
Alle spiagge
Di Vieste
Malvage
Sirene…

 

 

Qualcuno le ha viste
Portare
Nel fondo
Cristalda in catene.

 

 

E quando
Le urla
Raggiunsero il cielo,
Lui impazzì davvero
Provando
A salvarla,
Perché più non c’era…

 

 

E quell’ira
Accecante
Lo fermò per sempre.

 

 

E così la gente
Lo ammira
Da allora,
Gigante
Di bianco calcare
Che aspetta tuttora
Il suo amore
Rapito
E mai più tornato!

 

Ma io ti aspetterò…
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni!

 

Io ti aspetterò
Fosse anche per cent’anni!

 

Si dice che adesso,
E non sia leggenda,
In un’alba
D’agosto
La bella Cristalda
Risalga
Dall’onda
A vivere ancora
Una storia
Stupenda.

Sanremo 2018: Annalisa, “Il mondo prima di te” testo

 

 

 

Un giorno capiremo chi siamo
Senza dire niente
E sembrerà normale
Immaginare che il mondo
Scelga di girare
Attorno a un altro sole

 

 

È una casa senza le pareti
Da costruire nel tempo
Costruire dal niente
Come un fiore
Fino alle radici
È il mio regalo per te
Da dissetare e crescere
E siamo montagne a picco sul mare
Dal punto più alto impariamo a volare
Poi ritorniamo giù
Lungo discese pericolose
Senza difese

 

 

Ritorniamo giù
A illuminarci come l’estate
Che adesso brilla

 

 

Com’era il mondo prima di te

 

 

Un giorno capiremo chi siamo
Senza dire niente
Niente di speciale
E poi ci toglieremo i vestiti
Per poter volare più vicino al sole
In una casa senza le pareti
Da costruire nel tempo
Costruire dal niente

 

 

Siamo fiori
Siamo due radici
Che si dividono per ricominciare a crescere
E siamo montagne a picco sul mare
Dal punto più alto impariamo a volare
Poi ritorniamo giù
Lungo discese pericolose
Senza difese

 

 

Ritorniamo giù
A illuminarci come l’estate
Che adesso brilla

 

 

Com’era il mondo prima di te

 

 

Ora e per sempre ti chiedo di entrare all’ultima festa e nel mio primo amore

 

 

Poi ritorniamo giù
Lungo discese pericolose
Senza difese
Ritorniamo giù
A illuminarci come l’estate
Che adesso brilla

 

 

Com’era il mondo prima di te
Com’era il mondo prima di te
Com’era il mondo prima di te