T-squirt, eco di risate in un mondo libero

Provocazioni sessuali ed ironia, come uno schizzo - uno squirt - che ti porta via. T- squirt è un simpatico brand, quasi satirico, che educa con le sue stampe a parlare di sesso, scherzare sul sesso, indossandolo perchè il sesso è in noi, è parte di noi.

 

 

Non si tratta però solo di sessualità, si tratta di libertà.  I giovani creatori di questo brand sognano che nell'aria rimanga l'eco delle risate che accompagnano i loro clienti, felici di indossare le loro ironiche t-shirt.

 

 

T-squirt è quell'ironia malinconica che fonde due città, due modi di esistere, nel sorriso agognato che fa moda, che fa vita.

 

 

 

 

1) Perché la scelta di questo nome?

 

 

Volevamo un nome che fosse legato al mondo della sessualità e che rendesse chiara la nostra idea di brand. Il nostro motto è “schizzare idee sulle nostre t-shirt”. Squirt è un termine che ancora causa risolini quando si sente pronunciare, e noi con le nostre t-shirt vorremmo causare la stessa cosa. Un sorriso ma anche un momento di riflessione su come la sessualità non sia ancora del tutto libera, anzi. Poi ci siamo aperti anche ad altre linee e altri temi, quindi non solo sessualità. Da un anno esiste la linea “Off Topic” e la linea “Tees for Skill”, realizzata grazie alla collaborazione e ai disegni di illustratori, illustratrici, tattoo artisti e designer.

 

 

2) Quali sono le maglie più amate e comprate?

 

 

Sicuramente le nostre prime t-shirt vanno alla grande. Da “Porno Agricolo” a “Acqua Lucida” e “The Mustache's Pleasure”. Anche le nuove linee sono partite alla grande, sia “The Hungry Brigade” che tutte le t-shirt degli artisti sono state apprezzate. E noi non possiamo che ringraziare chi sceglie di collaborare con noi e tutti i nostri fantastici clienti. E' fantastico ricevere le loro foto con addosso le nostre t-shirt..

 

 

3) Le vostre illustrazioni sono molto fumettate, vi ispirate anche ai fumetti?

 

Ci ispiriamo ai fumetti, ai film, ai libri. Tutto ciò che siamo, tutto ciò che osserviamo lo rielaboriamo per riproporlo nelle nostre t-shirt.

 

 

4) La sensazione che trasmettono le vostre maglie è quella di un’imminente fine del mondo. Se il mondo non esistesse più le vostre maglie rimarrebbero?

 

In realtà crediamo che le nostre t-shirt trasmettano un senso di libertà. E questo è riferito sia alle nostre linee che a quella realizzata con gli artisti. A prescindere dalle sensazioni che possono essere personali, se il mondo non esistesse più probabilmente nemmeno le nostre t-shirt. Con le nuove linee stiamo cercando di realizzare solo t-shirt di cotone 100% biologico quindi, in caso di fine del mondo, diventerebbero un tutt'uno con la natura, senza inquinarla. Questo non possiamo farlo con le nostre prime t-shirt per non modificare la linea, ma stiamo lavorando per ovviare a questo problema. Ci piace sognare che nell'aria potrebbe però rimanere l'eco delle risate che spesso accompagnano i nostri clienti, felici di indossare le nostre t-shirt più ironiche.

 

 

5) Il vostro è un disegno anarchico?

 

 

La parola anarchia è spesso usata in maniera leggera oppure usurpata del suo reale significato. Come ti dicevo, nelle nostre t-shirt c'è molto di noi stessi ed è per questo che c'è anche il nostro pensiero, che noi speriamo possa essere il più libero possibile, riguardo tutto ciò che affrontiamo. Lavoriamo molto su noi stessi, siamo autocritici e pronti ad ascoltare i consigli che ci vengono offerti. Noi speriamo che il nostro progetto venga percepito come un progetto libero, ce la mettiamo tutta affinché lo sia davvero, nonostante anche noi non siamo immuni da millenni di sovrastrutture politiche, religiose e familiari. Cerchiamo di migliorarci e crescere anche grazie alle nostre t-shirt, e al nostro progetto Queef Magazine, nato a distanza di pochi mesi dal brand T-Squirt. Queef Magazine è online con una sezione del nostro sito ed è presente nei maggiori social, come Facebook, Instagram, Twitter e Tumblr.

 

 

6) La romanità quanto conta per t-squirt?

 

Non essendo di Roma la romanità per noi non conta, ma conta tantissimo l'affetto e la vicinanza dei nostri amici romani e delle nostre amiche romane. La nostra città Cosenza e i nostri amici sono stati fondamentali per la nostra nascita. Roma ci ha adottato facendoci crescere. E' una città, nonostante tutte le problematiche croniche che si porta dietro, che continua ad offrire tanto. Soprattutto a livello umano.

 

 

7) Chi siete? Raccontateci qualcosa di voi.

 

 

Siamo tre soci, tutti e tre nati a Cosenza, ma ognuno di noi ha preso una strada diversa, per poi ritrovarci in questo progetto.

 

Enrico Miceli, dopo un breve periodo romano, attualmente vive nella città dei bruzi. Con un diploma di perito tecnico informatico cerca di farsi una formazione adeguata frequentando le facoltà di Ingegneria, Geologia e Dams Multimediale presso l’Unical, ma non conseguirà mai una laurea. In compenso frequenterà con successo la Scuola Internazionale di Comics ‒ Accademia delle Arti Figurative di Roma. Per T-Squirt cura le grafiche.

 

Enrico Mirabelli da due anni vive negli autobus che collegano Roma a Milano. Per dieci anni ha lavorato come Perito Agrario nello studio familiare, fino a decidere di dedicarsi esclusivamente alla sua passione: il brand T-Squirt. Dalle zappe alle zinne.
Ama i gatti, ma non è psicopatico. Forse. Per la crew-famiglia di sporcaccioni si occupa di social media, content manager e editor.

 

 

Francesco Mirabelli aka Paconazim è tra gli organizzatori della serata Amigdala e Glamda, che rappresentano ormai da anni un punto di riferimento per la musica elettronica e per il mondo lgbtq romano e non. Ha coprodotto diversi eventi di importanti artisti internazionali: Apparat, Ellen Allien, Elephant, Felix da Housecat, Kap Bambino, Hot Chip, Jessie Rose, Ladytron, Miss Kittin, Peaches, Rex The Dog, Wolfgang Flur (Kraftwerk) e tanti altri ancora. Per T-Squirt e Queef magazine si occupa di social media, digital strategy e customer care.

 

Sito: tsquirt.com
Instagram: @tsquirt_italia
Facebook: facebook.com/tsquirt

Lethal Weapon – la serie, un remake positivo

Di solito i remake, i sequel o gli spin-off - tranne qualche eccezione - sono la rovina di un cult televisivo o cinematografico.

 

 

Gli attori scelti spesso non sono adatti, come per esempio Colin Farrell in "Miami Vice", che poco c'entra con Don Johnson - e la regia era addirittura la stessa del telefilm di Michael Mann, ma non fu un successo. Il remake di Super Car e MacGyver, degli azzardi cosmici e fallimenti totali se paragonati agli originali. Per non parlare del flop dei film di Baywatch ed A- Team (anche con discreti cast a loro disposizione tra l'altro).

 

 

 

 

Finalmente un remake di moda anche in America, con attori non di primo piano, ma amatissimi dal pubblico televisivo. Il nuovo Arma Letale giunge ora alla seconda serie anche in Italia, dopo l'eclatante ed inaspettato successo negli States. Conferma intera del cast: il simpaticissimo Damon Wayans, che ricordiamo tutti per la serie Tutto in Famiglia, e la sorpresa della serie Clayne Crawford, alle prese con la sostituzione quasi impossibile di Martin Reegs - l'ex berretto verde depresso, alcolista, e con il grilletto facile, interpretato nella serie dei film in una maniera irripetibile da Mel Gibson.

 

 

Clayne ha la stessa faccia da schiaffi e fascino di Mel; un Reegs 2.0, ma con gli stessi vizi, camminata e atteggiamento pronto a tutto, anche alla morte. Lui fa scorrere il tutto con simpatia irriverenza e action-drama. Il compagno di sempre Roger Murtaugh (interpretato da Wayans), che riesce a mantenere il personaggio grazie ai suoi precedenti televisivi ed a riportare in maniera impeccabile, anzi a continuare, i simpatici siparietti e le avventure della famiglia Murtaugh. I due insieme sono una bomba ad orologeria , pronti a fare impazzire il pubblico con scene d'azione, che non sono una brutta copia dell'originale anzi sono mozzafiato e ben fatte.

 

 

Una bella notizia per le regazze ed i ragazzi nostalgici è la presenza di Hilarie Burton, la Peyton di One tree hill, nei panni della detective Karen Palmer.

 

 

Nella seconda stagione Martin Reegs è alle prese con il suo mondo parallelo di ricordi, che l'ossessione per l'omicidio della moglie (tema ricorrente anche nel film) gli procura e che lo spinge verso l'alcool, ma dal quale riesce ad uscire perchè comincia a fidarsi della gente attorno a lui ed a credere nelle seconde occasioni. Non bisogna essere sempre spietati e pazzi, basta essere pronti.

 

 

La serie è sbarcata il Italia in anteprima Mediaset per la seconda stagione su Italia 1 venerdì 4 maggio 2018.

GINGER BENDER: Tieni accesa la luce

E' uscito venerdì 27 Aprile “Tieni accesa la luce”, album di debutto delle Ginger Bender, duo tutto al femminile composto da Alessandra Toma e Jeanne Hadley.

 

 

 

 

 

 

Il disco è stato prodotto da Paolo Mei per Rocketta Records e vede la produzione artistica del maestro Lorenzo Gasperoni, con il quale le ragazze hanno studiato percussioni africane.

 

 

Le due musiciste si conoscono durante i loro studi jazz all’Accademia Internazionale della Musica di Milano e decidono di intraprendere un progetto musicale insieme, vista anche la loro passione comune per l’arte di strada: iniziano infatti un lungo viaggio “on the road” che le porterà in Spagna, in Grecia e in Finlandia.

 

 

Ed è proprio durante questa avventura che le Ginger Bender hanno la possibilità di esplorare nuove sonorità e di esibirsi con musicisti locali, allargando così i propri orizzonti artistici.

 

 

La loro musica è ricca di influenze e di universi sonori differenti, le lingue e gli stili si mischiano: nelle loro canzoni si possono sentire sonorità blues, funk, afro, armonie che ricordano vecchie ballad jazz degli anni ’30 cantate su un ritmo reggae sincopato.

 

 

I loro testi - scritti sia in italiano che in inglese (lingua madre di Jeanne)- toccano diverse tematiche, tra cui le diverse sfaccettature dell’amore, soprattutto quello disfunzionale. Alcuni sono stati ispirati da incontri avvenuti in tour, altri semplicemente da riflessioni condivise.

 

 

La dimensione live è davvero fondamentale per le Ginger Bender e viene intensificata anche grazie all’incontro con Paolo Mei di Rocketta booking con il quale organizzano svariati tour per tutta la penisola, sia come Ginger Bender, sia come membri della band dell cantautrice americana Erin K.

 

 

Una delle prerogative del duo è quella dell’improvvisazione, retaggio del loro percorso musicale jazz e afro.

 

 

 

Suzanne Vega torna in concerto in Italia con il chitarrista Gerry Leonard

Tra le cantautrici più prolifiche, icona della musica contemporanea, Suzanne Vega si affaccia alla discografia nel 1985 con l’omonimo album subito ben accolto dalla critica musicale. Nel 1987 esce “Solitude Standing”, disco che raggiunge la N.2 della UK Album Chart, e che contiene il famosissimo singolo “Luka”.

 

Cambio di stile nel 1990 con “Days of Open Hand”, un disco più maturo, sperimentale e profondo, che si aggiudica un Grammy nella categoria Best Package, raggiungendo la settima posizione nelle classifiche di vendita inglesi. Due anni dopo è la volta di “99.9F”°, una miscela eclettica di folk, dance ed industrial. Nel 1996 esce “Nine Objects of Desire”, semplice ed essenziale.

 

Songs in Red and Grey” (2001) parla del suo divorzio dal marito e produttore discografico Mitchell Froom, nel 2003 esce “Retrospective, the Best of Suzanne Vega” e nel 2006 “Beauty&Crime”, prodotto da Jimmy Hogart che, per questo lavoro, ha vinto un Grammy come “best engineered album, non classical”.

Dopo un silenzio durato sette anni, nel 2014 esce “Tales from the Realm of the Queen of Pentacles, una stupenda collezione di canzoni, un viaggio sonoro ispirato al mondo materiale e spirituale.

 

Due anni dopo è la volta di “Lover, Beloved: Songs form an Evening with Carson McCullers”, un omaggio alla scrittrice americana Carson McCullers, una figura femminile da sempre fonte di ispirazione per la songwriter newyorkese. Scritto da Suzanne Vega in collaborazione con Duncan Sheik, il disco è una bellissima raccolta di eleganti ballate folk-pop.

 

 

Il tour che porterà la grande Suzanne Vega in Italia a luglio la vedrà sul palco con il chitarrista Gerry Leonard, noto per le sue collaborazioni con David Bowie, ripercorrere i migliori successi della lunga e prolifica discografia di questa straordinaria artista.

 

 

SUZANNE VEGA

 

 

martedì 10 luglio
MILANO – AUDITORIUM FONDAZIONE CARIPLO

 

Largo Gustav Mahler, 
apertura porte ore: 20.30 – inizio concerto ore 21.30
prezzi dei biglietti: da 25,00 a 35,00 Euro + d.p.
biglietti in vendita da lunedì 12 marzo su Ticketone

 

 

giovedì 12 luglio
CAGLIARI - WAVES FESTIVAL

 

Exma Centro Culturale
Via S. Lucifero, 71
inizio concerto ore 22.00
prezzo del biglietto: 20,00 Euro + d.p. 
biglietti in vendita da lunedì 12 marzo su www.clappit.it

 

sabato 14 luglio
CORIGLIANO D’OTRANTO (LE) – SUD EST INDIPENDENTE FESTIVAL

 

Piazza Castello, 1
inizio concerto ore 22.30
prezzo del biglietto: da 25,00 Euro + d.p.
biglietti in vendita da lunedì 12 marzo su BookingShow

 

 

lunedì 16 luglio
ROMA - CASA DEL JAZZ - SUMMER TIME 2018
I CONCERTI NEL PARCO

 

Viale di Porta Ardeatina, 55 
inizio concerto ore 21.00
prezzi dei biglietti: da 15,00 a 22,00 Euro + d.p.
biglietti in vendita su Ticketone e Box Office Lazio


Al Castellana: la pura voce del soul – Intervista

Una voce che viene dalla strada, con l'America nel cuore, in Italia ha dato tanto con il suo sconfinato talento. Al Castellana è il Soul, il Funky, è il ghetto, che si confonde con il resto per continuare a creare, cantare senza imposizioni o derive che lo potrebbero deviare e far perdere. La sua anima tormentata gli dà quella voce che si infrange dando colore. Al è un esecutore perfetto della musica nera, è un cultore delle radici soul e funky di oltre oceano, e continua a dargli vita grazie ai suoi lavori; in lui si possono risentire i grandi del passato. Una voce così ritmata e piena di groove, che a sentirla ti libera come quando ti togli le scarpe e corri a piedi nudi su un prato.

 

 

 

 

 

L'ultimo singolo di Al è Play On, la senti e pensi di stare a Los Angeles: è tarda sera, la strada è pronta, si comincia a riempire, le luci sono mezze sfocate, come quelle sere maledette fatte per giocare. L'interruttore è acceso, l'atmosfera si scalda subito grazie a questo canto proveniente dai bassi fondi, ma tranquilli il gioco continuerà nei vicoli patinati.

 

 

 

 

 

 

E' bello poter parlare con un grande artista di nicchia - e non è una parolaccia, ma un'etichetta di qualità. In questi tempi di sovraesposizioni, la nicchia significa infatti che hai un identità ben precisa, un' idea costante, quel fuoco che ti arde dentro, come nel fantomatico ghetto. La musica di Al ti libera ti assolve e rilassa nello stesso tempo, se questo è essere di nicchia lasciateci stare e tranquilli che noi continuiamo a cantare.

 

 

Ecco a voi un'accattivante intervista con  "L'apostolo del soul", Mister Al Castellana:

 

 

1) Al cosa pensi della scena Hip Hop italiana di oggi? (Visto che tu hai contribuito alla crescita del genere nel nostro paese)

 

A dire la verità sono all'oscuro degli sviluppi della cosiddetta "Scena" ormai da una decina d'anni, ogni tanto scopro con piacere che qualche artista dei miei tempi propone un nuovo lavoro, ma non saprei dirti altro ..non è snobismo o fastidio, sono concentrato sui miei progetti, sulla mia musica e sull'ascolto di generi musicali che ho sempre amato e che mi danno da vivere da sempre.

 

 

2) Da produttore, che cosa c'è ancora da dire nel rap, soul e r&b di non detto?

 

Se intendi in Italia allora ti dico che non lo so; io mi rivolgo da anni ad un uditorio attento e preparato, una grande nicchia di estimatori che va dall' Uk al Giappone passando dall'America Latina. Scrivo e canto in inglese ed ho smesso di crucciarmi e prodigarmi nel mio piccolo affinchè la buona musica rimanga viva anche da noi. In generale ti dico che la musica Soul nel mondo si rivolge ormai ad un pubblico adulto e musicalmente "Educato" e che il cosiddetto Neo Soul ha in qualche modo risollevato le sorti di un genere che stava scomparendo al grande pubblico e riducendosi a materia per estimatori nostalgici, più o meno quello che è successo al Funk.

 

 

3)  Ci sono tuoi nuovi progetti alle porte?

 

 

Sto lavorando al nuovo album che uscirà a settembre/ottobre, con il precedente mi sono preso delle soddisfazioni talmente grandi all'estero "che potrebbe bastare così", ma io non so fare altro che questo e di mettermi a lavorare alla mia età, non se ne parla.

 

 

4)  Quali sono gli artisti a cui ti sei ispirato e con i quali sei cresciuto?

 

 

Tantissimi… ma direi su tutti Marvin Gaye e Donny Hathaway

 

 

5) Cosa pensi della Trap?

 

 

La sento tutti i giorni.. Sotto la mia finestra un gruppo di 13enni la suona a tutto volume, ma io sono tollerante e ho il cuore giovane, lascio fare, solo che non riesco a capire se sono artisti diversi o uno solo. Maledetto autotune!

 

 

6) Ci parli del brano Play On?

 

 

Un brano che riassume la mia filosofia musicale e il mio grande amore per i generi musicali che mi hanno ispirato. Il titolo è significativo, il giorno che qualcuno mi dirà "Suoniamo" ed io non ne avrò voglia, allorà intraprenderò la mia nuova carriera di giocatore professionista di briscola e tresette; credo non succederà mai.. quindi "Play on"!

 

 

7) In Play On c'è tutta la cultura americana e le sue sfumature, mi ha ricordato molto alcuni brani di Isaac Hayes.

 

 

È proprio così, ho sempre adorato le grandi orchestrazioni e i grandi arrangiamenti del Maestro e nel mio piccolo ho cercato di proporre un brano con quel sapore, aggiungendo un po' di "Savor Latino" e tanta simpatia..

 

 

8) Hai collaborato con molti artisti di spicco, chi ti ha colpito di più e chi ti ha lasciato qualcosa?

 

Tutti in egual modo, da tutti ho imparato e per tutti ho dato il meglio che potevo, anima e cuore, l'unico modo che conosco…Blessings!

64 BARS – Red Bull Music: torna per il terzo episodio in Italia

64 BARS, FRAH QUINTALE e BASSI MAESTRO INSIEME, PER IL TERZO EPISODIO DEL FORMAT RAP DI RED BULL MUSIC

 

 

64 Bars, format ideato da David Dallas e dal team che lavora al Red Bull Studio di Auckland, già consolidato in America, arriva per il terzo episodio in Italia, in collaborazione con Sto Magazine, coinvolgendo il produttore Bassi Maestro e Frah Quintale.

 

 

 

 

L’impostazione è apparentemente semplice: si uniscono un beat maker ad un MC dandogli la possibilità di creare una canzone insieme. L’ MC deve fare rap per 64 barre, ovvero, 64 misure (quasi 4 minuti), utilizzando solo punchline e lyrics super tecniche, il tutto senza la possibilità di inserire un ritornello. Un esperimento che mette a dura prova il fiato, la tecnica, lo stile e l’originalità dei due artisti.

 

 

Per la terza session italiana del format, dopo il successo di Ghemon e Andry The Hitmaker, Low Low e Big Fish sono stati scelti come protagonisti la leggenda del Rap Italiano e produttore Bassi Maestro ed il nuovo talento Frah Quintale, che si sono incontrati al Red Bull Studio Mobile a Milano per produrre il loro 64 Bars. Un take unico sia dal punto di vista della produzione che dal punto di vista del Rap, Bassi è partito dalla scelta del sample sul quale ha costruito live un beat prettamente boom-bap per reggere le 64 Barre di Frah Quintale.

 

 

FRAH QUINTALE è un artista che spazia con disinvoltura tra batterie rap e chitarre indie. L’esordio solista con l’EP “2004” (Undamento), ha ottenuto un buon riscontro di pubblico e dei media musicali, che lo hanno definito “uno dei migliori prodotti musicali indipendenti del 2016”. Aiutato dalla produzione di Ceri, il progetto è stato interamente realizzato da Frah che ne ha curato le grafiche, i video e la comunicazione. “8 miliardi di persone”, “Hai visto mai”, “Sabato nel Parco” e “Cratere”, “Nei treni la notte” e "Accattone" sono i singoli che hanno anticipato la pubblicazione del suo disco solista "Regardez Moi" fuori dal 24 novembre 2017 per Undamento e prodotto da Ceri.

 

 

BASSI MAESTRO è una vera e propria istituzione, una leggenda vivente che dopo aver attraversato tutte le fasi dell'Hip Hop italiano rimane tra i rapper, dj e producer più amati e rispettati dell'intera scena, un artista capace di rinnovarsi ogni volta e ogni volta rimanere attuale senza dimenticare le proprie radici. Con una discografia che supera le 30 pubblicazioni Bassi Maestro è sicuramente tra gli artisti più prolifici e longevi del panorama musicale italiano. Nel 2017 ha pubblicato l’album “Mia maestà” e "Oterges Ottegorp” insieme a Supa, a dimostrazione che gli anni non intaccano la vena artistica di Bassi Mestro.

 

 

 

Vintage Market, 25 Aprile: una festa per essere di nuovo bambini

Un 25 aprile diverso al Vintage Market, al Largo Venue! Un prato accogliente, illustratori, stand, food, dj set e che volete di più?

 

 

Artwork- Paola Rollo Illustrazione

 

 

 

Portate i bambini! "Ma davvero si possono portare i bambini"?!  Sì al Vintage si può. Ci sono dei laboratori interessantissimi per i bambini; mentre la mamma fa shopping ed il papà guarda i vinili, si divertiranno, giocheranno come mai hanno fatto, daranno spazio alla propria creatività.

 

 

A Roma non si trovano spesso spazi artistici ed alternativi che creino intrattenimento ed accolgano apertamente anche i bambini; se potete cogliete l'occasione, fate vedere la diversità ai vostri figli, fategli respirare la libertà e la fantasia dei giovani e insegnateli a giocare creando - con il pongo, cucendo o facendo giardinaggio (così annaffieranno anche la pianta della mamma e della nonna). Sarà una gioia per gli occhi! L'atelier per piccolini...solo a dirlo scatta la lacrima.

 

 

E per i più grandi? Oltre al consueto Market (che per l'occasione avrà ancora più espositori, ben 70!), ci sarà la possibilità di riallineare i propri chakra con lo Yoga in terrazzo o di rilassarsi al sole con un bel Pic Nic di primavera.

 

 

Condisce il tutto Pierrot Le Fou che presentano Limonata: un festival fresco, libero come la giornata del 25 Aprile, che introduce artisti giovani ed interessanti che disseteranno il pubblico in una giornata che sarà la festa dell'arte, dell'intrattenimento e dell'inclusione.

 

 

 

 

 


 

 

Il V-Market  il 25 aprile Largo Venue
Via Biordo Michelotti, 2 -00186 Roma

 

 

Piano terra: Market – 70 espositori selezionati di Vintage, Handmade, Libri, Illustrazioni, Gioielli artigianali, Abbigliamento per Bambini. Corner Vinili : una vasta selezione di dischi in vinile

 

 

Giardino: PIC- NIC – Brunch&Cena
Ape sfamamy: pesce fritto e cartocci sfiziosi
RARO – Food Truck Roma: hamburger di manzo bio
Bottega Gamberoni una selezione di pasta fatta a mano

 

 

La palazzina: Kilo Room
all’interno della palazzina un intero piano di vendita al kilo di vintage, si potrà infatti acquistare abbigliamento ed accessori di annata pesando il tutto su una bilancia

 

 

 

 

 

 

Yoga in terrazzo – Due appuntamenti 11.15 -12.15 / 12.30- 13.30
La partecipazione è gratuita

 

 

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Secondo Piano: Area relax – Secret garden

Laboratori per bambini dalle 11.00 alle 15.00

 

 

ECO PONGO - Pasta di Sale con colori naturali fatti con spezie e verdure 

 

 

Durante il laboratorio i bambini sperimenteranno, come in un laboratorio artigianale, diversi materiali, impareranno a dosarli e mescolarli così da ottenere un morbido impasto da modellare e assaggiare. Potranno realizzare con ogni pezzo di Ecopongo dei giochi morbidi e divertenti. La pasta modellabile cosi realizzata può essere riutilizzata più e più volte.
I bambini dopo l’attività potranno portare a casa la loro scatola di ecopongo. INFO: francesco.bianchi@progettograf.it - € 8

 

 

Verde360

 

 

Verde360 propone dei laboratori di giardinaggio per i bambini. Nella mattinata del 25 aprile gli insegnanti di Verde360 faranno rinvasare, seminare e coltivare ai piccoli giardinieri piantine da orto e ornamentali da portarsi a casa. Il costo è di 5€
INFO PRENOTAZIONI: 3407768047 Stefano e 3288750025 Marco

 

 

Atelier Piccoli Stilisti - Laboratorio di cucito creativo per bambini al Vintage Market

 

 

Atelier Piccoli Stilisti sarà presente all’evento V- Market Special Fest il 25 Aprile negli spazi di Largo Venue un angolo di Paradiso sulla Prenestina con un meraviglioso laboratorio in cui ogni partecipante potrà realizzare con le proprie mani una mini decorazione di panno lance dedicata alla primavera: fiore, cactus, farfalle, piccole meraviglie della natura.. E’ un laboratorio originale ed educativo, divertente e sorprendente!

 

 

– fascia di età dai 6 ai 12 anni

– durata 2 ore

-orario 11:00 – 13:00

Info e prenotazioni: info@atelierpiccolistilisti.com – cell.349-2945004

 

 

Nell’ambito del Vintage Market una coinvolgente caccia al tesoro per bambini dai 4 anni in su. Un percorso interattivo e ludico che accende la fantasia e svela i segreti dell’arte e della creatività contemporanee. INFO: info@lacasadipulcinella.it

 

 

Perfareungioco - colora le sculture giganti di animali in cartapesta

 

 

Braids corner: torna il famoso angolo delle trecce,la nostra Roxana vi renderà ancora più belle

 

 

Expo illustrazione: Marta Bellavia, Fortunato Ciannilli, Giulia Belcastro, Claudia Escalona, Giulia Ceccarani

 

 

Dalle 15.00: 25.04 / Pierrot Le Fou presenta Limonata / Largo Venue

“LIMONATA”, un festival dedicato alla musica nuova, fresca e dissetante.

 

 

Line up:

– Chiara Monaldi
– IRuna
– Lov-fi
– Bouganville
– Zeno
– Bart olini
– KOWA X AFFUNKASS + Pseudo per Velluto Records
– Laila
– 28/A
– Elisa Costanzo
& More

 

 

Djset tutta la giornata a cura del Collettivo AMBRA

 

 

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Mercoledì 25 Aprile dalle 11:00 alle 21:00

 

 

INGRESSO LIBERO fino alle 15:00
a seguire Up To You

America: il ritorno dei Thirty Seconds to Mars

Dopo cinque anni di silenzio, il ritorno dei Thirty Seconds to Mars con il loro quinto album: America. Un album ottimista, quasi un concept album per portarci verso la speranza.

 

I Mars per alcuni non saranno forse i migliori, ma a volte per concepire un buon album bastano delle intuizioni, degli spunti (e nel loro ci sono anche delle guest di spicco che collaborano in un paio di pezzi), si concretizza così un album interessante.

 

 

 

America è uno di quegli album perfetti da ascoltare in macchina mentre si va al mare. Jared Leto deve il suo successo alla sua personalità carismatica: può osare, anzi deve azzardare. Anche se agli occhi dei puristi può risultare banale o solo una presenza attoriale, per altri può accendere un faro d'interesse, come un monolite antico che guardandolo e alzando la testa fa pensare allo spazio, al futuro.

 

Il primo brano, Walk on Water, strizza l'occhio alle classifiche ed a gruppi come Coldplay e Depeche Mode (degli ultimi anni); diciamo che con un pezzo del genere, nella discografia moderna, si scivola sull'olio.

 

Con il brano Dangerous Night si inizia a capire l'indirizzo più elettronico di questo album: un ritornello efficacissimo, perfetto per il target dei fans dei Mars.

 

Rescue Me è un pezzo molto elettronico, con le sonorità di oggi, dei festival che esplodono ed i colori che si mischiano - adatto a festival come lo Sziget.

 

One Track Mind non è una marchetta, i generi si devono mischiare, fondere anche se la traiettoria sonora cambia. Le voci di Jared e A$ap sono molto gradevoli insieme, molto ritmiche e poi A$ap in questi ultimi anni è una garanzia.

 

 

 

 

Monolith è forse il picco di genialità dell'album, quasi una dedica di Jared a Blade Runner. Un brano breve, ma coraggiosissimo; Monolith esplode alla fine, mette i brividi con i suoi synth taglienti. Un brano utilizzabile ad inizio concerto come intro, è d'effetto anche per chi non ama i Mars. 

 

Poi ascolti la traccia sei, Love is Madness, che ti catapulta in un mondo più commerciale - con la voce di Halsey - e capisci che Monolith è pensata come la suo intro; il puzzle prende forma infatti: nel bel mezzo di Love is Madness riecco synth ed esplosioni.

 

Hail to the Victor è una classica ballad moderna, aggressiva e convulsiva, come una danza tribale. Un popolo che insegue la fede perduta, non pregando, ma scatenandosi in focosi passi per nominare un capo vincitore.

 

Dawn Will Rise comincia in modo mistico, con un'atmosfera all'inizio spenta, poi una scintilla si accende ed intraprendi un percorso - forse di redenzione - che conduce verso una società robotica. Anche in questo brano efficaci i synth, che risollevano l'atmosfera.

 

Verso il termine di un cammino può rinascere l'attitudine di un gruppo, dopo la novità e la sperimentazione. In Remedy ci sono tutti i Mars: romantici e malinconici, ci fanno ricordare gli amori persi e quelli ritrovati, i drammi, le speranze, riposti tutti in quella magica chitarra.

 

Live Like a Dream è il penultimo brano dell'album, perfetto per la radio, composto, rilassante ma con un brivido; poi si innesca la marcia verso quell'ultima notte. Devo andare, i sogni non aspettano.

 

America si chiude con un brano, Rider, che è come una continua pulsazione del cuore, quella di un ciclista che vuole scalare quella maledetta montagna; il sudore lo avvolge, la fatica lo travolge, il brano sale, pedalata dopo pedalata, sviolinata dopo sviolinata, fino al fantomatico arrivo.

 

 

 

Less Project: la Camelot dei gioielli ricercati

I fiori sono la vita che scorre impassibile, raccolgono il clima e le emozioni che li circondano. Alcuni muoiono o appassiscono, ma i fiori di Less project non muoiono e non appassiscono, rimangono ancorati ai gioielli che li accompagneranno verso l'eternità. Smaltati, intarsiati con le tecniche più svariate, sul collo di una ragazza peperina, all'orecchio di una ragazza alternativa, i fiori gioiello sono vera poesia.

 

 

 

 

Less project è quel marchio che viene da lontano, le sue creazioni sembrano quasi frutto delle arti orientali. Elena Sandias viene da un mondo artistico classico, ma poi ha spiccato il volo verso la propria arte, il suo stile è uscito fuori ed è diventato un'identità, un marchio che si differenzia per l'eleganza dei disegni e la loro originalità, che si rivolge alla natura. Less Project è la Camelot dei gioielli ricercati.

 

Abbiamo posto qualche domanda ad Elena, per conoscere meglio la creatrice di Less project ed il suo progetto.

 

1) Cosa deve vedere la gente nel marchio Less Project?

Un mondo sospeso fra il nostro presente ed il passato, non a caso agli albori di Less Project il mio motto era Anachronistic Accessories! Perché con un doppio diploma in design di moda e di costume più la mia passione per la Storia era inevitabile unirli. Si riflette totalmente nella linea Less_Wunderkammer, piatti antichi o vecchiotti che scovo nei mercati o da fidati "spacciatori" che ritaglio trasformandoli in gioielli dalle forme pulite e contemporanee.

 

 

2) Cosa dovrebbe comprare assolutamente chi si rivolge a te?

Io direi le collane, anche perché gli orecchini sono più difficili da intagliare e mi fate lavorare il doppio! A parte gli scherzi, lavoro con due linee, una sempre legata alla Natura, disegni di fiori e uccellini delicati e romantici, e una di soggettive; ogni tanto passano sotto le mie grinfie piatti con castelli e paesaggi, più rari e ricercati, se volete "investire" in un gioiello Less, cercatevi un castello.

 

 

3) Quanto contano i colori nel tuo lavoro?

Il colore è fondamentale nella scelta, la ceramica/porcellana delle stoviglie è quasi sempre bianca di fondo, le decorazioni colorate sono quelle che mi attraggono di più, istintivamente.

 

 

4) Cosa vuol dire essere artigiani oggi e cosa significa esserlo per te?

Vengo da un'istruzione accademica, incentrata sulla figura dello stilista classico, che disegna nella sua torre d'avorio senza sporcarsi mai le mani. Arrivare all'artigianato, al manu-facto, è stato un bel viaggio, e nel mentre mi sono divertita tantissimo! Il presente dell'artigiano ogni tanto mi spaventa, non ti puoi più limitare al lavoro di creazione e realizzazione, ma devi imparare a fare delle foto decenti, conoscere i social, crearti la fan base con degli artificiosi tentativi di coinvolgimento...Internet ci ha aperto il e al mondo ma a volte, credo, fa più danni che altro, come con Pinterest, che ha portato ad un enorme massificazione del gusto.

 

5) Chi è la mente dietro Less Project?
Elena Sandias, con le mie doppie S che sono diventate LESS. Per anni ho lavorato come stilista di accessori, innamorata delle stampe e dei tessuti ritrovo questa visione nei piatti che sono come tele da cui scorporare dettagli unici, spesso con una storia dietro.

 

 

Potete trovare Less Project al Vintage Market (prossimo appuntamento: 8 Aprile @ Largo Venue - Via Biordo Michelotti 2, Roma -> SAVE THE DATE!)

All The Luck in the World: storie, persone, vite, che lasciano scie

Gli All The Luck In the World (Neil FotBen Connoly e Kelvin Barr) sono cantautori irlandesi che vanno controcorrente, sia come sonorità che come contenuti. Nel loro ultimo album A Blind Arcade, raccontano storie, persone, vite, che lasciano scie, come un aereo.

 

 

 

 

 

Dopo il successo di Contrails - singolo così essenziale da lasciarci stupiti - gli All The Luck In The World ci portano ancora una volta in un mondo tutto loro, senza troppe parole e significati, ma con la voglia di stupire ed accattivarsi il pubblico, con tonalità sul grigio, che a volte ci accompagnano senza che ce ne accorgiamo.

 

 

Avevamo già dedicato un articolo a questa fantastica band Irlandese e gli All The Luck In the World ci hanno concesso un'intervista in cui si raccontano in modo essenziale, sincero e d'impatto, con la freddezza pungente che contraddistingue la loro musica fluttuante.

 

 

  • Il vostro suono è poetico ed introspettivo, cosa volete comunicare con la vostra musica?

    Non cerchiamo di comunicare esplicitamente un messaggio nelle nostre canzoni. Qualunque comunicazione è probabilmente involontaria, ma è sempre bello ascoltare persone che si sono sentite connesse ai nostri brani in qualche modo, che sia per la storia che la canzone racconta o per un'emozione che ha suscitato. Cerchiamo di mantenere il messaggio abbastanza misterioso, il che potrebbe effettivamente aggiungere introspezione al brano. Di tanto in tanto siamo però un po' più sfacciati.

  • Questa ritmo rallentato incanta coloro che vi ascoltano, li fa vagare, volare via. Dove li volete trasportare?

    Non tentiamo di definire a priori quel genere di cose, le nostre canzoni riflettono probabilmente l'ambiente in cui siamo cresciuti e come e dove abbiamo registrato il brano.

 

  • Quanto è importante la bellezza nella vostra vita?

    Abbastanza importante. In quanto persone creative, ovviamente ha influenza sia direttamente che sul nostro subconscio. Dipende dall'individuo. Un ingegnere potrebbe trovare bellezza in un design intelligente, mentre noi potremmo trovarla in una combinazione di parole o in uno strano nuovo suono trovato. Condividiamo sempre l'uno con l'altro ciò che troviamo interessante o bello, spesso con l'idea di trasformarla in una canzone ... o in un film, che probabilmente non faremo mai.

 

  • Contrails, è come un dolce schiaffo all'apatia, falsa amica di certi momenti. Siete d'accordo?

    Difficile da dire. Per noi era solo un promemoria che le piccole connessioni possono avere un enorme impatto sulla vita di una persona.

 

  • Cosa è la pazzia per voi?

    Stare nel traffico.

 

  • Diteci qualcosa di Contrails.

    Il concetto base della canzone è che se si vedesse la scia lasciata dalle singole persone - simile alle scie lasciate dagli aerei nel cielo - allora i punti di intersezione, o la loro assenza, comporrebbero un'interessante mappa di connessioni, potenzialmente in grado di modificare le nostre vite.

 

 

  • Definirei "A Blind Arcade" un "concept album". Siete d'accordo?

    Probabilmente no. Non c'è davvero un tema dominante. Le canzoni sono composte da una raccolta di storie, alcune delle quali sono personali, alcune sono oggettive ed il resto è completamente inventato. Non volevamo limitarci ad un solo concetto quando abbiamo scritto "A Blind Arcade".

 

 


 

  • Your sound is poetic and introspective, what do you want to communicate with your music?

    We don’t really try to portray an obvious message in our songs or anything like that. Any communication is probably inadvertent, but it is always nice to hear from people who have connected to the songs in someway, whether it be the stories within them or a feeling it might have given them. We try to keep it quite organic, which might add to the introspectiveness. Now and then we are probably a bit more blatant.

 

  • This slowed-down trend enchants those who listen to you, lets them fly away. Where do you want to send them to?

    Again, we don’t attempt to predetermine that kind of thing, but the songs probably reflect the surroundings in which we grew up and how we recorded certain things.

 

 

  • How important is beauty in your life?

    Probably quite important. As a creative person, it obviously would have an influence whether it’s directly or completely subconsciously. It depends on the individual. An engineer might find it in a clever design, while we might find it in a combination of words or a strange found-sound. We are always sharing things that we find interesting or beautiful with each other, often with the notion of turning it into a song... or some film that we’ll probably never make.

 

 

  • Contrails, your single, is like a gentle slap to apathy, a fake friend. Do you agree?

    Hard to say. To us it was just a reminder that the little connections can have a huge impact on a person’s life.

 

 

  • What is madness for you?

    Commuting in traffic.

 

 

  • Tell us something about Contrails.

    The basic concept for the song is that if one could see a trail left by individual people - similar to the trails left by planes in the sky - then the points of intersection, or lack thereof, would present an interesting map of potentially life-altering connections.

 

 

  • I would call your album a "concept album". Do you agree?

    Probably not. There isn’t really an overarching theme. The songs are made up of a collection of stories, some of which are personal, some are objective, and the rest are complete fiction. We didn’t want to tie ourselves down with a concept when it came to writing A Blind Arcade.