Posted on: 27 Ottobre 2015 Posted by: Francesca Muscarà Comments: 0

 

"I terribili effetti della solitudine, la paura di morire da soli, la paura di vivere da soli e, soprattutto, la paura di vivere con qualcuno".

Da sempre siamo schiavi del clichè dell'amore che regna sovrano, che ci coglie di sorpresa, che anima, che dà vita, tanto che il significato di coppia è ormai sinonimo di raggiungimento della felicità. Ma se non fosse realmente così? Se in realtà lo stare in coppia diventasse un obbligo dal quale non poter prescindere?lobster

Attraverso un cast made in USA ( Colin Farrell con 10 chili in più, Rachel Weisz John C. Reilly) il regista Yorgos Lanthimos decide di sovvertire gli stereotipi, di prendere in giro, di raccontare la solitudine dal punto di vista di un uomo che, varcata la soglia dei quaranta, deve trovare una compagna in un tempo massimo di 45 giorni, pena la trasformazione in bestie. Il protagonista decide di fuggire nel bosco e si ritrova nel gruppo di "solitari" che si nascondono per sfuggire all'obbligo dell'accoppiamento.

Lanthimos racconta come è nata l'idea per il film:

"L’idea di questo film è nata dalle discussioni su come le persone sentono la necessità di trovarsi costantemente in una relazione amorosa, sul modo in cui alcuni vedono coloro che non hanno una relazione; su come si venga considerati falliti se non si sta con qualcuno; su cosa arrivano a fare certe persone pur di trovarsi un compagno; sulla paura; e su tutto ciò che ci succede quando cerchiamo un partner".

Una tematica decisamente sui generis, quella in cui si ironizza la possibilità di rimanere soli e dove la parola "single" diventa uno status quo dal quale scappare per non rischiare l'emarginazione. 

The Lobster, attualmente nelle sale, è stato girato in Irlanda ed ha vinto il Premio della Giuria al Festival di Cannes.