Posted on: 14 Novembre 2015 Posted by: Gioia Vannicola Comments: 0

 

Una domenica a Roma è una domenica di riposo, di passeggiate al parco, di camminate su terrazzi panoramici unici al mondo, di condivisione.

Auditorium - Parco della Musica

Una domenica a Roma per chi ama Roma è all’insegna della curiosità, della scoperta e del piacere del sapere.

E Roma per tutto questo ci può offrire un ventaglio di offerte: siamo solo noi a dover scegliere il piatto del giorno!
E io qui a cosa servo? A ben poco in effetti.. fa tutto LEI. Al massimo posso aprire il menù e consigliare una scelta sconosciuta ai più e ai non addetti al settore, ma sicuramente appetitosa e che vi sazierà almeno per un pomeriggio.

Il piatto del giorno è un gioiello dell’architettura da me molto apprezzato, non solo per l’ammirazione che ho dell’artista che lo ha ideato ma per il suo impatto all’interno di questo grande ratatouille di gioielli edilizi: l’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA di Renzo Piano.

Anticipiamo gli ingredienti del piatto?

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Lo sapevate che stiamo parlando del primo posto in Europa e il secondo nel mondo dopo il Lincoln Park di New York per il numero di spettatori che può ospitare e per il numero di eventi che vengono organizzati?

No? E allora aggiungiamo un po' di pepe.

Lo sapevate che il progetto è cambiato radicalmente a causa di alcuni ritrovamenti archeologici  che hanno portato alla luce dei tesoro del passato e che potrete ammirarli proprio all’interno della struttura?  

         

                                     

Lo trovate ancora un po' insipido? Bene...allora posso dirvi che le sale dove suonare e ascoltare musica non sono solo le tre grandi strutture emergenti che vediamo ergersi con la loro corazza di piombo (piombo...perchè proprio il piombo? Questa scelta non è tanto inusuale: è il materiale delle coperture della nostra capitale, della cupola di San Pietro); nel basamento di questi 3 blocchi sospesi si sviluppa un intricato schema di percorsi e ulteriori sale e funzioni da avvalorare il nominativo di “Città della musica”e di cui fa da biglietto da visita la Cavea.

Ebbene si, la piazza di ingresso non è nient’altro che una sala a cielo aperto in grado di ospitare 3000 spettatori!

E la sensazione di essere al centro di essa e sentirsi osservare da questi grandi “mostri”, chi più piccolo chi più grande, mette un senso di imponenza tale da farci sentire noi stessi dei giganti.

Dicevamo il piombo, poi la pietra dei gradini delle cavea e poi?

Poi il legno.

Piano dice “La più bella avventura, per un architetto, è quella di costruire una sala per concerti. Forse è ancora più bello per un liutaio costruire un violino; ma si tratta...di attività molto simili. In fondo si tratta sempre di costruire strumenti per fare musica o per ascoltare musica.”

Il legno è infatti il materiale per eccellenza degli strumenti musicali: sia per ragioni semantiche, perché è sempre stato il materiale associato agli strumenti che per una ragione fisica, in quanto il legno ha una frequenza giusta per far risuonare la musica.

Ecco che lo troviamo sulle pareti (nella Sala Petrassi, la più piccola da 700 posti, le superfici della scena si possono muovere per creare un’ambiente più o meno intimo a seconda dei casi), nei pavimenti (alcuni rimovibili per creare una culla ribassata per l’orchestra che diventa quindi nascosta o per eliminare parti rialzate con lo scop
o di aumentare le sedute come nella Sala Sinopoli), ma soprattutto nelle coperture.

Sì, anche in Italia possiamo ammirare certe innovazioni architettoniche!

Nella Sala più bella, Sala Santa Cecilia (non è un caso che sia dedicata alla santa della musica) se alziamo la testa possiamo ammirare 26 gusci di 180 mq in 3233289301_ebcd802e55_o (1)ciliegio americano, che donano alla sala caratteristiche di riverberazione uniche in Italia, con un tempo di ritorno di 2,2 secondi. Assolutamente fuori dal comune per le dimensioni della struttura e per l'effetto dei già citati gusci lignei che fungono da specchio acustico. L'effetto prodotto consiste nella netta sensazione che l'intensità sonora diminuisca solo fino alla decima fila, oltre la quale sembra mantenersi costante.

Incredibile vero? Pensate che il cantiere della sala proseguì anche dopo l’inaugurazione dell’altre due e che per lavorarci all’interno venivano calati gli approvvigionamenti di cantiere dal buco del futuro guscio centrale.

Non vi anticipo le sensazioni che creano queste architetture agli occhi anche di chi non è “allenato”: vi consiglio la visione diretta e magari anche accompagnata da una guida attenta e coinvolgente.           

                                         

Ciliegina sulla torta?  Tra le tante chicche che troverete all’interno, ve ne è una un po' nascosta ma che vale la pena di “assaggiare”: il MUSEO DEGLI STRUMENTI MUSICALI.

Il Museo degli Strumenti Musicali dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia conserva ed espone una delle principali raccolte di strumenti italiane.

La nuova sede espositiva permanente, inaugurata a febbraio 2008 in occasione del centenario dell’Orchestra di Santa Cecilia, è stata ideata da Renzo Piano come uno “scrigno” nel quale conservare e mostrare al pubblico i pezzi più preziosi e rari della collezione.

CIMG_20150510_131356irca centoquaranta strumenti scelti per l’esposizione sono disposti in una suggestiva galleria di vetrine in legno di ciliegio americano (sempre lui si), mentre gli altri sono conservati nei depositi del museo. Tutto l’allestimento è stato realizzato seguendo i più attuali dettami della museologia e della museografia, con una particolare cura nel conciliare le esigenze espositive, per rendere più facile al pubblico accostarsi a questi oggetti sonori, con quelle conserv
ative, per preservare gli strumenti il più a lungo possibile nel tempo, grazie, ad esempio, a impianti di illuminazione e di climatizzazione specifici.

Non solo: grazie a una guida sonora su computer palmare è possibile ascoltare il suono degli strumenti in mostra!

Ora basta perchè altrimenti oltre a farvi vedere il menù, ordino e mangio pure per voi!


Qui
potete trovare informazioni e orari per visitare l’audiotorium e le sue meravigliose sale 
(ci potete anche andare a sentire “solo” la musica, ovviamente!)

 http://www.auditorium.com/

Ah dimenticavo, non mi sono presentata!

Sono un architetto che da piccola non giocava a fare la principessa che doveva essere salvata e portata via dalla torre del castello; lei, in quel castello, voleva essere la guida turistica.