Posted on: 22 Novembre 2015 Posted by: Benedetta Morbelli Comments: 0

 

“Quando parti?” 

E’ questa la domanda che ti accompagnerà dal giorno in cui ciò che prima poteva essere solo un pensiero o una semplice fantasia inizia a diventare una solida possibilità.

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La risposta esatta a dire il vero non l’ho saputa fino a qualche giorno prima di salire sull'aereo, ma le sensazioni che queste due parole messe insieme potevano suscitare in me sono state la prima parte del viaggio stesso.

Dico questo perché quando si prende la decisione di partire per un’esperienza professionale non è come una semplice vacanza. Non si prenota un biglietto ed un posto per dormire e poi si aspetta eccitati il giorno della partenza. No. Ogni giorno si combatte con una difficoltà diversa, una difficoltà che una volta prende il nome di documenti e sigle mai sentiti prima ed un altra si tinge dei colori delle foto di case a te estranee e che sai rimarranno tali finché non saranno i tuoi occhi stessi a posarsi su quei muri, quei pavimenti e quelle stanze.

Scegliere di partire per cogliere un’opportunità significa spesso dire: “Sì!" senza conoscere realmente il peso di quell’affermazione così decisa. Vuol dire realizzare, giorno dopo giorno, i lati negativi di quella scelta che agli occhi di tutti sembrava non essere altro che un’ovvia conseguenza della proposta ricevuta. Vuol dire iniziare ad abituarti all’idea che un oceano ti dividerà dalle persone che ami, da quelle persone che rendono la tua vita così speciale. Vuol dire arrivare al momento in cui finalmente comprendi l’intimo significato che hai dato tu a quel : “Sì!". Ed è in quel momento che si conclude la prima parte del tuo viaggio nemmeno iniziato, il momento in cui ti inizi a chiedere: “Quando si parte?"