Posted on: 24 Novembre 2015 Posted by: Francesca Muscarà Comments: 0

 

Intelligente, affascinante, colto, poliglotta.mika1 Le carte Mika ce le ha tutte e ormai conosciamo la sua sensibilità e il suo acume, ancor meglio da quando ha partecipato per la prima volta come coach ad X Factor Italia e ce ne siamo un po' tutti innamorati.

La cultura e la preparazione del cantante nascondono però un passato fatto di sacrifici ed esperienze traumatiche. In occasione di un convegno sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento organizzato dalla Fondazione Miroglio e intitolato «Come pesci sugli alberi», Mika ha deciso di dare il suo contributo attraverso un video messaggio, nel quale racconta a cuore aperto tutte le difficoltà che ha dovuto affrontare e superare per imparare a leggere e a scrivere a causa del disturbo della dislessia. Mika non ha nascosto il disagio provato nel sentirsi inferiore per un lungo periodo della sua vita:

“Quand’ero piccolo, ho pensato di essere stupido, non sapevo né leggere né scrivere. Ero come un pesce su un albero”

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Dopo essere stato cacciato da scuola, Mika ha deciso di smettere di imparare ed ha dimenticato tutto ciò che aveva faticosamente appreso, persino come leggere la musica, cosa che sapeva fare perfettamente. Poi il cambiamento. In breve tempo ha affinato il suo orecchio ed ha imparato ad apprendere grazie alla musica. Sebbene ancora oggi non sia in grado di leggere gli spartiti, Mika ha raggiunto con soddisfazione un grande traguardo: scrivere un libro.

Il cantante ha raccontato quanto in questo percorso sia stato fondamentale l’aiuto di sua madre:

“Con la forza della musica e di una persona speciale come mia madre, sono riuscito a sviluppare una versione diversa dell’intelligenza e a trovare la chiave per avere una vita normale e per sistemare tutte le altre parti della mia esistenza”.

Oltre alla mamma, molti sono stati gli aiuti esterni di professori e specialisti che lo hanno capito ed aiutato ad affrontare il problema ed a conquistare la stima in se stesso.

La normalità non esiste, bisogna trovare in sè stessi la chiave, l'individualismo che risiede in ognuno di noi. Così Mika ha concluso il videomessaggio, incitando i ragazzi con questi problemi a non aver paura della diversità, poiché per questi disturbi c’è sempre una soluzione.