Posted on: 12 Dicembre 2015 Posted by: Gioia Vannicola Comments: 0

 

"La tua prospettiva è falsa. Perché? Perché è una prospettiva."

Jude Stéfan, Gnomiche, 1985

 

Nel 1985 così Jude Stéfan scriveva di prospettiva nelle sue Gnomiche, ma in realtà c'è chi di "false prospettive" già parlava (e le realizzava) nel 1637: il celeberrimo Borromini.

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Era un periodo di grande fermento quello della metà del '600, un periodo di sperimentazione e di rivoluzione rispetto alle regole prefissate dall’ormai passato Rinascimento, e Francesco Castelli Brumino (diventato Francesco Borromini forse per la sua devozione a San Carlo Borromeo) era uno che amava stupire, non c’è dubbio. Quello che progettò per il Palazzo Spada fu infatti un vero e proprio gioiello dell’inganno!

Dal menù di oggi mi sento di consigliarvi la Galleria Spada, nell’omonimo palazzo che la ospita e che la nasconde in modo amabile nel suo bellissimo chiostro.

Siamo sempre a Roma, questa volta a due passi da Campo de’ Fiori, in Piazza Capo di Ferro, nell’attuale sede del Consiglio di Stato.

Immaginate di trovarvi di fronte a una galleria. Immaginate questa galleria lunga, circondata da colonne e con al suo culmine una grande statua raffigurante Marte. Bello no? Si va bene, niente di speciale lo ammetto!

Se non fosse che in realtà quella monumentale galleria è attraversabile con soli 8 passi (8 passi..8 metri.. Sembravano circa 37!) e se non fosse che aldilà di ogni fervida immaginazione quella statua è “alta” circa 60 cm...e non gigantesca come il nostro cervello ha pensato, come ne ha avuto percezione.

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Il merito è tutto del mastro Borromini che, con l’aiuto del matematico Padre Giovanni Maria da Bitonto, è stato in grado di realizzare una prospettiva che fino a quel momento potevamo ammirare al massimo nei dipinti di Giotto.

La galleria nasce dalla passione del proprietario del palazzo, un certo Bernardino Spada, per i giochi prospettici e per le sensazioni che essi muovono negli spettatori.

Il significato di tutto ciò? L’illusorietà delle grandezze terrene e forse l’inganno dei sensi.


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L’osservatore avrà quindi la percezione dello spazio, che sembrerà in prospettiva corretta solo visualizzando la galleria esternamente e in posizione centrale: basterà dunque spostarsi leggermente dall’asse per notare i trucchi atti a creare questo artificio tutto barocco.

A partire dall’alto (il soffitto con volte a botte cassettonate è inclinato), scendendo per le colonne (progettate e realizzate in modo che diminuiscano gradualmente di dimensione) fino alla pavimentazione mosaicata….quest’ultima sale, sale fino a sfociare nelle siepi conclusive (non vi illudete, anche queste sono finte!) e nella statua del guerriero già citata, quella che all’esterno pensavamo fosse la versione ingrandita!

Inizialmente vi era un finto motivo vegetale a terminazione dell’opera e questo che aumentava di gran lunga la finta prospettiva!

Lo sapete che questa tecnica ha un nome? Dicasi “Prospettiva accelerata”, usata tutt’oggi nelle scenografie teatrali e cinematografiche!

Non siete ancora sazi? Allora all'uscita soffermatevi davanti alla fontana all’esterno del palazzo (ed illustrata qui sotto). Notate qualcosa di strano?

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Un’ultima curiosità: rivedetevi se non l’avete già visto “La Grande Bellezza”. Vi ritroverete Palazzo Spada come set di una delle scene del film!

Qui possiamo dire di avere un altrettanto bella e grande “Illusione”.